| NEWS OF THE DAY | ||||||||||
![]() |
||||||||||
| 25/2
/2006 L'Unione Europea verifichera' accuratamente la possibilita' di etichettare la carne di pollame distribuita nei Paesi comunitari. E' uno dei passaggi fondamentali del documento emerso nel corso del summit dei ministri della salute europei sull'aviaria di ieri a Vienna. Questa notte intanto sono arrivati i risultati dei test sulla presenza del virus H5N1 dell'influenza aviaria nell' allevamento di tacchini nel dipartimento dell'Ain: i risultati purtroppo sono positivi. L'Europa alza le difese contro il pericolo influenza aviaria: il vertice dei Ministri della Salute comunitari, organizzato dalla presidenza austriaca, ha posto all'ordine del giorno la lotta e la prevenzione comune contro il pericolo pandemia. In particolare, la decisione di considrare l'avvio di un'etichettatura della carne fresca di pollame in tutti i Paesi membri soddisfa l'Italia, che vede cos� sdognata una misura che le aveva provocato una procedura di infrazione in sede comunitaria. "Un passo avanti straordinario", lo ha definito il Ministro della Salute Storace. Sul pericolo aviaria il messaggio -intanto- resta quello di sempre. Nelle parole del Commissario Europeo alla Salute Markos Kyprianou. "Allerta, non allarme. Non cadiamo nel panico", avverte. I ministri europei hanno ribadito che l'influenza aviaria resta una questione di sanita' veterinaria, non umana. L'Unione intende in ogni caso avviare una campagna informativa rivolta alle fasce pi� deboli ed esposte della popolazione. In Europa intanto sono almeno 10 i Paesi colpiti da casi di contagio animale: allerta elevata soprattutto in Francia, dove � crollo nei consumi di pollo. Ieri a Lione � stata simulata la prima esercitazione di contrasto al possibile scoppio di un'epidemia umana. 24/2 /2006 S� alla possibilit� di estendere a tutti i Paesi dell'Unione Europea l'etichettatura obbligatoria sulle carni fresche di pollo, gi� in vigore in Italia. E' stato deciso durante un vertice a Vienna, tra i ministri della Salute europei. L'Europa alza le difese contro il pericolo influenza aviaria: il vertice dei Ministri della Salute comunitari, organizzato a Vienna dalla presidenza austriaca, ha posto all'ordine del giorno la lotta e la prevenzione comune contro il pericolo pandemia. In particolare, la decisione di rendere possibile l'etichettatura della carne fresca di pollame in tutti i Paesi membri soddisfa l'Italia, che vede cos� sdognata una misura che le aveva provocato una procedura di infrazione in sede comunitaria. "Un passo avanti straordinario", lo ha definito il Ministro della Salute Storace. Sul pericolo aviaria il messaggio -intanto- resta quello di sempre. Nelle parole del Commissario Europeo alla Salute Markos Kyprianou. "Allerta, non allarme. Non cadiamo nel panico", avverte. I ministri europei, nelle conclusioni, hanno ribadito che l'influenza aviaria resta una questione di sanita' veterinaria, non umana. L'Unione intende in ogni caso avviare una campagna informativa rivolta alle fasce pi� deboli ed esposte della popolazione. In Europa intanto sono almeno 10 i Paesi colpiti da casi di contagio animale: allerta alta in Francia, dove sono stati segnalati casi sospetti nei tacchini. 24/2 /2006 Si � aperto ieri un nuovo fronte nelle contese commerciali tra l'Unione Europea e la Cina: la Commissione ha proposto l'imposizione di dazi antidumping nel settore calzaturiero sia contro Pechino, sia contro il Vietnam. "Esistono prove di vendita sottocosto delle scarpe cinesi e vietnamite esportate in Europa", ha denunciato il Commissario al Commercio Peter Mandelson, che ha confermato l'esistenza di massicce agevolazioni di Stato nel settore. Ma Confindustria e i produttori italiani non sono soddisfatti delle misure prese da Bruxelles. Dazi antidumping progressivi e temporanei sulle importazioni di scarpe in cuoio da Cina e Vietnam: il Commissario Europeo al Commercio Mandelson prende l'iniziativa -dopo mesi di pressioni da parte dei nostri produttori- per combattere la vendita sottocosto di prodotti calzaturieri importati da Oriente. La proposta comunitaria � di imporre dazi fino al 19,4% per le scarpe cinesi e fino al 16,8 per quelle vietnamite, per un periodo di cinque mesi a partire da aprile. La percentuale di partenza sar� intorno al 4%, per non penalizzare le merci attualmente in transito. Dalla misura, che deve avere il via libera ufficiale il prossimo nove marzo, sono escluse le scarpe da bambino e quelle sportive. Secondo stime della Commissione, negli ultimi cinque anni 40mila posti di lavoro sono andati persi nel settore calzaturiero. L'iniziativa di Mandelson non trova completamente d'accordo i produttori italiani. |
||||||||||
| MORE NEWS |
||||||||||