NEWS OF THE DAY
25/11/2005

Si � chiuso ieri -con la visita al premier britannico Tony Blair- il tour europeo della neoletta cancelliera tedesca Angela Merkel.


Due messaggi, espressi in modo chiaro e inequivocabile: l'Europa ha bisogno di urgenti riforme economiche per non perdere il treno della globalizzazione; proprio per questo i leader europei non possono perdere altro tempo -urge ritrovare una sintonia di vedute. Angela Merkel apre la propria agenda di politica estera con un forte richiamo al ruolo
tedesco di traino dell'Unione Europea, ridisegnando tuttavia le coordinate strategico-geografiche del suo predecessore Gerhardt Schroeder. Un occhio di riguardo quindi alla Francia di Chirac ma forti ammiccamenti anche alla Gran Bretagna di Tony Blair, con la quale -per esplicita ammissione- le relazioni devono essere amichevoli. Il tutto ricucendo gli strappi con Washington. Berlino come centro strategico dell'Europa nelle intenzioni di Angela Merkel, che -nello specifico- ha reso chiara l'intenzione di risolvere urgentemente il nodo del prossimo bilancio settennale dell'Unione Europea, in calendario a dicembre, e di voler rilanciare anche la Costituzione Europea, affossata proprio da
Parigi, ma che Berlino vuole resuscitare. La prima cancelliera di Germania proseguir� il proprio tour internazionale con visite in Spagna, Polonia e Stati Uniti.

25/11/2005

L'UE APPROVA LA RIFORMA DELLO ZUCCHERO

Una riforma radicale del settore saccarifero europeo, addolcita in extremis da una serie di proposte che hanno reso possibile il compromesso: L'Europa elimina l'ultimo baluardo della politica agricola comune, abolendo un regime -peraltro gi� bocciato dal Wto- che garantiva ai nostri bieticoltori prezzi di mercato di tre volte superiori a quelli
mondiali. La riforma si articola in cinque punti: un taglio del prezzo dello zucchero del 36% in quattro anni; finanziamenti compensativi pari al 64,2% delle perdite economiche; finanziamenti aggiuntivi, collegati alla produzione ma limitati a un periodo transitorio di cinque anni; la possibilit� di aiuti nazionali complementari; infine il varo di misure di salvaguardia nel caso le importazioni europee di zucchero registrassero incrementi eccessivi. Soddisfatto ma realista il Ministro delll'Agricoltura Gianni Alemanno. Il comparto bieticolo-saccarifero coinvolge in Italia 46mila aziende, 19
zuccherifici e 70mila lavoratori.

24/11/2005

Accordo raggiunto a Bruxelles tra i Ministri dell'Agricoltura Europei sulla riforma dello zucchero: l'Italia ha votato a favore, parzialmente soddisfatte anche le organizzazioni di settore.

Ci sono voluti tre giorni di trattative per siglare l'intesa che riformer� l'intero settore saccarifero europeo, ultimo baluardo della vecchia Politica Agricola Comune. Una riforma particolarmente importante, se consideriamo che il taglio di sussidi previsto non solo apre il mercato ai Paesi extracomunitari -come richiesto dal Wto- ma tocca da vicino un comparto che conta 46mila aziende, 19 zuccherifici e 70mila lavoratori. L'accordo di compromesso prevede un taglio del prezzo dello zucchero del 36% in quattro anni, finanziamenti compensativi pari al 64,2% delle perdite economiche, finanziamenti aggiuntivi, pari a un ulteriore 30% delle perdite, collegati alla produzione ma limitati a un periodo transitorio di cinque anni, la possibilit� di aiuti nazionali
complementari, e la possibilit� di adottare misure di salvaguardia nel caso le importazioni europee di zucchero registrassero incrementi eccessivi. "Un risultato eccellente, asdolutamente impensabile alla vigilia", per il Ministro all'Agricoltura Gianni Alemanno, mentre per la Commissaria Europea Fischer Boel l'accordo odierno garantisce un futuro al settore. Solo Polonia e Grecia si sono dimostrate contrarie alla
riforma.

23/11/2005

La Commissione Europea � pronta a iniziare una procedura di infrazione contro l�Italia in merito alla normativa nazionale che regola le operazioni transfrontaliere nel mercato bancario. La lettera partir� sicuramente entro la fine dell�anno. E ieri l�Europarlamento ha dato il primo via libera alla direttiva sulla liberalizzazione dei servizi, la cosiddetta �Bolkestein�.

Il Commissario al Mercato interno Charlie McCreevy lo aveva annunciato all�inizio di novembre, quando �cogliendo l�occasione di un rapporto che denunciava le troppe ingessature del sistema bancario europeo- si era dichiarato favorevole all�apertura di una procedura di infrazione contro l�Italia. Ieri l�annuncio formale: la Commissione Europea sta preparando la lettera di messa in mora contro il nostro Paese, per far luce sulla
legislazione nazionale in materia di fusioni e acquisizioni nel settore degli istituti di credito. La mossa segue mesi di attenta vigilanza da parte di Bruxelles sul risiko bancario italiano, in particolare sulle scalate ad Antonveneta e Bnl. La Commissione non ha mai nascosto dubbi e preoccupazioni sull�operato del Governatore di Bankitalia Antonio Fazio. Solo luned� proprio Fazio aveva invitato le banche a ridurre il costo
dei servizi alla clientela e indirizzare i flussi di credito verso le imprese piu' innovative. Ma ieri a Bruxelles � stato anche il giorno del primo voto �in sede di Europarlamento- sulla direttiva per la liberalizzazione dei servizi: ha prevalso l�orientamento del
centrodestra, che mantiene un�impalcatura simile a quella proposta dall�ex-Commissario Bolkestein, in particolare sul principio del Paese d�origine.
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