ELEZIONI USA - UPDATES
27/1/2009

E' un vero e proprio "New Deal" verde quello lanciato ieri da Barack Obama alla Casa Bianca.

Riscrive le regole del gioco in materia energetica e ambientale il presidente americano Barack Obama, segnando l'ennesima inversione di rotta rispetto all'era Bush. All'insegna del motto "meno dipendenza dal petrolio straniero", Obama ha lanciato tre proposte per rendere pi� ecosostenibile l'economia americana: in primo piano la richiesta fatta all'Agenzia per la Protezione Ambientale, affinch� riveda il rifiuto opposto alla California e a 13 altri Stati, che chiedevano di poter imporre limiti pi� stringenti alle emissioni nocive da auto e tir. In secondo luogo Obama ha annunciato il varo entro marzo di nuovi standard per diminuire i consumi dei veicoli dal 2011, insieme a un innalzamento al 75% del numero di uffici federali che adotteranno parametri energetici piu' severi, con un risparmio di due miliardi di dollari l'anno. "Il nostro obiettivo non � porre nuovi ostacoli a un'industria gia' in difficolt�, ma aiutare i costruttori di automobili americani a prepararsi per il futuro'', ha detto Obama. Che vede per l'America un ruolo di leadership nel settore delle energie rinnovabili e dell'economia verde. La mossa segna un'interessante convergenza con l'Unione Europea, che a dicembre ha varato il piano per ridurre le emissioni nocive ed incrementare la quota di rinnovabili. Il Commissario all'Ambiente Dimas parla gi� di un lavoro in tandem con Washington per giungere a un accordo alla prossima conferenza di Copenaghen sul clima.

25/1/2009

Primo "discorso del sabato" da presidente per Barack Obama: ancora l'economia al centro del suo messaggio, trasmesso per la prima volta sul sito della casa Bianca.


Infrastrutture, energia, sanit� ed educazione: nel primo messaggio internet e radio da presidente in carica, Barack Obama preme sull'acceleratore del maxipiano da 825 miliardi di dollari che la sua amministrazione intende far approvare entro met� febbraio. Obama, il cui tasso di approvazione sfiora il 70%, ha ricordato come gli Stati Uniti stiano attraversando una "crisi senza precedenti", che richiede "azioni senza precedenti". La Casa Bianca ieri ha rilasciato un rapporto che contiene nuovi dettagli sul progetto. Che prevede: il raddoppio dell'energia fornita dalle rinnovabili, nuove linee elettriche per 3000 miglia; la copertura sanitaria per quasi otto milioni e mezzo di americani; la modernizzazione di 10mila scuole e il sostegno per gli studi al college per 7 milioni di studenti; il maggior schema di investimenti in infrastrutture da quasi 60 anni. Entro un anno e mezzo Obama intende utilizzare tre quarti dei fondi a disposizione. E -promette- nella massima trasparenza. Obama non ha per� potuto evitare il rinnovato attacco della Chiesa Cattolica, che contesta lo sblocco dei finanziamenti alle Ong e alle cliniche che praticano l'aborto all'estero. Venerd� il neopresidente americano aveva chiesto di non politicizzare il tema: ieri il Vaticano lo ha accusato di aver fatto la scelta peggiore.

22/1/2009

Primo giorno nello Studio ovale ieri per il 44esimo presidente americano Barack Obama. Molte le novit�.

E' stato un primo giorno di lavoro carico di messaggi e simbolismi, quello di Barack Obama alla Casa Bianca. Una giornata iniziata alle 8.35 locali, con la lettura del messaggio del predecessore Bush. Ma -ancora una volta- Obama ha voluto lanciare segnali di discontinuit� rispetto all'amministrazione precedente. Obama ha promesso un'era di trasparenza e apertura a Washington. E per rendere chiaro il concetto, ha subito varato il congelamento degli stipendi superiori ai 100mila dollari annui, insieme a norme mirate a limitare l'attivit� dei lobbysti. Ma il vero colpo ad effetto -pur atteso- Obama lo ha riservato a uno dei simboli dell'era Bush: stop per 4 mesi ai processi militari a Guantanamo, con la revisione dello status di tutti i detenuti. Secondo indiscrezioni, Obama avrebbe pronto un ordine esecutivo per chiudere Guantanamo entro l'anno. Resta invece sullo sfondo -ma ben presente- l'economia, con il prossimo segretario al Tesoro Tim Geithner che ha annunciato la presentazione tra poche settimane di un vasto piano anticrisi. L'azione pi� incisiva � arrivata -come promesso- sul fronte della politica estera: Obama ha chiamato i leader palestinese, israeliano, egiziano e giordano. Obiettivo prioritario quello di raggiungere la pace in Medioriente. Vi lavoreranno Hillary Clinton, ieri confermata segretario di Stato dal Senato, e il probabile inviato speciale George Mitchell.



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