NEWS OF THE DAY
16/12 /2005

Nulla di fatto nella prima giornata dal Consiglio Europeo di Bruxelles. I 25 leader dell�Unione restano lontani da un accordo sul bilancio comunitario tra il 2007 e il 2013, necessario per finanziare le politiche europee. Oggi seconda giornata di lavori: un nuovo fallimento acuirebbe ulteriormente la crisi dell�Unione Europea.


�Il margine di manovra resta molto limitato. Saranno negoziati molto difficili�. Al termine del primo round informale di colloqui il premier britannico Tony Blair lascia intendere che le trattative sul prossimo bilancio europeo restano in alto mare. Il quadro non appare molto diverso da quello che ha aperto i lavori: la Gran Bretagna sembra
isolata rispetto alla grande maggioranza dei Paesi, in un clima di negoziati che �per dirla con il presidente della Commissione Barroso- appare permeato da grande tensione. I maggiori nodi sul tavolo sarebbero due: la riduzione del rimborso britannico, sul quale Blair non ha voluto commentare al termine dei lavori, e la revisione di met� periodo del
bilancio, che potrebbe rimettere in discussione le spese per la politica agricola, la vera linea del Piave francese. �Le chance per un accordo restano al 50%�, ha annunciato il premier svedese Persson, mentre Silvio Berlusconi non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Questa mattina i negoziati entrano nel vivo, con una discussione tecnica: la Polonia scommette su una nuova proposta britannica, peraltro non confermata
dallo stesso Blair. Le differenze tra i Paesi membri restano ampie, ma c�� anche la consapevolezza che un nuovo rinvio significherebbe solo uno slittamento del problema a marzo. Con nuovi, enormi grattacapi per tutti.


15/12 /2005
                                            +++ ESCLUSIVO +++
Al via a Bruxelles l�atteso vertice tra i 25 leader dell�Unione Europea, che dovranno trovare un accordo sul prossimo bilancio settennale dell�Unione. Un bilancio che avr� importanti riflessi per il nostro Paese, anche in termini di fondi strutturali: quei fondi cio� che l�Europa eroga per finanziare progetti e imprese all�interno delle cosiddette aree �depresse�. Sergio Nava � in grado di fornire in esclusiva le ultime cifre aggiornate.

E� un assegno da 24 miliardi e 200 milioni di euro quello che l�Italia potrebbe incassare con i nuovi fondi strutturali europei, nel caso passasse la proposta britannica sul nuovo bilancio comunitario. I dati aggiornati, forniti a Sergio Nava da fonti interne alle istituzioni comunitarie, si basano sulle ultime bozze presentate da Londra. Le regioni obiettivo 1, con un Pil inferiore cio� al 75% della media comunitaria, scenderebbero a quattro: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. A loro spetterebbero 18 miliardi e 300 milioni in sette anni. Il nuovo obiettivo 2, mirato a sviluppare la competitivit� regionale e l�occupazione, erogherebbe al nostro Paese 5 miliardi e 200 milioni, e includerebbe tutte le altre regioni. Solo 700 milioni infine per l�obiettivo della cooperazione territoriale, che finanzier� progetti destinati alle regioni di confine. Le nuove stime sui fondi destinati alle regioni obiettivo 1, inferiori di sette miliardi di euro a quelle dell�ultimo bilancio europeo, si collocano poco al di sotto di quella linea del Piave �fissata a 19 miliardi complessivi- che il nostro Paese aveva fissato in vista del vertice �poi fallito- dello scorso giugno.


15/12 /2005

+++ SUMMIT UPDATE +++

E� un vertice a dir poco cruciale quello che si apre a Bruxelles tra i 25 leader europei. Sul tavolo non ci sono solo gli oltre 800 miliardi con cui si intende finanziare il bilancio dell�Unione dopo il 2007, ma la stessa credibilit� del progetto europeo, in crisi profonda dopo il doppio �no� franco-olandese alla Costituzione. Il presidente di turno Tony Blair ha avviato da questa mattina una serie di incontri, necessari a sbloccare l�empasse in cui si trovano i negoziati: soprattutto, vedr� prima del vertice il presidente francese Jacques Chirac, che al momento appare il possibile perno di una coalizione decisa a rifiutare le ultime proposte britanniche. Proposte accolte molto freddamente ieri da diversi Paesi europei: l�innalzamento a 849 miliardi del budget settennale e i contributi a pioggia per quasi tutto l�est europeo e una parte dei vecchi Stati membri, hanno lasciato fredde non solo la Francia, ma anche Italia, Polonia e Germania. Proprio il ruolo di Berlino potrebbe rivelarsi fondamentale in vista di una possibile mediazione: in quest�ottica vanno lette le parole del Ministro degli Esteri Steinmeier oggi al Bundestag. �Un accordo � possibile�, ha detto. Prima per� va rimosso l�ingombrante ostacolo del rimborso britannico: l�accusa che molti Paesi rivolgono a Londra � infatti quella
di non volersi fare carico dei costi dell�allargamento.
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