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| 14/6/2003 Archiviata la festa per il varo della prima bozza di costituzione europea, gli occhi dell'Europa si spostano oggi a Praga. Alle 14 si chiudono infatti i seggi nella Repubblica Ceca, dove gli elettori sono stati chiamati a votare l'entrata nell'Unione. E' un esame semplice quello che affronta oggi la nuova Europa col referendum di adesione della Repubblica Ceca, che si chiude questo pomeriggio. Il fiato sospeso per il raggiungimento del quorum, che solo una settimana fa aveva fatto temere il peggio in Polonia, non costituir� un problema sulle rive della Moldava. Ieri si � recato alle urne solo il 30% degli aventi diritto, ma quel che conta � la percentuale di s�. I primi sondaggi la fissano all'83%, rendendo scontato lo spoglio delle schede. L'europeismo dei politici cechi non � discussione, ma lo � la loro visione dell'Europa. Se tutti i partiti, ad eccezione dei comunisti, hanno appoggiato l'adesione, le idee divergono sulla futura architettura istituzionale dell'Unione: mentre il premier Vladimir Spidla accarezza l'idea di Europa federale, il presidente Vaclav Klaus preferisce un'Europa delle nazioni. I primi risultati ufficiali del referendum dovrebbero giungere in serata: se vinceranno i s�, non ci sar� neppure bisogno della ratifica parlamentare del Trattato di adesione. In autunno Estonia e Lettonia concluderanno la serie di referendum di adesione. Il primo maggio 2004 l'Europa diventer� a 25 Paesi. 14/6/2003 E' stata approvata ieri a Bruxelles la bozza finale del primo trattato costituzionale europeo. Si � cos� concluso il lavoro della Convenzione, che lascer� ora spazio al lavoro dei Governi, chiamati a varare il testo definitivo della Costituzione dell'Unione. Sedici mesi di sessioni plenarie, riunioni ristrette, gruppi di lavoro e negoziati estenuanti. Alla fine l'appoggio � stato, nelle parole del presidente Valery Giscard d'Estaing, "quasi unanime". L'Europa ha la sua prima costituzione, a 46 anni di distanza dalla firma dei Trattati di Roma. Ieri l'ultima sessione plenaria dei 105 convenzionali � servita a ratificare -nella sostanza- gli ultimi compromessi, raggiunti proprio poche poche prima. La costante presenza dei valori culturali, religiosi e umanistici nel preambolo, la rotazione annuale dei Consigli, il rafforzamento del ruolo della Commissione, ridotta per� a 15 membri dal 2009, e il diritto d'iniziativa dei cittadini, hanno rappresentato gli ultimi ritocchi a un impianto che ha subito nel tempo profonde trasformazioni. Le proposte originarie di d'Estaing sono state aggiustate in senso pi� federalista, ma il peso dei Governi -nella nuova Europa che verr�- sar� ancora dominante. Fra una settimana d'Estaing presenter� la bozza al Consiglio Europeo di Salonicco. Poi la Convenzione avr� ancora un mese di tempo per gli ultimi ritocchi tecnici. A ottobre, infine, a Roma, l'avvio della Conferenza Intergovernativa, che varer� il testo finale della Costituzione. 11/6/2003 Ridurre le malattie collegate all'inquinamento ambientale, proteggendo le categorie pi� deboli, come i bambini. E' lo scopo di una strategia pluriennale che la Commissione Europea presenter� ufficialmente oggi. Si chiama SCALE, un acronimo che cela al suo interno i principali obiettivi d'azione della pi� recente strategia varata dalla Commissione Europea in materia ambientale. Scienza, bambini, coscienza, legislazione e valutazione dei risultati sono i cinque cardini sui quali si concentrer� il piano che la Commissaria all'Ambiente, Margot Wallstrom, presenter� alla fine di questa mattinata insieme al collega alla salute David Byrne. Lo scopo della strategia � quello di ridurre le malattie come asma, allergie e tumori soprattutto nei soggetti pi� deboli, come i bambini. La strategia si concentrer� in primo luogo su uno studio delle interazioni fra i vari inquinanti e sulla loro capacit� di passare dall'ambiente ai cibi che consumiamo. Particolare attenzione verr� riservata a quegli inquinanti che minacciano direttamente la salute dei pi� piccoli. Parte integrante della strategia comunitaria saranno anche una revisione della legislazione europea in materia ambientale e un monitoraggio costante dei risultati della strategia. Il piano d'azione operativo dovrebbe essere presentato la prossima primavera. 11/6/2003 La presidenza greca dell'Unione Europea ha lavorato per tutta la giornata di ieri su un testo di compromesso, teso a spianare la strada alla riforma della politica agricola comune. Un testo che costituir� la base di lavoro del Consiglio Europeo dell'Agricoltura, i cui lavori inizieranno fra poche ore. E che, entro venerd�, potrebbe varare la nuova riforma. Un vertice che potrebbe rivelarsi decisivo nello stabilire le sorti della politica agricola comunitaria. Le attese che accompagnano il Consiglio dell'Agricoltura che si apre questo pomeriggio a Lussemburgo sono tante, ma i nodi da sciogliere sono tutt'altro che semplici. Ieri la presidenza greca dell'Unione ha lavorato su un testo di compromesso, basato su tre punti: la compatibilit� della riforma della PAC con i negoziati europei in sede WTO, la certezza che la riforma non provochi l'abbandono delle terre nelle regioni pi� povere dell'Unione e la semplicit� del nuovo metodo. Sul tavolo i 15 Ministri dell'Agricoltura troveranno i punti pi� controversi della proposta avanzata dal Commissario Franz Fischler: fra questi, il disaccoppiamento degli aiuti, i tagli progressivi nei sussidi diretti agli agricoltori e il trasferimento dei finanziamenti al mondo rurale. Probabile che da questo vertice uscir� l'ennesimo compromesso all'europea, con un disaccoppiamento parziale degli aiuti e una modulazione pi� moderata a favore dello sviluppo rurale. Gran Bretagna, Svezia e Danimarca difendono la proposta Fischler. La Francia capeggia invece la fila dei contrari. |
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