NEWS OF THE DAY
7/4 /2006

"Il 2006 sar� un anno positivo per la crescita in Europa, che dovr� sfruttare il proprio potenziale di fronte al buon andamento dell'economia globale". Karl-Heinz Grasser, presidente di turno, ha cos� sintetizzato l'esito della prima giornata del vertice informale dei Ministri Economici europei a Vienna.


E' un messaggio di salute per l'economia europea quello lanciato oggi al termine della prima giornata dell'Ecofin informale, in corso a Vienna. "Possiamo guardare con ottimismo al futuro", ha dichiarato il Commissario agli Affari Economici Joaquin Almunia, che vede una ripresa di indicatori economici ed investimenti in Europa. Esistono anche dei rischi, ricorda Almunia, prima di lanciare un appello agli Stati membri affinch� puntino a un consolidamento dei bilanci: "se le statistiche giunte a Bruxelles saranno confermate, annunceremo a fine aprile un decifit medio del 2,4% rispetto al PIL, nell'Eurozona". Il presidente della Banca Centrale Europea Jean -Claude Trichet si concentra invece sui rischi che possono minare la crescita: "� proprio il protezionismo uno dei fattori di rischio globale", per Trichet, insieme al greggio. Quel protezionismo che � stato protagonista di tutte le recenti polemiche tra Paesi membri. Grande spazio nel vertice l'ha avuto la proposta di una base imponibile comune per le societa' europee, che la Commissione intende rendere
obbligatoria. Ma gli Stati continuano a restare tiepidi e divisi sull'idea.

4/4 /2006

La Commissione Europea ha inviato all'Italia e ad altri 16 Stati membri un totale di 28 lettere di messa in mora -la prima fase della procedura d'infrazione- per la mancata ''adeguata'' apertura dei rispettivi mercati dell'energia. Sempre la Commissione ha ufficialmente avviato una procedura d'infrazione contro la Francia, relativa alla legge "anti-Opa straniere", varata di recente dal Governo d'Oltralpe.

La mannaia di Bruxelles si abbatte sui mercati energetici nazionali, ancora troppo impermeabili alla concorrenza, nonostante ben due direttive impongano la totale apertura dei settori dell'energia elettrica e del gas entro il 2007. Persistenza di prezzi regolamentati,
che bloccano l'arrivo di nuovi concorrenti; assenza di separazione giuridica e insufficiente separazione dei gestori delle reti di trasporto e distribuzione; accesso discriminatorio dei terzi alla rete e insufficiente trasparenza delle tariffe; libera scelta del fornitore;
competenze delle autorit� di regolazione: questi alcuni tra i maggiori problemi riscontrati in ben 17 Stati membri, tra cui l'Italia. L'azione della Commissione segue di pochi giorni le polemiche sul protezionismo nazionale nel mercato energetico. L'Italia � finita sul banco degli imputati anche per non avere trasmesso a Bruxelles il rapporto sui biocarburanti per il 2005 e per non aver recepito le direttive sull'elettricit� rinnovabile. Sempre per oggi � atteso un ulteriore richiamo al nostro Paese, per non aver ancora riscritto in modo soddisfacente il ben noto "decreto anti-Edf". Roma questa volta rischia delle sanzioni.

31/3 /2006

"L'impatto dell'invecchiamento sull'economia e sulle finanze pubbliche europee": di questo tema si occupa oggi una Conferenza organizzata dalla Commissione Europea a Bruxelles. Il convegno prende spunto da un rapporto elaborato dalla Direzione Generale per gli Affari Economici della Commissione.


"Cambiamenti drammatici": cos� Bruxelles definisce la curva demografica che attende l'Europa entro il 2050. Una curva che preoccupa la Commissione, per gli effetti che queste variazioni avranno sulla crescita economica e sulle finanze pubbliche dei Paesi membri. Le
previsioni contenute nello studio prevedono -per il 2050- una popolazione europea pari a 454 milioni di abitanti, 53 in Italia, con un balzo della popolazione anziana e un forte calo di quella in et� lavorativa. Il rapporto lavoratori-pensionati si dimezzer�, dall'attuale quattro a uno a un due a uno. Per paradosso, Bruxelles prevede anche un raggiungimento degli obiettivi occupazionali fissati a Lisbona, cui far� per� da contraltare un calo totale degli occupati. Quali le conseguenze? In primo luogo una riduzione della crescita annuale, che nei vecchi Paesi membri si assester� poco sopra l'1%. La produttivit� diventer� in alcuni Paesi l'unica fonte di crescita. L'impatto dei costi legati all'invecchiamento della popolazione sulla spesa pubblica si annuncia significativo: +4% nell'Eurozona. In Italia pensioni, sanit�,
ammortizzatori sociali ed educazione cresceranno poco meno del 2%. Nel 2050 l'impatto delle spese legate all'invecchiamento incideranno sul nostro Pil per il 28% circa.
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