ELEZIONI USA - UPDATES
29/8/2008

+++
IL DISCORSO DI BARACK OBAMA A DENVER +++

Una notte storica, una notte che sar� comunque ricordata nella storia della politica americana: il primo candidato di colore alla presidenza degli Stati Uniti non solo ha pronunciato l'atteso discorso di accettazione della nomina, che avete appena ascoltato, ma ha consegnato ai libri di storia un discorso che l'America difficilmente potr� dimenticare.

OBAMA: "Quattro anni fa, mi sono presentato davanti a voi e vi ho raccontato la mia storia, la storia di una breve unione di un uomo del kenya e una giovane donna del Kansas, che non erano benestanti o conosciuti, ma condividevano il credo di un'America nella quale il loro figlio poteva ottenere qualsiasi cosa si fosse messo in testa di fare. E' quella promessa che ha sempre contraddistinto questo Paese, che attraverso il duro lavoro e il sacrificio, ciascuno di noi, pu� inseguire i propri sogni, pur restando all'interno di un'unica famiglia, quella americana. Ci troviamo ora in uno di quei momenti di svolta, con la nostra nazione in guerra, l'economia in subbuglio. La promessa americana � minacciata una volta di pi�. Non � tutta colpa del Governo. Ma l'incapacit� di rispondere � un risultato diretto della politica marcia di Washington e delle politiche sbagliate di George Bush. America, noi siamo migliori di quanto non dicano questi ultimi otto anni. Siamo migliori di tutto questo".

Il discorso di Barack Obama ha toccato anche altri temi: su tutti l'economia, con il senatore dell'Illinois che ha promesso tagli alle tasse per la classe media e una riduzione della dipendenza dal petrolio mediorientale entro 10 anni. Duro l'attacco a John McCain, da lui definito "lontano dall'americano medio e dalle sue preoccupazioni, un veterano di guerra che continua a rifiutarsi di ritirare le proprie truppe dall'Iraq, in una guerra fuorviata".

Obama ha ricordato lo storico discorso di Martin Luther King, "I have a dream", pronunciato esattamente 45 anni fa, nel modo probabilmemte migliore, citandolo direttamente: "Non possiamo tornare indietro, America, non possiamo tornare indietro. C'� troppo lavoro da fare".

E ha dato spazio e parola ai figli di Martin Luther King, commovendo la folla. Ma la serata � stata animata anche da un'altra star democratica, l'ex vicepresidente e premio Nobel Al Gore.
 
AL GORE: "Oggi fronteggiamo le stesse scelte di otto anni fa, anche se pu� risultare persino pi� ovvio oggi. John McCain infatti sta apertamente appoggiando le scelte di Bush, promettendo di continuarle. Le stesse politiche: io credo nel riciclaggio, ma ci� � ridicolo. La domanda �: coglieremo l'opportunit� di cambiamento? Io penso che dobbiamo cogliere questa opportunit� di eleggere Barack Obama a presidente degli Stati Uniti".

Il discorso di Barack Obama ha chiuso la convention apertasi luned� a Denver con il discorso di Michelle, la moglie, che ha presentato all'America il Barack che conosce meglio, suo marito. Due giorni fa il discorso di Hillary Clinton, la grande sconfitta delle primarie, che ha invitato i suoi diciotto milioni di elettori ha sostenere il candidato afroamericano. Ieri Bill Clinton ha -con tutta la sua autorit� e il suo appeal- chiamato a raccolta le truppe democratiche per garantire l'appoggio a Obama.
 
Uno sguardo anche al campo repubblicano, dove John McCain prepara l'immediata contromossa: annunciare oggi, nel giorno del suo 72esimo compleanno, il nome del candidato vicepresidente, cos� da distogliere il pi� possibile l'attenzione dei media e della gente dal discorso di Obama. Luned� il via alla Convention repubblicana di Minneapolis: � proprio il caso di dire che -a questo punto- le elezioni presidenziali entrano nel vivo. L'obiettivo � vincere le elezioni del 4 novembre e conquistare -o mantenere- la Casa Bianca.
M
O
R
E
U
P
D
A
T
E
S
Hosted by www.Geocities.ws

1