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| 7/12/2005 La proposta britannica sulle prossime prospettive finanziarie europee, presentata luned� dal Ministro degli Esteri Jack Straw, incontra una nuova ondata di critiche in Europa. Anche l'Italia non lesina critiche: "il nostro giudizio � complessivamente negativo", ha affermato il Ministro degli Esteri Fini al Senato. Oggi il conclave dei Ministri degli Esteri affronter� il problema. E' una doccia gelata quella che la grande maggioranza dei partner europei riserva alle speranze britanniche di veder emergere un consenso sulle prime proposte per il bilancio 2007-2013. Dalla freddezza tedesca -"nessun accordo in vista", dice il Ministro delle Finanze Steinbruck- all'ironia spagnola, "si tratta di un'ottima bozza... ma per la Gran Brtetagna" - sostiene l'iberico Solbes, i Ministri europei riuniti in sede Ecofin hanno respinto a maggioranza il documento. Contrari anche Commissione ed Europarlamento, mentre il presidente francese Chirac invoca nuove proposte. I nodi restano gli stessi: i tagli ai finanziamenti dei fondi strutturali e quelli all'agricoltura, questi ultimi stimati in 30 miliardi di euro, oltre al rimborso britannico, salvato in cambio di 8 miliardi extra di contribuzione. L'atmosfera a Bruxelles resta tesa, come rileva il Ministro degli Esteri Fini :"l'Italia � pronta a fare la propria parte", dice Fini, dopo aver definito nel complesso negativa la proposta britannica, perch� colpisce i fondi destinati allo sviluppo rurale. Il rischio, ribadisce Fini, � quello di una grave crisi politica dell'Unione Europea. E si � svolta ieri a Bruxelles la riunione dell'Ecofin: i 25 Ministri dell'Economia non hanno trovato alcuna intesa per la proroga del regime dell'Iva agevolata nei settori ad elevata intensita' di mano d'opera, che in Italia interessa il comparto delle ristrutturazioni edilizie, dove vige un'aliquota ridotta al 10%. La questione � stata rinviata al vertice europeo della prossima settimana. In tema di conti pubblici, il Commissario Europeo Joaquin Almunia si � incontrato con il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Sentiamo Almunia. 6/12/2005 L'Europa reagisce con un'ondata di critiche e malumori alla proposta di compromesso britannica sul bilancio europeo 2007-2013: Londra ha ulteriormente tagliato il budget comunitario, portandolo all'1,03% del Pil europeo. Il premier Tony Blair ha chiamato ieri in serata l'omologo italiano Silvio Berlusconi, per illustrargli i dettagli della bozza. Meno soldi e pi� sacrifici per tutti: la Gran Bretagna conferma la ricetta "lacrime e sangue" per i prossimi sette anni dell'Europa allargata, ma si scontra con un fuoco di fila di critiche che surriscaldano la gi� incandescente atmosfera che precede il vertice europeo della prossima settimana. Londra ha ulteriormente tagliato a 846 in sette anni i miliardi destinati a competitivit�, fondi strutturali, agricoltura, sicurezza e politica estera. I tagli riguardano quasi tutti i settori, ma colpiscono in particolare i fondi di coesione e strutturali, strategici per l'Italia: la loro quota � scesa sotto i 300 miliardi, la met� dei quali finir� ai 10 Paesi dell'Est Europa. Per loro la Gran Bretagna ha pensato di offrire un pi� rapido accesso ai fondi comunitari. Il Ministro degli Esteri Straw ha annunciato che il rimborso britannico rester� e crescer�, ma Londra si dice pronta a versare otto miliardi di euro extra nelle casse comunitarie, per cofinanziare i costi dell'allargamento. La proposta britannica � stata subito travolta dal fuoco incrociato delle critiche: se l'Italia ufficialmente la sta ancora esaminando, Francia, Polonia e Spagna l'hanno bocciata, mentre altri Paesi sono rimasti freddi. Caustico il leader della Commissione Barroso, un tempo amico di Blair: "la proposta � inaccettabile", ha tuonato. |
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