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| 20/1
/2006 Un patto per la ricerca e innovazione in Europa: � quanto propone un gruppo di quattro esperti, guidati dall'ex-premier finalndese Esko Aho, che ha presentato oggi alla Commissione Europea un rapporto ricco di denunce. E' l'ennesimo grido di allarme sui ritardi dell'Europa nel settore della ricerca e sviluppo quello giunto questa mattina da Bruxelles: il panel di quattro esperti incaricati di studiare una strategia di stimolo agli investimenti nella ricerca, ha denunciato -nel suo rapporto conclusiv- i troppi ritardi accumulati dal Vecchio Continente nei confronti di Stati Uniti e Cina. Il punto centrale � la mancanza, in Europa, di un mercato aperto all'innovazione, che stimoli le imprese a investire in prodotti e servizi. A questo scopo, suggeriscono, sono necessari un'armonizzazione dell'ambito normativo, un ricorso pi� ambizioso agli standard, un regime competitivo nel campo dei diritti della propriet� intellettuale. Investire il 3% del Pil europeo in ricerca e innovazione, sostengono, deve essere un obiettivo, non il fine in s�: in altre parole, occorre focalizzare meglio le risorse, in centri di eccellenza e in aree in grado di fare la differenza. Per questo il panel propone la firma di un patto tra rappresentanti politici, dell'imprenditoria e della societ�, che preveda l'istituzione di un coordinatore europeo."I trend attuali sono insostenibili, di fronte all'attuale concorrenza globale", ammoniscono. 18/1 /2006 La crisi iraniana. E' stata presentata ufficialmente da Francia, Germania e Gran Bretagna la richiesta per una riunione straordinaria del Consiglio dei governatori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. Dura la reazione di Teheran. L'Europa lancia un nuovo affondo sul nucleare iraniano, con la convocazione ufficiale del board dell'Agenzia per l'Energia Atomica. La riunione � stata indetta per il 2 febbraio. All'ordine del giorno il caso iraniano, dopo l'annuncio di Teheran di aver tolto i sigilli ai suoi impianti e di voler riprendere le attivita' di ricerca nucleare. Le tre potenze europee, che conducono i negoziati a nome dell'Unione, stanno gi� facendo circolare una bozza di risoluzione, nella quale chiedono il deferimento di Teheran al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. La risoluzione afferma che l'Iran deve "aiutare l'agenzia a chiarire questioni che riguardano possibili attivit� di produzione di armamenti nucleari" e chiede al capo dell'agenzia El Baradei "di trasmettere una copia della risoluzione al Consiglio di Sicurezza". Immediata la reazione delle autorit� iraniane, con il presidente Ahmadinejad che attribuisce a ''motivazioni politiche'' la bozza europea. "Chiediamo che scendano dalla loro torre d'avorio e agiscano con un po' di logica'', ha detto. E la Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, ha affermato che le pressioni internazionali non impediranno alla Repubblica islamica di continuare sulla strada del suo ''sviluppo scientifico''. 18/1 /2006 L'Europarlamento ha detto no all'accordo sul bilancio europeo, raggiunto a dicembre dai 25 leader dell'Unione. E' stato un rifiuto a larghissima maggioranza quello dell'assemblea plenaria di Strasburgo nei confronti dell'accordo di bilancio raggiunto a dicembre dai 25 leader europei: ben 541 i voti contrari, solo 56 i favorevoli. Il budget, pari a 862 miliardi di euro in sette anni, copre settori di spesa fondamentali per le politiche europee, quali agricoltura, competitivit�, fondi strutturali e politica estera. Si tratta di un primo voto, che d� mandato a un gruppo di deputati di negoziare una nuova versione, cercando una maggiori stanziamenti per l'Europa. La presidenza austriaca, attraverso il cancelliere Schuessel, ha fatto sapere di ritenere un accordo con l'Europarlamento possibile, gi� entro giugno. Ma a dominare la giornata odierna a Strasburgo, � stata l'atteso voto sulla direttiva per la liberalizzazione dei servizi portuali: con 532 voti favorevoli, 120 contrari e 25 astenuti Il Parlamento ha bocciato la proposta della Commissione. Il presidente Josep Borrell ha osservato che questa direttiva doveva venire ritirata prima del voto. Vittoria quindi per le migliaia di lavoratori portuali che luned� hanno messo l'Europarlamento sotto assedio. |
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