NEWS OF THE DAY
16/2 /2006

La direttiva europea per la liberalizzazione dei servizi, la ex-Bolkestein, ha superato oggi il primo scoglio dell'Europarlamento. Ma � una normativa profondamente modificata quella approvata oggi in prima lettura a Strasburgo.

Sospinta da una maggioranza di quasi 400 voti, la nuova direttiva servizi fa un passo avanti verso la definitiva approvazione. In realt� la normativa appare sempre pi� lontana da quella che quasi un anno fa mobilit� lavoratori e sindacati al grido di "no al dumping sociale": del
testo originario � rimasto lo spirito ispiratore, che mira a sviluppare ulteriormente il mercato interno, consentendo a qualsiasi prestatore o fornitore di servizi di muoversi e lavorare liberamente all'interno dell'Unione Europea, senza incontrare discriminazioni o intoppi burocratici. Sparisce per� il principio del Paese di origine, che avrebbe permesso ai lavoratori del terzo settore di portare con s� all'estero anche la propria legislazione nazionale. E, soprattutto, spariscono dal campo di applicazione interi settori, quali i servizi di interesse economico generale, quelli sanitari, i servizi finanziari e fiscali, quelli giuridici, i servizi di sicurezza, i trasporti e le agenzie di lavoro interinale. La Commissione Europea ha accolto con favore il voto dell'Europarlamento: il vero banco di prova sar� -in tarda primavera- il voto del Consiglio dei Ministri, dove si misureranno le reali intenzioni dei Paesi membri.

16/2 /2006

E' passata in prima lettura al Parlamento Europeo la direttiva per la liberalizzazione dei servizi in Europa, o "ex-Bolkestein".

391 voti a favore, 213 contrari, 34 astenuti. Alla fine l'asse tra i due maggiori gruppi all'Europarlamento, socialisti e popolari, ha retto -come da previsione- l'urto degli scontenti in entrambi gli schieramenti. La direttiva servizi che esce da questo primo voto europarlamentare � profondamente annacquata e smontata rispetto ai piani originari della Commissione, per tener conto delle preoccupazioni di sindacati e lavoratori sui rischi di dumping sociale e salariale. Nessun riferimento al principio del Paese d'origine e ulteriore esclusione di una vasta gamma di servizi dal campo di applicazione: queste le principali modifiche apportate. Unica concessione alle preoccupazioni del mondo imprenditoriale, che vede in questa nuova versione una seria minaccia al completamento del mercato unico europeo, lo stralcio dal testo delle politiche sociali e della protezione dei consumatori quali
ragioni per la restrizione di movimento per i prestatori di servizi. Il testo passa ora all'esame dei Ministri Europei, che potrebbero confermare il testo odierno o andare allo scontro. Nella migliore delle ipotesi, questa direttiva sar� approvata definitivamente non prima di un anno.

16/2 /2006

Cresce l�allarme in Europa per il rapido diffondersi di casi di infezione di influenza aviaria negli uccelli selvatici. La Commissione Europea invita alla calma. In Italia sarebbero otto i casi accertati.

Germania, Austria, Romania e Ungheria: sono gli ultimi Paesi europei che �insieme a Italia e Grecia- hanno aggiunto nuovi casi all�ormai sempre pi� lunga lista di allarmi per la presenza del virus dell�influenza aviaria negli uccelli. I tre volatili trovati morti sull�isola baltica di Ruegen, in Germania, sono risultati positivi al ceppo pi� pericoloso. Tre casi sono stati registrati anche in Austria e altrettanti nel sud dell�Ungheria. Decine quelli in Romania. Da Bruxelles la Commissione Europea segue attentamente l�evolversi della situazione, ormai diventata emergenza su scala continentale, ma invita alla calma: �non cadiamo nel panico�, ha ammonito il Commissario alla Salute Markos Kyprianou, che ha
ricordato l�assenza di rischi nel consumo di pollo. Kyprianou �d�altra parte- non ha nascosto che questa crisi durer� ancora, con l�arrivo della primavera, stagione di ritorno a nord degli uccelli migratori. Le misure di prevenzione gi� decise nei giorni scorsi per l�Italia, che prevedono fasce protette intorno alle aree di ritrovamento dei volatili, sono state via via estese a tutti i Paesi colpiti. I capi veterinari europei hanno deciso un bando generale sulle importazioni di piume non trattate in Europa. L�Unione ha infine previsto lo stanziamento di quasi due milioni di euro per i test sui volatili: l�Italia, con oltre 400mila
euro, sar� la principale beneficiaria dei versamenti.
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