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| 2/7/2003 Una tranquilla giornata di presentazione del programma istituzionale. Almeno fino a quella frase sulle guardie dei campi di concentramento nazisti. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, accolto dagli eurodeputati verdi con una parata di cartelli che riportavano la scritta "La legge � uguale per tutti", ha ignorato le accuse e ha snocciolato, una ad una, le priorit� del semestre: il varo della Costituzione Europea, che Berlusconi vuole concludere entro dicembre con una "intesa coraggiosa ma non spericolata", dopo una serena e responsabile decisione politica, il rilancio dell'economia, attraverso nuove reti infrastrutturali, la sostenibilit� dei sistemi pensionistici e la modernizzazione del mercato del lavoro, l'allargamento dell'Unione a Romania e Bulgaria, la politica estera, su tutto il rapporto di amicizia con gli Stati Uniti, e l'immigrazione. Progetti ambiziosi, sui quali il presidente della Commissione Europea Romano Prodi � intervenuto rimarcando il periodo cruciale in cui si trova a vivere il Vecchio Continente. Poi, alle 12.30, quella frase di Berlusconi sui kap� nazisti, che ha scatenato un putiferio di reazioni a Strasburgo e in tutta l'Europa. 1/7/2003 L'Italia assume ufficialmente da oggi la presidenza dell'Unione Europea. Un semestre che si annuncia delicato, soprattutto per l'enorme importanza della posta politica in gioco. Ieri, intanto, nuove polemiche fra centrodestra e centrosinistra dopo le dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi su magistratura e stampa. Il segretario dei Ds Piero Fassino annuncia: "incalzeremo il Governo affinch� agisca". Cinque aree di priorit� per un'Europa allargata, rinnovata, vicina ai cittadini, visibile e rispettata sulla scena mondiale. "Cittadini di un sogno comune " � lo slogan che far� da sfondo ai sei mesi di presidenza italiana dell'Unione, che prendono il via oggi. Allargamento a est, riforma istituzionale attraverso il varo della Conferenza Intergovernativa, rilancio di economia, competitivit� e occupazione, anche attraverso un piano di potenziamento infrastrutturale, rafforzamento del ruolo europeo in politica estera, mediante un rinnovato dialogo transatlantico, partenariato con Russia e Mediterraneo, e gestione dei flussi migratori costituiranno i cardini del programma, che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi presenter� domani al Parlamento europeo. Oggi sar� il giorno del commiato della presidenza greca, col discorso del premier Costas Simitis, mentre -contemporaneamente- inizieranno le prime manifestazioni del fitto calendario culturale allestito dall'Italia. Gli attacchi della stampa estera a Berlusconi, con le conseguenti polemiche interne fra maggioranza e opposizione, lasceranno il passo alla politica. Per l'Italia si tratta di un esame che non pu� fallire. 30/6/2003 Conto alla rovescia per l'inizio del semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea. Da domani il nostro Paese assumer� ufficialmente il timone dell'Europa. Ma non � una partenza tranquilla: i recenti attacchi della stampa estera hanno indebolito l'immagine del nostro Paese nel Vecchio Continente. C'� un aggettivo che circola a Bruxelles in questi giorni, e che meglio di tutti riassume la visione che la stampa europea ha della prossima presidenza italiana dell'Unione: l'aggettivo � "controversa". Le critiche dei maggiori quotidiani e settimanali del Vecchio Continente piovono da giorni sul Governo italiano e sul suo leader, Silvio Berlusconi, tuttora considerato un'anomalia all'interno del panorama politico europeo. E mentre il centrosinistra con Fassino promette sostegno a un esecutivo che lui stesso per� bolla come "euroscettico" e il centrodestra respinge sdegnato le bordate, proprio Berlusconi si appresta a tenere -mercoled�- il suo discorso inaugurale all'Europarlamento di Strasburgo. Davanti a oltre 600 deputati di 15 Paesi, il premier delineer� le cinque priorit� del semestre. Fra queste, la riforma istituzionale dell'Unione, il completamento del processo di allargamento, il rilancio di economia e competitivit� in Europa, il rafforzamento della politica estera e del dialogo transatlantico, e la lotta all'immigrazione clandestina. Il 4 luglio, a Roma, il tradizionale incontro fra esecutivo e Commissione Europea. Poi toccher� all'Italia dimostrare qual � il suo reale peso politico in Europa. 19/6/2003 Immigrazione, Costituzione europea e politica estera dell'Unione saranno al centro del Consiglio Europeo, in programma da questa sera a Salonicco. Oltre ai 15 leader dell'Unione, saranno presenti anche i capi di Stato e di Governo dei Paesi candidati. Il futuro dell'Europa passa, da domani, nelle mani dei Governi. Il presidente della Convenzione Valery Giscard d'Estaing presenter� tra 24 ore ai 15 leader dell'Unione il risultato finale dei lavori per il varo di una Carta Costituzionale per il Vecchio Continente. Una carta sulla quale si � registrato un "consenso quasi unanime, imperfetta ma insperata", come lo stesso d'Estaing ha commentato venerd� scorso, durante l'ultima sessione plenaria. Ma il primo tema in agenda sar� l'immigrazione: i 15 ne parleranno gi� questa sera, nel corso della cena di lavoro: a un anno di distanza, si riprender� il filo della discussione interrotta a Siviglia, con i progetti di coordinamento nel pattugliamento dei confini, la cooperazione coi Paesi terzi, i costi della politica comune di immigrazione e le direttive in materia di asilo e rifugiati. La politica estera -Iraq, Iran e Medio Oriente su tutti- completer� l'agenda del vertice, che si chiuder� sabato con un summit allargato ai Paesi balcanici, e una Dichiarazione Comune sul futuro processo di integrazione di questi Paesi all'interno dell'Unione. |
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