ELEZIONI USA - UPDATES
31/5/2008

Si apre oggi negli Stati Uniti una quattro giorni determinante per le sorti di Barack Obama e Hillary Clinton, i due candidati democratici alla Casa Bianca.

L'ormai grottesca sfida tra Barack Obama e Hillary Clinton entra nella fase finale: proprio questo weekend potrebbe rivelarsi quello decisivo. Oggi si riunisce a Washington la Commissione del Partito Democratico incaricata di regolare il delicato meccanismo delle primarie: Hillary Clinton, al momento staccata di circa 200 delegati da Barack Obama, si aggrappa con tutte le forze al verdetto dei 30 rappresentanti del partito, equamente divisi tra i due candidati, che dovranno rispondere a una semplice domanda: cosa fare del voto delle primarie in Florida e Michigan, regolarmente svoltesi ma poi ignorate dai Democratici, che vollero cos� punire le sezioni locali, colpevoli di aver anticipato il voto? Hillary, che ha vinto in entrambi gli Stati, punta a far man bassa di delegati, colmando le distanze con Obama e sorpassandolo nel simbolico conteggio del voto popolare. Ma nella migliore delle ipotesi l'ex first lady pu� sperare in qualche decina di delegati in pi�, che finirebbero solo per prolungare la sua agonia. Domani e marted� le primarie democratiche in Portorico, South Dakota e Montana chiuderanno la lunga stagione del voto: in caso di ulteriore indecisione, saranno i superdelegati a stabilire chi mandare in campo a novembre contro il repubblicano John McCain. Il quale, fiutata l'aria, sta gi� facendo campagna contro Obama. Per lui Hillary fa gi� parte della storia.

24/5/2008

Le primarie democratiche negli Stati Uniti. Hillary Clinton si scusa per l'ultima caduta di stile. Che ha riguardato i Kennedy.


Stavolta Hillary l'ha fatta grossa: tra tutte le gaffe che contraddistinguono le campagne elettorali, veri e propri massacranti tour de force per i candidati, l'ex first lady ha calpestato un terreno minato. Parlando a un giornale del South Dakota, dove le era stato chiesto di spiegare -per l'ennesima volta- per quale motivo non accettasse di farsi da parte, considerata la distanza che la separa da Barack Obama, la Clinton ha citato altri casi di sfide per la nomination protrattesi fino a giugno. Prima ha fatto un riferimento al marito Bill, poi ha citato l'omicidio di Robert Kennedy, ucciso il 5 giugno del 1968 in California, dove aveva appena vinto le primarie. Apriti cielo: mentre dallo staff di Obama ci si limitava a definire "inopportuna" quella frase, che sembrava suggerire o persino auspicare un esito tragico della corsa presidenziale, le reazioni di politici, esponenti della societ� civile e giornalisti erano molto meno tenere. E culminavano in un titolo a caratteri cubitali, "Ma che hai detto?", pubblicato dal New York Post. Lei si � immediatamente scusata, ha detto che non era sua intenzione fare un commento offensivo, e che intendeva semplicemente ricordare che anche in passato le primarie si trascinavano fino all'estate. Peccato per� che i timori per la sicurezza di Obama, da mesi sotto protezione speciale, lascino poco spazio a parallelismi inquietanti.

24/5/2008

"Uno stato di salute eccellente": il candidato repubblicano alla Casa Bianca gioca la carta sanitaria per sgombrare il campo da ogni possibile dubbio sulla sua capacit� di guidare gli Stati Uniti.


Il paziente John McCain � abile alla carica di presidente: la mossa del veterano di guerra repubblicano, fotocopia di quella di otto anni fa, all'epoca della sua prima corsa alla Casa Bianca, ha sorpreso un po' tutti, ma fino a un certo punto. McCain, 72 anni, ha sofferto in passato di cinque cancri della pelle, l'ultimo dei quali lo scorso febbraio. E ha avuto pure un pericoloso melanoma. In una relazione di oltre mille pagine il suo dottore personale, della Mayo Clinic in Arizona, ha escluso il rischio di un reinsorgere automatico del tumore, spingendosi a definire McCain come un uomo "dall'eccellente salute e dall'energia straordinaria". Di pi�, il dottor John Eckstein descrive l'ottima reazione allo stress cardiaco registrata durante gli ultimi esami e ricorda la sua marcia nel Grand Canyon di due anni fa. E pazienza se il settantaduenne McCain, il candidato presidente pi� vecchio nella storia degli Stati Uniti, ha il colesterolo, soffre di calcoli e potrebbe dover tornare a combattere contro il melanoma: per i suoi dottori non c'� da preoccuparsi. Intanto lui si concentra sulla scelta del vicepresidente, che vede tra i candidati anche l'ex rivale Mitt Romney. Sulla sponda democratica Hillary Clinton ha smentito contatti col candidato in pectore Barack Obama per un ruolo da vice nella corsa alla Casa Bianca. Ma, a meno di un clamoroso colpo di reni, l'ex first lady dovr� trattare quantomeno un'uscita di scena onorevole.
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