NEWS OF THE DAY
15/2 /2006

I difficili rapporti tra l�Europa e il mondo arabo �questione nucleare iraniana e proteste per le vignette su Maometto- sono stati al centro del dibattito questa mattina all�Europarlamento di Strasburgo.

Sono sempre pi� tesi i rapporti tra Unione Europea e Iran: Bruxelles e Teheran vedono  ormai incrociarsi la questione nucleare e quella religiosa, in un crescendo di avvertimenti. Il Ministro degli Esteri Austriaco Ursula Plassnik, a nome dell�Unione, ha chiesto alla controparte di abbandonare il processo di arricchimento dell�uranio e riprendere un dialogo costruttivo con la Russia. Anche Il vicepresidente della Commissione Franco Frattini ha chiesto un passo indietro a Teheran, prima del deferimento al Consiglio di Sicurezza Onu. Sulla vicenda delle caricature di Maometto, l�Europarlamento ha preparato una risoluzione in cui condanna gli attacchi delle ambasciate europee �avvenuti anche in Iran- riafferma la libert� di espressione e chiede il ritorno al dialogo. Dialogo che il sottosegretario agli Esteri austriaco Hans Winkler, intervenendo a nome della presidenza di turno, ha esortato a perseguire con il mondo islamico, chiamando l�Europa a svolgere un ruolo di leadership. Anche il presidente della Commissione Europea Jos� Barroso ha condannato le violenze perpetrate dai manifestanti contro le rappresentanze europee e le ambasciate danesi �contestazioni di minoranze, ha tenuto a precisare- e ha espresso rispetto per la sensibilit� ferita della maggioranza silenziosa.

15/2 /2006

�Servizi per il popolo�: con questo slogan � sfilata ieri pomeriggio per le vie di Strasburgo la protesta di decine di migliaia di lavoratori e sindacalisti, accomunati nella protesta contro la Direttiva Bolkestein. L�Europarlamento intanto prepara per domani il voto in prima lettura su un compromesso che potrebbe radicalmente modificarla. L�esito per� appare tutt�altro che scontato.


Si giocher� sul filo dei numeri la battaglia decisiva sulla direttiva Bolkestein per la liberalizzazione dei servizi in Europa. Ieri oltre 30mila lavoratori, 50mila per gli organizzatori, hanno sfilato per Strasburgo, contestando i fantasmi dell�idraulico polacco e dell�abbassamento dei salari nel terzo settore, cavalli di battaglia di chi vede nella Bolkestein un pericolo per il modello sociale europeo. Curiosamente, il tono generale della manifestazione � stato di sostegno alle modifiche che proprio i maggiori gruppi europarlamentari, socialisti e popolari, stanno mettendo a punto, e che muterebbero profondamente la direttiva, sia eliminando il contestato principio del Paese di origine sia sfrondandola di numerosi campi di applicazione, quali sanit�, trasporti e agenzie di lavoro interinale. La Commissione Europea, per bocca del suo presidente Barroso, si � detta pronta ad accogliere la posizione dell�Europarlamento, rinunciando cos� a difendere l�impostazione originale. A questo punto socialisti e popolari dovranno superare le proprie divisioni interne per far passare nel voto di gioved� il compromesso: i primi isolando la contestazione interna di belgi e francesi, i secondi controllando le probabili defezioni dei partiti conservatori dei Paesi dell�Est.

14/2 /2006

La Direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi in Europa � stata duramente contestata questo pomeriggio in una manifestazione che ha visto sfilare a Strasburgo decine di migliaia di lavoratori. Il tutto mentre l�Europarlamento si appresta a votare �in prima lettura- una versione rivista della normativa.

L�Europa dei lavoratori e dei sindacati � scesa in piazza a Strasburgo per dire no alla direttiva che �nell�ultimo anno- � assurta a simbolo del lavoro sottostipendiato e della deregolamentazione nella competitivit� tra imprese. Al grido di no al �dumping sociale� oltre 30mila persone sono pacificamente sfilate di fronte all�Europarlamento. La manifestazione �partita per affondare la cosiddetta Direttiva Bolkestein- si � paradossalmente trasformata in un appoggio al compromesso attualmente in discussione tra gli eurodeputati. Compromesso che annacquerebbe notevolmente la proposta originaria, levando il principio del Paese di origine e sfoltendo di molto il campo di applicazione. In queste ore sono in corso frenetiche trattative per trovare la maggioranza necessaria a far passare �gioved�- il testo cos� emendato. Nonostante sia sostenuto dai due maggiori gruppi, socialisti e popolari, il compromesso vede l�ostilit� di molti deputati dell�Est e di alcuni Paesi del Nord Europa, pi� liberisti. Alla manifestazione dei sindacati l�europarlamentare Massimo D�Alema appoggia il compromesso. Favorevole anche la Margherita, mentre Rifondazione chiede di bocciare la direttiva. Il centrodestra con Forza Italia approva il compromesso.
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