| NEWS OF THE DAY | ||||||||||
| 12/2
/2006 L'allerta influenza aviaria in Italia. Sono gia' scattate le misure di controllo nelle aree in cui sono stati trovati i cigni infetti. Lo ha confermato l' assessore alla salute della Puglia, Alberto Tedesco, arrivando al ministero per la riunione dell' unita' di crisi, tuttora in corso, per fare il punto dopo i cinque casi di contagio sui cigni. Ma altri casi si registrano in Europa. E' tornato l'allarme in tutta Europa per i casi di influenza aviaria, portati nel Vecchio Continente dai cigni. Se la Germania e l'Austria hanno gi� affermato di monitorare da vicino gli sviluppi italiani, l'allerta � massima in Grecia, dove tre cigni infettati dal ceppo pi� pericoloso, l'H5N1, sono stati ritrovati nei pressi di Salonicco. Altri casi sono stati confermati nella regione bulgara di Vidin, nei pressi del confine con la Romania. La Commissione Europea, di fronte a questa nuova emergenza, ha cercato di calmare le acque, annunciando per domani la conferma delle misure di prevenzione annunciate dai Governi italiano e greco, volti a istituire delle vere e proprie fasce protette. Gioved� e venerd�, invece, si riunir� il Comitato europeo della catena alimentare e la salute animale. Nel mondo, intanto, dopo l'approdo del virus anche in Africa, si segnalano due nuove vittime umane in Indonesia. Si tratta di due donne, uccise dal ceppo H5N1. Il totale dei casi umani accertati sale cos� a 167, con 90 decessi, la maggior parte dei quali in Vietnam. 9/2/2006 Il governo polacco si � detto oggi disposto a trattare nella vicenda che lo vede opposto a Unicredit per il controllo di Bph, ma ha chiesto al gruppo italiano di ''discutere seriamente''. Il caso Unicredit-Polonia nasce con l'aggregazione, da parte del gruppo guidato da Alessandro Profumo, della tedesca Hypovereinsbank. Effetto diretto di questa operazione sar� infatti l'integrazione tra la prima banca polacca, la Bank Pekao (gi� controllata da Unicredit), e la Bph (istituto di credito controllato a sua volta da Bank Austria, che fa capo a Hypovereinsbank). Un'integrazione osteggiata dal Governo di Varsavia, che ha sempre sostenuto come la stessa Unicredit, all'atto di acquisizione della Pekao, si fosse "impegnata a non fare investimenti, inclusi investimenti attraverso altre entit�", in societ� in concorrenza con la Pekao Sa in Polonia. In altri termini, Unicredit si impegn� all'epoca a non acquisire altre banche polacche. Proprio alla vigilia dello scorso Natale � giunto il primo stop ufficiale da parte di Varsavia ai progetti italiani, per bocca del Ministro del tesoro polacco, Andrzej Mikosz. Posizione rifiutata da Unicredit, pronta per� a trattare. Nella contesa interviene presto la Commissione Europea, la stessa autorit� che -ironia della sorte- aveva attaccato proprio l'Italia l'ex-Governatore Antonio Fazio nei casi Bpi-Antonveneta e Unipol-Bnl. Bruxelles mantiene una coerenza, suonando il campanello d'allarme e denunciando gli abusi in difesa della libera circolazione dei capitali e del libero diritto di stabilimento nel mercato unico. Gli stessi commissari europei protagonisti nella vicenda del risiko bancario italiano, Neelie Kroes e Charlie McCreevy, chiedono spiegazioni ufficiali al Governo polacco, chiedendo perch� sia proprio il Governo di Varsavia in prima persona a orientarsi a favore dei campioni nazionali nel settore bancario. La Commissione aggiunge il sospetto che il ritardo della fusione tra Bank pekao e Bph blocchi di fatto l'operazione. Tra ultimatum e richieste di spiegazioni, si arriva cos� al 6 febbraio, quando la Polonia porta il caso alla Corte di Giustizia Europea, contestando formalmente il via libera dato dalla Commissione alla fusione tra i due istituti di credito polacchi. 8/2/2006 Ancora una giornata di scontri e violenze per le proteste caricature di Maometto: dall'Iran all'Afghanistan migliaia di persone hanno attaccato sedi e rappresentanze dei Paesi occidentali. Preso di mira anche il nostro contingente a Kabul. Gli episodi pi� violenti si sono registrati in Afghanistan e in Iran: l'ormai quotidiano bollettino delle manifestazioni di protesta contro le caricature di Maometto racconta di una sassaiola contro le forze militari italiane dell'Isaf di stanza a Kabul ed Herat, e di quattro vittime -tutte afghane- nell'attacco contro la base norvegese. A Teheran invece l'ambasciata danese � stata assaltata per il secondo giorno consecutivo, mentre una sassaiola � partita all'indirizzo di quella norvegese. Decine di migliaia le persone in piazza in tutto il Medio Oriente. L'Europa intanto fa fronte comune intorno alla Danimarca: la Commissione ha avvertito l'Iran che qualsiasi boicottaggio contro i prodotti di Copenhagen equivale a un boicottaggio contro l'Unione, e il premier danese Rasmussen ha tenuto una conferenza stampa. "Risolviamo questa crisi col dialogo, non con la violenza", ha chiesto. Il presidente dell'Europarlamento Josep Borrell prova invece a calmare le acque: "dobbiamo esercitare i nostri diritti ''entro i limiti imposti dal rispetto che dobbiamo agli altri". Oggi il settimanale satirico francese Charlie Hebdo ripublicher� le vignette contestate, insieme ad altre inedite. C'� chi teme che questo porter� a una nuova escalation di violenze. |
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