| ELEZIONI USA - UPDATES | ||||||||
| 5/11/2008 +++ BARACK OBAMA PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI +++ La storia non si scrive con i se. Lo ha capito bene John McCain, che dall�altro capo dell�America, nel sud dell�Arizona, ha sentito arrivare l�onda sonora sempre pi� potente e fragorosa delle urla di gioia delle centinaia di migliaia di sostenitori di Barack Obama, assiepati come non mai nel perimetro cittadino di Grant Park. Chicago non ha mai dubitato neppure per un istante della vittoria del suo figlio adottivo Barack, quel giovane dal nome strano arrivato qui una prima volta oltre 20 anni fa per aiutare i pi� diseredati della zona povera del South Side e tornato �meno di dieci anni dopo- per sposare la sua Michelle e aiutare ancora una volta, in veste di avvocato, chi vive ai margini della societ�. Giovani, tanti giovani, persone di mezza et�, anziani, neri, bianchi, latinos: a Grant Park stanotte c�era la Chicago dell�uomo della strada, la Chicago che incontri al caff�, al ristorante thailandese, al seven eleven o che pi� semplicemente incroci attraversando Michigan Avenue. Hanno atteso oltre tre ore in piedi, dall�apertura dei cancelli, con la corsa a prendere i posti in prima fila, fino all�annuncio dei megaschermi, che davano la prima proiezione ufficiale della Cnn: Obama presidente. Hanno cantato l�inno nazionale, scandito slogan, ballato al ritmo dei frequenti intermezzi musicali. Poi se ne sono stati zitti, interrompendolo solo con alcuni calorosi applausi, per tutto il breve discorso di Obama. Limitandosi solo a ripetere in coro, quasi ipnoticamente, quasi fosse una preghiera dei fedeli dal sapore laico, quello slogan, Yes we can, rievocato a ripetizione dal neopresidente. Infine, conclusa la cerimonia, hanno arrotolato le bandiere, ballato ancora un po�, e ripreso la via di casa. La gente di Chicago � la migliore risposta a chi si ostina a sostenere che Barack Obama � un�entit� astratta, un messaggero senza messaggio: Obama � uno di loro. E� per questo che �da presidente- avr� qualcosa da dire all�America e al mondo. 4/11/2008 America oggi al voto per le elezioni presidenziali. La sfida � tra il favorito Barack Obama e John McCain. Proprio Obama ieri � stato raggiunto dalla tragica notizia della morte della nonna, deceduta a 86 anni per un tumore. Il volto segnato dalle lacrime, l�oratoria infiammata di chi ha deciso di andare fino in fondo, nonostante il pesante lutto famigliare: � questa l�immagine che Barack Obama consegna alla storia, alla vigilia di una delle elezioni presidenziali pi� importanti. Madelyn Payne Dunham, l�anziana nonna che in un periodo importante della sua vita gli ha fatto anche da mamma, non ce l�ha fatta a vederlo -come lei sperava- presidente. Un destino beffardo l�ha portata via proprio il giorno prima delle elezioni. Obama ha diffuso un comunicato congiunto con la sorella, in cui ne ha annunciato la scomparsa, definendola come �una di quei tanti eroi silenziosi di cui � piena l�America�. Poi non ha retto l�emozione, piangendo in diretta a un comizio in North Carolina. Il rivale repubblicano John McCain, che ha espresso con la moglie Cindy le sue pi� sentite condoglianze, ha intanto completato ieri un vero e proprio tour de force, che lo ha portato in ben sette Stati, in un ultimo tentativo di raddrizzare le proprie chances elettorali. A dar retta ai sondaggi, le prospettive per lui sono pessime: l�ultima media realizzata da Real Clear Politics d� a Obama la percentuale pi� alta mai registrata, 51,6%, oltre sette punti sopra McCain. Anche l�affluenza record prevista alle urne viene letta come un ulteriore segnale della probabile vittoria di Obama. Che si prepara a pronunciare a Chicago, nella notte italiana, il suo primo discorso da presidente. |
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