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| 1/9/2003 Riprendono oggi a pieno ritmo le attivit� delle istituzioni europee, sotto la presidenza italiana. Il futuro trattato costituzionale, su cui discuteranno oggi a Praga 15 Paesi europei fra quelli considerati "piccoli", sar� il tema principale da oggi sotto i riflettori. Il semestre europeo di presidenza italiana riprende il suo cammino dopo un agosto di pausa istituzionale, con lo sguardo rivolto ai prossimi quattro mesi, decisivi per scrivere il futuro dell'Unione Europea. Il varo della Conferenza Intergovernativa, il 4 ottobre, costituir� l'evento pi� rilevante dell'autunno, ma anche il rapporto di verifica della Commissione sui 10 nuovi Paesi avr� grande rilevanza. Questa settimana, intanto, si apre all'insegna dei lavori dell'Europarlamento, dove mercoled� il vicepremier Fini, il Ministro degli Esteri Frattini, il presidente della Commissione Prodi e quello della Convenzione d'Estaing faranno il punto sulla preparazione della Conferenza Intergovernativa. Tre i Consigli Europei informali in programma questa settimana: quello delle telecomunicazioni a Viterbo, quello della salute a Milano, che sar� preceduto da una conferenza sugli stili di vita salutari e quello dei Ministri degli Esteri a Riva del Garda, dove si parler� -fra le altre cose- di difesa europea, Iraq e Medio Oriente. Infine, due incontri bilaterali, quello fra Schroeder e Chirac a Dresda e Berlusconi-Aznar in Sardegna. 1/8/2003 La Commissione Europea vara oggi il progetto "Regioni della Conoscenza". Il programma intende rilanciare la centralit� dei processi conoscitivi su un piano regionale. Ricerca e sviluppo, risorse umane e know-how: tre fattori centrali nei processi conoscitivi, il cui ruolo � considerato sempre pi� necessario per il rilancio dell'economia e dello sviluppo In Europa. La Commissione presieduta da Romano Prodi ha deciso di puntare sulle regioni europee come motore per il rilancio della ricerca comunitaria, seguendo una filosofia che il Commissario Philippe Busquin, promuove da tempo, e il cui obiettivo resta sempre lo stesso: una quota di investimenti per la rircerca pari al 3% del Prodotto Interno Lordo. Il progetto "Regioni della Conoscenza", che la Commissione presenta oggi, prevede finanziamenti pari a 2 milioni e mezzo di euro per progetti legati alla tecnologia, allo sviluppo dei modelli economici, e alla collaborazione fra universit� e industrie locali. Progetti che operino su scala regionale, senza trascurare una dimensione europea: i programmi presentati dovranno infatti coinvolgere almeno tre Paesi membri. Il termine per presentare le candidature � fissato alla met� di settembre. 31/7/2003 Con un voto a maggioranza, il Parlamento turco ha approvato l'utlimo pacchetto di riforme legislative necessarie all'avvio dei negoziati di adesione all'Unione Europea. Poteri pi� ridotti sono stati previsti per l'establishment militare. Il cammino della Turchia verso l'Europa appare in leggera discesa dopo l'approvazione, ieri al parlamento di Ankara, del settimo pacchetto di riforme necessarie all'allineamento della legislazione turca a quella comunitaria Il concetto che sta alla base di queste ultime riforme � quello della riduzione di alcuni poteri tradizionalmente appannaggio della classe militare: l'influente Consiglio di Sicurezza Nazionale, dove le forze armate -custodi della laicit� dello Stato- esercitano la loro influenza, conserver� ancora il potere di emettere "consigli" in materia di politiche di sicurezza, ma dovr� delegare le proprie funzioni esecutive al vicepremier. Il Consiglio di Sicurezza potr� inoltre essere presieduto anche da un civile, scardinando la consuetudine che vuole solo i militari al massimo livello. Altre riforme contenute nel pacchetto riguardano il codice civile e penale, una maggiore libert� di assemblea e procedure pi� rapide nei processi sulle torture compiute dalle forze armate. Con quello varato ieri, la Turchia ha completato il pacchetto di riforme chiesto dall'Unione Europea: Bruxelles decider� alla fine del 2004 se avviare i negoziati formali di adesione, ma prima attende segnali di un'effettiva implementazione di questi cambiamenti. 24/7/2003 La Commissione Europea ha approvato la nuova politica Uefa in merito alla vendita dei diritti di trasmissione della Champions League. Via libera di Bruxelles al nuovo sistema di vendita congiunta dei diritti di diffusione mediatica degli incontri di calcio di Champions League. Il vecchio sistema, che prevedeva la vendita dei diritti a un'unica emittente televisiva per Stato membro per un termine di quattro anni, era stato ritenuto dalla stessa Commissione dannoso per la concorrenza, in quanto forniva una posizione di eccessivo privilegio alle emittenti che si aggiudicavano i diritti. In pi�, impediva di fatto la diffusione degli incontri calcistici via internet e Umts. Il nuovo piano predisposto dall'Uefa soddisfa invece quasi del tutto l'esecutivo comunitario: in sintesi, prevede la vendita di due pacchetti distinti di incontri calcistici di Champions, riconoscendo alle emittenti aggiudicatarie la possibilit� di scegliere quelli migliori. Ma soprattutto, oltre a concedere ai club maggiori diritti di sfruttamento d'immagine, permette anche la diffusione delle partite attraverso operatori internet o di telefonia mobile. I diritti non potranno essere per� venduti per periodi superiori ai tre anni. Il nuovo piano entrer� in vigore gi� dal prossimo torneo di Champions League. |
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