| ELEZIONI USA - UPDATES | |||||||||
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| 21/5/2008 Ennesimo pareggio tra Barack Obama e Hillary Clinton nella sfida delle primarie democratiche per la Casa Bianca. Ma per l'ex first lady l'uscita di scena potrebbe essere solo questione di giorni o, al massimo, di settimane. A questo punto � solo una questione di tempo. Quanto impiegher� Hillary Clinton a rendersi conto che � finita? L'ennesima tornata elettorale nel calvario -tutto Democratico- delle primarie presidenziali, si � chiusa con l'ennesimo pareggio. Hillary fa man bassa di voti in Kentucky (65%) e Obama la spunta in Oregon (58%): ma il vero punto di svolta si gioca tutto sulla matematica. Il senatore afroamericano ha infatti superato la soglia psicologica dei 1627 delegati eletti dai cittadini, limite-spartiacque che gli ha fornito la maggioranza assoluta sull'ex first lady nel voto popolare. Obama, ormai proiettato sulla sfida di novembre contro il repubblicano John McCain, ieri notte si � fermato a un passo dal proclamarsi candidato ufficiale. Ha parlato in Iowa, lo Stato da cui aveva lanciato la sua campagna... OBAMA : "Siamo tornati qui forti della maggioranza dei delegati eletti dal popolo americano, con la nomination in tasca in vista della convention democratica per l'elezione del candidato democratico alla Casa Bianca". E se Obama sfodera ormai un crescente fair-play verso l'avversaria, Hillary Clinton dal Kentucky non pare proprio intenzionata, almeno pubblicamente, a mollare... CLINTON : "Stanotte abbiamo ottenuto una vittoria importante. Voi non mi avete mai abbandonato, perch� sapete che io non vi abbandoner� mai". La disperazione della Clinton, peraltro stampata in faccia nel suo ultimo discorso, la porta ad aggrapparsi ad un argomento alquanto traballante: si definisce infatti vincitrice del voto popolare. Per darle ragione, occorrerebbe per� escludere dalla conta i voti dei caucus e occorrerebbe includere le primarie di Florida e Michigan, ignorate dallo stesso Partito Democratico quale punizione per aver anticipato le consultazioni sui candidati presidente. A fine mese, se non decider� di ritirarsi prima, Hillary potrebbe forzare un clamoroso reinserimento dei due Stati nella conta. E' per� pi� probabile che l'onda dei superdelegati, a questo punto decisivi nella sfida, sposti una volta per tutte l'ago della bilancia: procrastinare un confronto di fatto gi� deciso nuoce infatti in primo luogo al partito, giovando solo al repubblicano John McCain. 21/5/2008 L'ultima vera notte di primarie consegna agli Stati Uniti una quasi certezza: sar� con ogni probabilit� Barack Obama a contendere a John McCain l'elezione a prossimo presidente degli Stati Uniti. Il senatore dell'Illinois si � aggiudicato le primarie in Oregon con il 58% dei voti contro il 42 della Clinton, che ha ottenuto una vittoria di Pirro stravincendo in Kentucky con il 65% delle preferenze. Ma � la matematica, ormai, a suggerire che Barack Obama sar� il candidato democratico alla Casa Bianca: � lui infatti ad aver superato la soglia psicologica dei delegati eletti col voto popolare, 1627, ed � lui, secondo le stime della Cnn, ad avere in mano 1953 delegati sui 2026 necessari ad ottenere l'investitura. Dall'Iowa, dove ha iniziato a gennaio la sua marcia trionfale, Obama si � fermato a un passo dal dichiarare vittoria. OBAMA : "Stanotte, Iowa, con l'aiuto di coloro che hanno alzato la loro voce per il cambiamento -da Portland a Louisville- noi siamo tornati qui, forti della maggioranza dei delegati eletti dal popolo americano, e con la nomination in tasca in vista della convention democratica per l'elezione del candidato democratico alla Casa Bianca". Hillary Clinton, dal Kentucky, non ha nascosto -al di l� del sorriso d'ordinanza- un'espressione funerea da perdente predestinata. Staccata di quasi 200 delegati da Obama, per lei il ritiro � solo questione di tempo, anche se fatica ad ammetterlo... CLINTON : "Stanotte abbiamo ottenuto una vittoria importante. C'� chi ha detto che il vostro voto non conta, che questa campagna elettorale � finita. Ma questo non vi ha fermato: non mi avete mai abbandonato, perch� sapete che io non vi abbandoner� mai". Sullo sfondo resta un Partito Democratico diviso, dove a mettere la parola fine -se la Clinton dovesse ostinatamente restare in corsa- ci penseranno i superdelegati, sempre pi� schierati con Obama. |
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| M O R E U P D A T E S |
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