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23/3/2006 Si � aperto il Consiglio Europeo di Primavera a Bruxelles. Sul tavolo dei 25 leader ci sono i dossier relativi al rilancio delle politiche economiche, della crescita e dell�incremento dell�occupazione. Tuttavia, il vero nodo da sciogliere riguarda la politica energetica, legata a doppio filo alle polemiche sul protezionismo in Europa. Il tema dell�energia � previsto nel men� della cena di stasera, con un annunciato intervento del cancelliere tedesco Angela Merkel: ma � quasi certo che l�occasione dar� il l� anche alle polemiche sul protezionismo: l�Italia non presenter� pi� alcuna lettera di denuncia, dopo il rifiuto di almeno cinque Paesi a sottoscriverla, ma il premier Silvio Berlusconi �dopo aver negato l�esistenza del documento- si � detto ottimista su un intervento della Commissione Europea e ha confermato che di protezionismo si parler� in serata. Nessun incontro bilaterale invece col presidente francese Jacques Chirac, ha confermato il premier. E oggi da Bruxelles sono giunte importanti notizie per l�Italia sul fronte dei dazi antidumping nel settore calzaturiero: la Commissione Europea li ha formalmente approvati. Partiranno il 7 aprile, saranno temporanei e progressivi, e raggiungeranno quota 19,4% per i prodotti cinesi e quota 16,8% per quelli vietnamiti. Istituito anche un monitoraggio sulle uniche categorie escluse dai dazi: scarpe da bambino e scarpe sportive. 23/3/2006 Entreranno in vigore dal prossimo 7 aprile i dazi antidumping contro Cina e Vietnam nel settore delle calzature. La Commissione Europea ha dato il via libera formale all�imposizione delle misure proposte solo qualche settimana fa dal titolare al Commercio Peter Mandelson. Misure poi approvate dagli stessi Stati membri, pur tra notevoli divisioni. I dazi saranno provvisori �dureranno cio� cinque mesi- e graduali. Partiranno cio� da una percentuale del 4% circa per arrivare, a fine estate, al 19,4% per le calzature cinesi e al 16,8% per quelle vietnamite. "Queste misure antidumping ripareranno al danno causato ai produttori europei di scarpe di cuoio� - ha dichiarato Mandelson: �noi non colpiamo il naturale vantaggio competitivo della Cina e del Vietnam ma solo le distorsioni ingiuste del commercio�. Resteranno fuori dai dazi le scarpe da bambino e quelle sportive: in un�ultima concessione alle preoccupazioni dei produttori italiani, la Commissione ha per� previsto un meccanismo di monitoraggio per questi due settori esentati dalla misura, con lo scopo di verificare che gli importatori non li sfruttino per aggirare i dazi. 23/3/2006 Si apre oggi a Bruxelles il Consiglio Europeo, che vedr� riuniti intorno allo stesso tavolo i 25 leader dell'Unione. La crescita economica e l'occupazione i temi in agenda, ma -a movimentare l'atmosfera- ci saranno le sempre pi� chiare divergenze in tema di protezionismo e mercato dell'energia. Come far coincidere i tentativi di riforma per favorire crescita e occupazione con la necessit� di difendere un mercato unico sempre pi� in preda a minacce protezionistiche. E' il dilemma su cui si concentreranno tra oggi e domani i 25 leader europei, chiamati a verificare i progressi realizzati nell'ultimo anno sulla claudicante Agenda di Lisbona: tutti i Governi hanno presentato piani nazionali per stimolare la competitivit�, rilanciare l'economia e creare posti di lavoro. Ma gli obiettivi appaiono spesso superiori alla realt�. Pi� ostica la discussione sulla politica energetica: la Commissione ha presentato un piano per avviare una gestione europea di forniture e connessioni, ma molti Paesi temono che questa iniziativa rischi di minare le proprie prerogative. E collegato al tema energetico c'� quello del protezionismo, sul quale si attendono scintille: anticipazioni di stampa davano per certo un documento italiano di condanna, sottoscritto con Gran Bretagna e Olanda, ma prima la stessa Olanda, poi Irlanda, Svezia, Slovacchia e Finlandia avrebbero escluso la firma. Il documento sar� rinviato al prossimo Ecofin: non cos� le polemiche, pronte a riaccendersi tra oggi e domani. 16/3/2006 La Lega Nord � stata espulsa dal gruppo euroscettico Indipendenza e Democrazia, uno dei principali schieramenti al Parlamento Europeo di Strasburgo. La decisione � stata comunicata a sorpresa nel corso della seduta plenaria. E' stata un'esperienza di breve durata -neppure due anni- quella dei quattro rappresentanti della Lega Nord all'interno della formazione euroscettica Indipendenza e Democrazia, quinto gruppo dell'Europarlamento. Umberto Bossi, Mario Borghezio, Francesco Speroni e Matteo Salvini tornano nel gruppo dei non iscritti, al termine di una vicenda a dir poco machiavellica. Ormai ospiti non graditi all'interno del gruppo europarlamentare, avevano evitato l'espulsione marted� per una manciata di voti, grazie al soccorso dei colleghi polacchi. Ieri il colpo di mano, con la decisione del capogruppo Jens-Peter Bonde di sciogliere la formazione e ricostituirla in serata senza i leghisti. Un escamotage che ha messo la Lega alla porta: nonostante il motivo dell'espulsione non sia stato reso noto ufficialmente, si sospetta che i rapporti, gi� incrinati dai fischi di luglio al presidente Ciampi, si siano definitivamente rotti con la posizione presa dalla Lega sul caso delle vignette su Maometto, in particolare con la provocazione dell'ex-ministro Calderoli. Il leghista Borghezio ha preannunciato ricorsi legali. |
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