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| 5/12/2005 ''La bozza della Gran Bretagna e' ancora all'esame degli esperti, ma la prima reazione e' sicuramente negativa''. E' quanto sottolineano, da Bruxelles, fonti diplomatiche italiane riguardo alla proposta di compromesso sul nuovo budget europeo presentata questa sera dalla presidenza britannica. E' immediatamente finita sotto il fuoco delle polemiche la prima proposta negoziale della presidenza britannica dell'Unione sul prossimo bilancio europeo: Londra ha proposto un ulteriore ritocco al ribasso della cifra globale che l'Unione Europea avr� a disposizione per fondi strutturali, agricoltura, sicurezza e politica estera. 846 miliardi di euro in sette anni, contro gli 871 dell'ultima proposta di compromesso lussemburghese. In ogni caso molto al di sotto della proposta originaria della Commissione Europea. Sforbiciate sono previste in tutti i settori, ma colpiranno in particolare le politiche di coesione: i fondi strutturali scendono infatti sotto i 300 miliardi di euro globali, un calo inferiore alle attese pi� pessimistiche, ma comunque deludente soprattutto per i Paesi dell'Est, che difficilmente accetteranno l'offerta di una maggiore flessibilit� nel loro utilizzo. La Polonia ha gi� dato parere negativo. "No" anche dalla Spagna. Tony Blair ha chiamato personalmente il premier Berlusconi per illustrargli la proposta: Berlusconi si � riservato di valutarla, ma fonti diplomatiche hanno gi� riportato una prima impressione negativa. Il pi� chiaro di tutti � stato il presidente della Commissione Jos� Barroso, un tempo amico di Blair: "la bozza britannica � inaccettabile, non realistica", ha detto. 5/12/2005 + BILANCIO UE: LA PROPOSTA BRITANNICA + E' una proposta nettamente al ribasso quella presentata dal Ministro degli Esteri britannico Jack Straw, tanto che il presidente della Commissione Europea Jos� Barroso, un minuto dopo la presentazione, l'ha definita "inaccettabile, semplicemente non realistica''. Nasce "una Mini Europa, non l'Europa forte di cui abbiamo bisogno'', ha commentato Barroso. Si profila quindi una strada tutta in salita per il vertice europeo che si terr� a Bruxelles la prossima settimana, e che dovr� decidere l'ammontare del bilancio dell'Unione tra il 2007 e il 2013. Londra ha proposto di stanziare 846 miliardi di euro, pari all'1,03% del pil europeo. Una cifra inferiore di 25 miliardi rispetto a quella presentata a giugno dalla presidenza lussemburghese,e che potrebbe -a un primo esame- ridurre ancora i fondi destinati a coesione e fondi strutturali, ormai scesi sotto i 300 miliardi di euro nei sette anni. Il primo ministro Britannico Tony Blair ha telefonato al premier Silvio Berlusconi per illustrargli personalmente le linee guida della nuova proposta. 2/12/2005 A Bruxelles, i Ministri della Giustizia e dell'Interno europei hanno delineato le linee guida fondamentali dell'azione comunitaria in materia di lotta al terrore. Quattro pilastri per contrastare la minaccia terroristica, sempre pi� incombente e al centro delle preoccupazioni dei cittadini dopo gli attentati di Londra e Madrid. L'Europa mira a consolidare la propria strategia nella lotta al terrore, centrandola su quattro parole chiave: prevenzione, protezione, prosecuzione e reazione. Il cardine della nuova strategia � rappresentato dalla protezione: in particolare delle infrastrutture, quali treni, metropolitane, autobus e aeroporti, notoriamente pi� esposte agli attacchi. Ci� implicher� anche un maggiore controllo dei confini. Sulla prevenzione l'obiettivo, gi� evidenziato nei mesi scorsi, � quello di intervenire sui fattori di reclutamento degli aspiranti kamikaze. Diverso il discorso della prosecuzione dei terroristi, che mira a rafforzare poteri e competenze di Europol ed Eurojust. Infine la capacit� di reazione, che punta a un maggiore coordinamento delle protezioni civili e delle unit� di crisi dei diversi Stati membri in caso di attacco terroristico. Ma se sulle linee generali della strategia antiterrorismo c'� accordo tra gli Stati membri, maggiore incertezza resta su misure chiave quali l'archiviazione dei dati delle telecomunicazioni, dove resta aperto il dissenso tra Stati membri ed Europarlamento. 1/12/2005 "La Gran Bretagna non agisca come lo sceriffo di Nottingham, che prendeva ai poveri per dare ai ricchi": il presidente della Commissione Europea Jos� Barroso attacca a sopresa la presidenza dell'Unione, a pochi giorni dal summit che dovrebbe decidere le prossime prospettive finanziarie. Il presidente della Commissione Barroso ricorre a un paragone tutto britannico per lanciare una stoccata al premier Tony Blair. Parafrasando la leggenda di Robin Hood, Barroso ha esortato Blair a non comportarsi come lo sceriffo di Nottingham, abile nel prendere soldi ai poveri per distribuirli ai ricchi. Un evidente richiamo alla proposta inglese di decurtare di 25 milioni di euro il prossimo budget settennale dell'Unione, con tagli del 10% ai fondi strutturali destinati ai nuovi Paesi membri, notoriamente meno ricchi e pi� bisognosi di sussidi rispetto ai vecchi 15 dell'Europa occidentale. La provocazione di Barroso segue la lettera inviata allo stesso Blair da Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia, nella quale vengono messi nero su bianco i rischi derivanti da un mancato accordo o da un cattivo compromesso sul bilancio europeo. In particolare i quattro sottolineano i contraccolpi sulla crescita economica e sulla fiducia dei propri cittadini verso Bruxelles. Intanto Blair, secondo il Daily Telegraph, sarebbe pronto a rinunciare a parte del rimborso britannico in vista del summit di dicembre: una misura che -insieme ai sussidi agricoli- rappresenta uno dei maggiori ostacoli al raggiungimento di un accordo |
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