NEWS OF THE DAY
10/4/2006

I Ministri degli Esteri europei sono chiamati oggi a confermare il congelamento degli aiuti diretti all'Autorit� Nazionale Palestinese. Una decisione che ha gi� provocato la dura reazione di Hamas.

Il premier palestinese Ismail Haniya l'ha definito "un ricatto", al quale il suo Governo targato Hamas non intende piegarsi: di certo c'� che una quantit� sostanziale di aiuti europei alla Palestina sta per essere congelata, anche se nessuno sa dire a quanto ammonter�. Proprio su questo sono chiamati oggi a decidere i 25 Ministri degli Esteri comunitari. Attualmente l'Unione destina 500 milioni di euro all'anno al popolo palestinese: secondo alcune fonti potrebbero venire congelati nell'immediato 30 milioni, secondo altre la somma potrebbe superare i 200. Tra Bruxelles e Ramallah spira gi� un vento di crisi diplomatica, anche se -in un estremo gesto di mediazione- Hamas ha inviato all'Unione Europea una petizione, avvertendo sulle pesanti conseguenze che una simile decisione potrebbe avere sulla popolazione. Stipendi pubblici ed erogazione dell'elettricit� potrebbero risentirne. All'origine della decisione europea c'� il rifiuto di Hamas di sottoscrivere le condizioni poste dal Quartetto: riconoscimento di Israele, rinuncia alla violenza, rispetto degli accordi gi� presi dall'Anp. I Ministri europei dovranno anche ufficializzare la lista nera dei 31 politici bielorussi, tra cui il presidente Lukashenko, cui verr� negato l'ingresso nell'Unione.

9/4/2006

Si � chiusa ieri a Vienna la due giorni di vertice informale dei Ministri dell'Economia europei. Dopo le polemiche di fine marzo sul caso Enel-Suez, i 25 titolari dell'Economia hanno espresso una generale condanna del protezionismo. Ma la Francia -per bocca del Ministro dell'Economia Breton- ha avvertito i partner: "certi settori restano strategici".

Un coro unanime contro il protezionismo, ma solo a parole: nessuna iniziativa concreta � stata intrapresa per fronteggiarlo. Questo il risultato della due giorni di Ecofin informale a Vienna. Nel concreto, i Ministri dell'Economia si sono limitati solamente a prendere atto delle buone prospettive di crescita per il Vecchio Continente. La condanna pi� dura contro il protezionismo � giunta dal presidente di turno, l'austriaco Karl-Heinz Grasser, secondo il quale rappresenta una delle cause dell'alta disoccupazione europea. N� poteva mancare sul tema uno scontro a distanza fra l'italiano Giulio Tremonti e il francese Thierry Breton, sull'onda della disputa Enel-Suez: "non avrei mai immaginato di vedere un protezionismo pari a quello energetico in Francia", ha accusato Tremonti, osservando che "la questione resta
aperta". Ma Breton si difende: "certi settori sono particolari", dice, prima di invitare tutti a non eccedere nell'evocare lo spettro protezionista. Nel mare di parole � cos� affogata l'unica iniziativa concreta, proposta dal britannico Gordon Brown, che chiedeva di istituire un comitato di esperti -da affiancare alla Commissione Europea- per rafforzare le politiche sulla concorrenza.

8/4/2006

Si � chiuso a Vienna il vertice informale dei Ministri dell'Economia europei. Dura condanna al protezionismo, ma la Francia -per bocca del Ministro dell'Economia Breton- avverte i partner: "certi settori restano strategici".


"Il protezionismo non � la giusta risposta alla globalizzazione": la definizione del Ministro delle Finanze tedesco Steinbrueck ben riassume il senso dell'atteso dibattito tra i Ministri europei dell'Economia sul tema che -solo due settimane fa- aveva portato l'Europa sull'orlo di un'altra crisi. Protezionismo quindi sul banco degli imputati, tanto che il presidente di turno, l'austriaco Karl-Heinz Grasser, lo ha additato come una delle cause della disoccupazione nel Vecchio Continente. Sul tema � intervenuto anche il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che ha definito quello del protezionismo "un discorso ancora aperto". Anche perch� a frenare resta sempre la Francia: Thierry Breton, pur elogiando le parole di Tremonti, fa intendere che Parigi non far� passi indietro nel settore energetico. Per Breton alcuni settori dell'economia sono "un po' particolari": per questo il Ministro francese mette in guardia i colleghi dall'utilizzo eccessivo del termine stesso "protezionismo". Per
dirla con il Commissario Europeo Almunia, che non ha saputo contenere l'ironia, "tutti si dicono contrari al protezionismo. Almeno a parole".

8/4/2006

All'Italia sono state fatte "richieste impegnative'' da parte dell'Europa in materia di  risanamento dei conti pubblici. Lo ha dichiarato all'Ecofin di Vienna il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, rispondendo a una domanda  sulla stima di un rapporto deficit-pil al 3,8% nel 2006, contenuto nella Trimestrale di cassa. Ma la riunione dei Ministri finanziari ha analizzato anche le prospettive per l'economia europea.

E' un messaggio di fiducia quello lanciato ieri dai Ministri economici europei sulla crescita nel Vecchio Continente. "Possiamo guardare con ottimismo al futuro", ha dichiarato il Commissario Joaquin Almunia, che vede una ripresa degli indicatori economici e degli investimenti in Europa, ribadendo la visione del lussemburghese Juncker, che parla di un'accelerazione della ripresa a inizio 2006. Almunia evidenzia per� anche i rischi: in primis il livello del debito, che in alcuni Paesi "potrebbe creare difficolt�''. Per questo lancia un appello agli Stati membri, affinch� puntino a un consolidamento dei bilanci: "se le statistiche giunte a Bruxelles saranno confermate, annunceremo a fine aprile un deficit medio del 2,4% rispetto al PIL, nell'Eurozona". Anche il presidente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet si concentra sui rischi che possono minare la crescita: Trichet individua nel protezionismo uno dei maggiori, insieme al greggio e agli squilibri globali. I Paesi europei restano infine divisi sulla proposta di una base imponibile comune per le societ� comunitarie, che la Commissione intende rendere obbligatoria.
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