ELEZIONI USA - UPDATES
23/7/2008

In attesa dello storico discorso di Barack Obama, domani a Berlino, il candidato democratico alla Casa Bianca ha fatto oggi tappa in Medio Oriente.

La linea ufficiale non cambia: l'Iran e il suo programma nucleare ''rappresentano una minaccia che deve essere sventata''. Barack Obama, parlando da Sderot, la cittadina israeliana teatro pi� volte dagli attacchi con razzi da parte palestinese, ha proseguito la propria offensiva diplomatica, che sta oscurando drammaticamente l'immagine dell'avversario John McCain. Su Teheran, Obama ha affermato che la comunit� internazionale deve offrire "grandi bastoni e grandi carote" all'Iran, per persuadere Ahmadinejad a fermare il programma di arricchimento dell'uranio. Obama, che ha incontrato i leader israeliani e il presidente palestinese Mahmoud Abbas, ha quindi ribadito che Gerusalemme deve essere la capitale israeliana, anche se il suo status finale dovr� essere deciso attraverso colloqui di pace. Intanto tutto � pronto a Berlino per accogliere la storica visita, domani, del primo candidato nero alla Casa Bianca: Obama parler� nel pomeriggio al Tiergarten, dove in un discorso pubblico affronter� le questioni legate soprattutto ai rapporti transatlantici. In mattinata invece l'incontro con la cancelliera Angela Merkel.

28/6/2008

La campagna elettorale americana. Insieme sul palco della cittadina di Unity, davanti a migliaia di persone e in nome dell'armonia ritrovata all'interno del Partito Democratico, dopo la lacerante e infinita battaglia delle primarie.


Cos� Barack Obama e Hillary Clinton hanno fuso ufficialmente ieri le loro campagne elettorali, sincronizzando il messaggio con un unico obiettivo: eleggere Obama prossimo presidente degli Stati Uniti.
 
OBAMA: "Sono orgoglioso di definire Hillary un'amica, e so quanto -come partito e come Paese- abbiamo bisogno di lei e di Bill Clinton. Hanno fatto cos� tanto ottimo lavoro... � incredibile quanto abbiano fatto in cinque anni. Abbiamo bisogno di loro, maledettamente: non solo ne ha bisogno la mia campagna, ma anche gli americani hanno bisogno dei loro servizi, della loro visione, della loro saggezza, nei mesi e negli anni a venire. Perch� ci� porter� unit� nel Partito Democratico, unit� in America, ci� porter� il sogno americano in ogni angolo, di ogni Stato, di questa grande nazione che noi amiamo".

8/6/2008

L'annuncio di ritirata di Hillary Clinton pone fine a una campagna elettorale durata oltre sedici mesi. La ripercorriamo.


E' il 20 gennaio 2007 quando Hillary Clinton, dal divano di casa e via internet, annuncia all'America la sua candidatura. Una mossa attesa, per quella che tutti prevedono sar� una marcia trionfale verso la Casa Bianca. "Let's talk", "parliamo", � il suo invito al dialogo rivolto a un'America che vuole voltare pagina rispetto a Bush. Ma la luna di miele dura poco: il 3 gennaio di quest'anno � -a sorpresa- Barack Obama a vincere la prima tappa delle primarie in Iowa. La Clinton arriva addirittura terza, dietro a John Edwards. Quattro giorni dopo Hillary per poco non piange a un evento. "Non � facile", si limita a dire. Intanto il SuperTuesday di inizio febbraio non scioglie i dubbi, assegnando pi� vittorie a Obama e pi� delegati a Hillary. Nel giro di una settimana, per�, il senatore afroamericano accumula un'impressionante serie di successi nelle primarie che seguono. E sorpassa l'ex first lady. Da l� la strada per lui si fa in discesa, nonostante un periodo di crisi a inizio marzo e aprile. Hillary si fa nervosa: nonostante le primarie di maggio segnino di fatto la fine della sua campagna, lei non molla, commettendo una brutta gaffe sul parallelismo Bob Kennedy-Obama. E anche quando la vittoria dello sfidante arriva, lei fa finta di nulla. Il 3 giugno non ammette la sconfitta, dice: "oggi non decido". Ma � il suo canto del cigno.

31/5/2008

E' una giornata cruciale quella odierna per il Partito Democratico, chiamato a decidere sulla spartizione dei delegati assegnati nelle primarie della Florida e del Michigan.

Ricordiamo per prima cosa che questi due Stati, al momento, hanno un numero di delegati pari a zero, in vista della convention di Denver di fine agosto, che elegger� il candidato alla Casa Bianca. Questo per la punizione inflitta loro dal partito per aver anticipato le primarie. Ma Hillary Clinton, che ha vinto sia in Florida che in Michigan, sta provando a forzare la mano dei 30 dirigenti della Commissione interna, con l'obiettivo di riscattare quanti pi� delegati possibile e colmare almeno in parte il vuoto di 200 voti che la separano attualmente da Barack Obama. Secondo le ultime indiscrezioni, la Clinton sarebbe riuscita a incassare un compromesso sulla Florida, ottenendo che vengano rimessi in gioco tutti i delegati vinti in questo Stato, a condizione per� che il loro voto conti per met�. Questo le darebbe una ventina di delegati in pi�. Troppo pochi per rientrare in gioco. Cos� Hillary � obbligata a puntare tutto sul Michigan, dove al momento per� non vi � accordo tra le due fazioni. Anche perch� in quel caso il nome di Obama non compariva nemmeno sulla scheda elettorale. Il senatore afroamericano intanto prepara la sfida finale del weekend, con le primarie in Portorico, Montana e South Dakota. Marted� potrebbe gi� annunciare la propria vittoria.
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