ELEZIONI USA - UPDATES
22/4/2008

ELEZIONI USA - VIGILIA DI VOTO IN PENNSYLVANIA
ASCOLTA l'intervista al politologo americano Jeffrey Laurenti (Direttore dei Programmi di Politica Estera alla "Century Foundation") - Di Sergio Nava

Dal programma "Jefferson & Ming" di Radio 24 (ore 16-17)

http://www.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/jefferson-laurenti220408.mp3

22/4/2008

Si vota oggi in Pennsylvania per le primarie presidenziali democratiche e repubblicane. Hillary Clinton in vantaggio su Barack Obama, ma potrebbe non bastare.

La profezia di Hillary Clinton potrebbe rivelarsi -anche suo malgrado- decisiva: in Pennsylvania, l'ultimo grande Stato americano per numero di delegati in palio, potrebbe effettivamente decidersi la corsa alla nomination democratica per la Casa Bianca. Le ultime scaramucce tra la Clinton e Obama, al termine di una sempre pi� anemica e rissosa campagna elettorale, si sono concentrate per la maggior parte sul settore sanitario. Lo staff di Obama ha trasmesso un messaggio pubblicitario, in cui attacca il piano Clinton, insinuando che obblighi tutti i cittadini ad acquistare una polizza sanitaria. Controreplica dello staff della Clinton, che definisce menzogne gli attacchi del senatore afroamericano. Ma su questa nuvola di polemiche si stagliano due certezze: la prima � che Barack Obama ha raccolto nell'ultimo mese il doppio di fondi elettorali rispetto all'ex first lady, sempre pi� indebitata. La seconda � che se Obama riuscisse a perdere in Pennsylvania con un distacco minimo, la nomination si avvicinerebbe, anche per un fatto statistico. Gli basterebbe infatti ottenere la met� dei delegati nelle nove primarie successive, un obiettivo a portata di mano. Per adesso intanto incassa anche l'appoggio del regista Michael Moore, autore di Fahrenheit 9/11.

19/4/2008

Le presidenziali americane. A soli tre giorni dalle primarie democratiche in Pennsylvania, che potrebbero rivelarsi decisive per la nomination tra Hillary Clinton e Barack Obama, cresce la pressione all'interno del partito per una soluzione rapida della sfida tra i due.

Passano le settimane e cresce l'inquietudine nel partito democratico per il duello infinito tra Barak Obama e Hillary Clinton: l'appello del segretario di partito Howard Dean, in diretta alla rete televisiva Cnn, � stato pi� che esplicito. "Dei circa 800 delegati", dice Dean, "circa 300 devono ancora fare una scelta tra i due candidati. Devono decidere ora con chi stanno". L'impazienza del segretario dei democratici nasce soprattutto dalla paura di regalare un vantaggio temporale a John McCain, il candidato repubblicano designato alla corsa per la Casa Bianca, dopo aver sbaragliato Mitt Romney e Mike Huckabee. L'appello di Dean ai superdelegati non � casuale: le primarie, che vedono in vantaggio per poco pi� di 100 delegati Obama, non riescono a risolvere l'empasse tra il senatore dell'Illinois e l'ex first lady, rendendo pi� che mai decisivo il giudizio dei superelettori, quei rappresentanti di partito che hanno il privilegio di scegliere in assoluta libert� il proprio candidato presidente. Intanto Obama accumula appoggi crescenti tra gli esponenti del partito: ieri a dargli il suo sostegno pubblico sono stati due ex senatori democratici e persino un ex Ministro del gabinetto Clinton, mentre un sondaggio tra i militanti democratici lo vede nettamente accreditato come il candidato pi� forte.
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