| ELEZIONI USA - UPDATES | |||||||||
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6/2/2008 ore 7 italiane Il Supermarted� elettorale americano sta -come previsto- regalando forti emozioni. Partiamo dal campo repubblicano, dove il vincitore appare essere sempre pi� John McCain, che secondo le ultime stime si sarebbe aggiudicato l'importante Stato della California: Arizona, Illinois, New Jersey, Delaware, Oklahoma, New York, Missouri e Connecticut gli altri Stati dove si � imposto il veterano di guerra. Il principale rivale di McCain, Mitt Romney se ne aggiudica altri sei, mentre a Mike Huckabee ne andrebbero cinque. John McCain, che ha parlato ai suoi sostenitori: MCCAIN. Sto correndo per il grande privilegio di guidare il partito, che � stato la mia casa politica per 25 anni. Sono grato per questa prospettiva. Vi prometto che se avr� il grande privilegio di vincere la nomination repubblicana, lavorer� duro per assicurare che i principi del nostro grande partito, vinceranno ancora la maggioranza dei voti degli americani, sconfiggendo qualsiasi candidato democratico. Campo democratico, dove la notizia sicuramente pi� importante � rappresentato dalla vittoria di Hillary Clinton in California: Clinton che avrebbe ottenuto nello Stato occidentale il 55% dei voti secondo le prime schede scrutinate, contro il 33% di Barak Obama. Un dato estramemante significativo per l'ex-first lady, che resta per� in minoranza nel numero di Stati vinti: 9 contro i ben 13 gi� assegnati a Barak Obama. Poco fa Obama a Obama sono stati conteggiati anche Alaska e Missouri. Le prime stime parlano comunque di un numero di delegati al momento maggiore per la Clinton. E' comunque forse pi� saggio dire, per il momento, che questo Supermarted� elettorale difficilmente decider� la sorte della nomination in casa democratica. Obama intanto studia gi� da presidente: cos� ha detto ai suoi sostenitori:. OBAMA. Il nostro tempo � arrivato, il nostro movimento � reale, l'ora del cambiamento � giunta. Stavolta deve essere diverso, stavolta dobbiamo voltare pagina e scrivere un nuovo capitolo nella storia americana, stavolta dobbiamo saper cogliere l'attimo. 5/2/2008 Le primarie americane. Conclusi gli ultimi i comizi dei candidati democratici e repubblicani, � tutto pronto per dare il via nelle prossime ore al Supermarted� elettorale. Urne aperte da oggi in ben 22 Stati americani per decidere oltre il 40% dei delegati democratici e repubblicani, gli stessi che nomineranno -sul finire dell'estate- i due sfidanti ufficiali alla Casa Bianca. L'incertezza � totale in casa democratica: gli ultimi sondaggi danno un testa a testa sul filo del rasoio tra Hillary Clinton e Barak Obama: il senatore afroamericano, secondo la Cnn, avrebbe non solo colmato nelle ultime settimane l'ampio divario che lo separava dall'ex-first lady, ma avrebbe addirittura guadagnato tre punti sulla rivale. Un ribaltone che -se confermato- sarebbe clamoroso: difficilmente, comunque, dal Supermarted� uscir� un candidato definito in casa democratica, dove gli occhi oggi sono tutti puntati sulla California, Stato chiave col suo ricco bottino di 370 delegati. Diversa la vigilia in casa repubblicana, in cui -a dispetto della conta attuale dei delegati, che vede un testa a testa tra i favoriti John McCain e Mitt Romney- tutti i sondaggi danno il primo come sicuro vincitore. A McCain andrebbe quasi il 50% dei voti su scala nazionale: il che consentirebbe al veterano di guerra di ottenere gi� oggi l'investitura ufficiale repubblicana alla Casa Bianca. ----------------------------------------------------------------------------- INTERVISTA STEPHEN HESS (4/2/2008) Senior Fellow Emeritus e Professore George Washington University HESS: Posso solo prevedere che non sar� la fine per nessuno dei due candidati demopcratici. La sfida tra Hillary e Obama andr� avanti probabilmente per mesi. Uno dei due candidati far� meglio dell'altro marted', ovviamenete, e probabilmente tra i due prevarr� la senatrice Clinton, che � pi� conosciuta a livello nazionale. Ma la modalit� di distribuzione dei candidati in casa democratica rispetta una divisione proporzionale. Quando ci sveglieremo mercoled� non troveremo un candidato democratico, nominato di fatto alla presidenza degli Stati Uniti. NAVA: E in campo repubblicano? Tutti i sondaggi sembrano indicare John McCain... E ' corretto dire che da mercoled� John McCain sar� il candidato di fatto dei Repubblicani. Nel campo republicano le regole di nomina sono diverse rispetto a quello democratico: il vincitore, in questo caso, si prende tutti i delegati. I sondaggi ci dicono che McCain vincer� in un numero sufficiente di Stati. Lui � sicuramente un politico molto diverso da Bush: � molto conservatore, anche se ci sono alcuni temi sui quali esercita maggiore appeal sugli indipendenti. Per esempio, � molto pi� interessato all'ambiente e al riscaldamento climatico, come � pure pi� interessato al tema dei finanziamenti ai partiti. Ma ricordate: McCain era il sostenitore pi� entusiasta della guerra in Iraq. Si � opposto -in questo- a Bush solo perch� lui crede che Bush abbia fatto un pessimo lavoro nel condurla. McCain presidente potrebbe cambiare linea rispetto alla gestione Bush? Certamente da un punto di vista "stilistico". Lui � un eroe di guerra... non ce ne sono pi� cos� tanti in politica. Questo lo rende attraente. E' per� vero che se fosse eletto avr� 72 anni: sar� quindi molto vecchio. In pi� sar� interessante -nel suo caso- capire chi sar� il vicepresidente designato. L'elezione del supermarted� sar� quindi molto pi� importante per i repubblicani: se McCain prevarr�, avr� molto pi� tempo per pacificare il proprio partito e preparare la sfida finale. Mentre se i democratici continuassero ancora a lungo nella sfida Hillary-Obama... beh, il partito rischia spaccature. |
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