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| 23/2
/2006 La Commissione Europea ha proposto oggi l'imposizione di dazi antidumping nel settore calzaturiero contro Cina e Vietnam. "Esistono prove di vendita sottocosto delle scarpe cinesi e vietnamite esportate in Europa", ha denunciato il Commissario al Commercio Peter Mandelson, che ha confermato l'esistenza di massicce agevolazioni di Stato nel settore. Ma Confindustria e i produttori italiani non sono soddisfatti delle misure prese da Bruxelles. Dazi antidumping progressivi e temporanei sulle importazioni di scarpe in cuoio da Cina e Vietnam: il Commissario Europeo al Commercio Mandelson prende l'iniziativa -dopo mesi di pressioni da parte dei nostri produttori- per combattere la vendita sottocosto di prodotti calzaturieri importati da Oriente. La proposta comunitaria � di imporre dazi fino al 19,4% per le scarpe cinesi e fino al 16,8 per quelle vietnamite, per un periodo di cinque mesi a partire da aprile. La percentuale di partenza sar� intorno al 4%, per non penalizzare le merci attualmente in transito. Dalla misura, che deve avere il via libera ufficiale il prossimo nove marzo, sono escluse le scarpe da bambino e quelle sportive. "La nostra non � una misura protezionista, mira piuttosto al rispetto delle regole di un commercio leale", ha dichiarato Mandelson. Ma i produttori italiani non sono d'accordo: "� una misura insufficiente", ha avvertito il presidente di Confidustria Montezemolo, mentre il presidente dell'Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani Rossano Soldini critica l'esiguit� dei dazi e l'esclusione di alcuni. 22/2 /2006 Migliora il quadro economico europeo per il 2006, secondo le previsioni intermedie rese note ieri dalla Commissione Europea. L'Italia appare per� -tra le cinque maggiori economie del Vecchio Continente- quella che registrer� la minor crescita nell'anno in corso. E' un panorama nel complesso positivo quello che emerge dal primo rapporto intermedio sullo stato di salute dell'economia europea. Nel 2006 la crescita nell'Eurozona far� segnare -secondo Bruxelles- un +1,9%, 6 decimi di punto in pi� rispetto al 2005. Vanno meglio -come sempre- le cose nell'Europa a 25, con un +2,2%. Secondo il Commissario Europeo Joaquin Almunia, a un finale deludente nel 2005 seguir� un primo trimestre 2006 favorevole alla ripresa. La crescita, per Almunia, sar� soprattutto trainata dalla domanda interna, dagli investimenti privati, dalla fiducia dei consumatori e dalle esportazioni. A favorire ulteriormente il trend positivo interverr� anche un buon clima economico globale. Ma -avverte Bruxelles- sulla crescita persistono alcuni rischi: primi fra tutti, il prezzo del greggio e gli squilibri nelle partite correnti. Tra le economie, si conferma locomotiva d'Europa quella spagnola, con un +3,1% del Pil stimato nel 2006, mentre appaiono in ripresa quella tedesca (+1,5%) e francese (+1,9%). L'economia italiana, col suo magro +1,3%, fa invece registrare una flessione di due decimi rispetto alle previsioni precedenti sul 2006. 21/2 /2006 Via libera della Commissione Europea al piano italiano di aiuti di Stato per il settore avicolo. Intanto i ministri agricoli dell'Unione, riuniti a Bruxelles, hanno esortato alla calma di fronte al diffondersi di nuovi casi tra gli uccelli. L'allarme portato dall'Italia in sede europea sulla crisi del settore produttivo avicolo alla fine ha avuto la meglio. Nel negoziato il nostro Paese ha potuto contare sull'appoggio della Francia. I 100 milioni di euro andranno a sostenere un settore, quello della produzione di carne di pollo, che -secondo gli ultimi dati Coldiretti- ha registrato un calo nei prezzi del 33%, oltre che una forte flessione nelle vendite. Gli aiuti avranno una durata di sei mesi e saranno elargiti mediante la sospensione dei versamenti tributari e la costituzione di un Fondo per l'emergenza avicola. La Commissaria all'agricoltura, Marianne Fischer-Boel, ha avvertito che questi aiuti vanno considerati aiuti di Stato, non comunitari, e dovranno rispettare le regole in materia. L'idea, a Bruxelles, � quella di applicare al caso avicolo il modello Parmalat: sussidi per il salvataggio e la ristrutturazione d'impresa, sottoforma di prestiti agevolati. Sul fronte sanitario intanto, fa sapere l'Oms, sono 170 i casi di contagio umano del virus, che continua a subire mutazioni. |
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