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27/3/2006 Il Consiglio dei Ministri dei trasporti europeo dovrebbe raggiungere oggi un accordo politico sull'introduzione della prima patente di guida unica dell'Unione. Si sblocca cos� uno stallo decisionale che durava ormai da due anni, per l'ostruzionismo di Austria e Germania. E' una piccola rivoluzione nel mondo dei trasporti quella che i Ministri comunitari potrebbero approvare oggi a Bruxelles. L'idea di fondo � semplice: sbarazzarsi degli oltre 100 modelli di patente di guida utilizzati nei 25 Stati membri, rimpiazzandoli con un unico documento. valevole in tutta l'Unione. La nuova patente sar� in plastica e avr� la forma di una carta di credito: probabilmente conterr� anche un microchip anti-falsificazione e avr� una validit� compresa tra i 10 e i 15 anni, a discrezione dei singoli Stati membri. Ciascun Paese manterr� in ogni caso le proprie regole e le proprie procedure di rilascio. Oltre a una maggiore sicurezza sui dati del possessore, il nuovo documento impedir� il cosiddetto "turismo delle patenti", una pratica utilizzata da chi -dopo averne subito il ritiro- si reca in un altro Paese a farsene rilasciare una nuova. La patente europea sostituir� -entro il 2032- tutte quelle attualmente in circolazione: i primi modelli saranno distribuiti a partire dal 2012. 26/3/2006 Bielorussia. L'Unione Europea ha chiesto il rilascio del numero due dell'opposizione Aleksander Kozulin, arrestato ieri dalla polizia, nel corso delle manifestazioni di protesta contro i bogli alle ultime elezioni presidenziali. Esce dai binari del linguaggio diplomatico l'ultimo richiamo dell'Europa al regime del presidente bielorusso Aleksandr Lukaschenko: la presidenza di turno austriaca si dice "scioccata" dalla violenza usata dalle forze di sicurezza contro i manifestanti e chiede il rilascio immediato di Aleksander Kozulin, fatto sparire mentre guidava una marcia contro una delle carceri dove vengono rinchiusi -a centinaia- gli oppositori politici. Dopo le blande sanzioni decise venerd� a Bruxelles, solo qualche restrizione nei visti, l'Europa leva nuovamente la voce contro la repressione in corso a Minsk. Nella condanna europea c'� anche l'invito ai Paesi confinanti con la Bielorussia a fare lo stesso: invito neppure troppo velato alla Russia, che preferisce per� fare orecchie da mercante, sorvolando sui fatti di ieri, quando la timida primavera bielorussa � stata stroncata dalle forze speciali del regime, che hanno fatto dieci feriti e obbligato una manifestazione di migliaia di persone a riparare in un parco. Intanto il padre-padrone bielorusso Lukaschenko sfida Bruxelles e in un'intervista afferma: "la mia vittoria alle presidenziali ha frenato i piani di espansione europea". Il tutto prima di giurare fedelt� al potente vicino russo. 24/3/2006 Attacco a tutto campo del presidente francese Jacques Chirac su energia e protezionismo. Un attacco che ha avuto come destinatario l�Italia. Chirac ha parlato al termine del Consiglio Europeo di Bruxelles, che ha posto le fondamenta della prima politica energetica comune europea. Il vertice organizzato per offrire l�immagine di un�Europa compatta, almeno nella facciata, sulla questione energetica, vede sbriciolati i propri obiettivi riappacificatori sotto i colpi delle polemiche lanciate da un Jacques Chirac sempre pi� nel mirino delle critiche sul tema del protezionismo. Chirac prima attacca la possibile Opa di Enel su Suez, definendola un�operazione puramente finanziaria e senza motivazioni economiche, osteggiata persino dagli stessi azionisti francesi e belgi. Poi consiglia un ritorno a scuola a tutti coloro che accusano la Francia di essere protezionista. �Osservatori superficiali e malintenzionati�, definisce Chirac i suoi accusatori. Ma un rischio protezionismo in Europa esiste, se lo stesso presidente di turno dell�Ecofin, Karl-Heinz Grasser, conferma a Radio 24 che di questo si parler� al prossimo vertice dei Ministri economici. Intanto i 25 leader europei hanno posto le basi di una politica energetica comune, basata sulla sicurezza delle forniture, sul pieno funzionamento del mercato interno e sulla sostenibilit� ambientale. Sul fronte dell�occupazione, il presidente di turno Wolfgang Schuessel ha invece indicato due obiettivi ambiziosi: la creazione di due milioni di posti di lavoro ogni anno in Europa e la garanzia, per ciascun giovane, di avere poter trovare un lavoro entro sei mesi dalla fine degli studi. 24/3/2006 Quale energia per il futuro dell�Europa? E� stata la domanda a cui hanno cercato di dare una risposta ieri i 25 leader europei, pur da angolazioni diverse. Se il premier Berlusconi, lasciando il Consiglio Europeo, annuncia che � il nucleare la fonte energetica dei prossimi anni, il presidente di turno, l�austriaco Wolfgang Schuessel, chiosa che nessun Paese pu� essere obbligato a usare centrali atomiche. Schuessel annuncia anzi che oggi i 25 leader prenderanno la storica decisione di ridurre il consumo energetico del 20%, aumentando l�efficienza. Lo sviluppo di una politica estera comune sull�energia, il completamento del mercato interno e il rafforzamento dei rapporti con la Russia tra gli altri punti che saranno approvati. Convitato di pietra al summit il tema del protezionismo: non se n�� parlato, dice Berlusconi, che smentisce dissidi con i partner sul misterioso documento italiano di denuncia. E in un�intervista a Sergio Nava la Commissaria Europea alla Concorrenza Neelie Kroes torna a condannare il protezionismo. |
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