ELEZIONI EUROPEE
2009
Al voto, al voto! Dal 4 al 7 giugno 2009 27 Paesi europei (oltre 375 milioni di cittadini) si recano alle urne per rinnovare l'Europarlamento. Sergio Nava racconta come saranno queste elezioni Ue. In coda l'intervista al Commissario Europeo alla Ricerca Janez Potocnick, che spiega i motivi per cui votare.
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PRIMA PUNTATA: LE ELEZIONI EUROPEE

Tutti al voto: tra gioved� e domenica oltre 375 milioni di cittadini europei si recheranno alle urne per votare i 736 eurodeputati che andranno a sedere nell'unico organo di Governo continentale democraticamente eletto. Si voter� dal Portogallo all'Estonia, dalla Finlandia a Cipro, in un'Europa ormai allargata a 27. I primi Paesi a recarsi alle urne saranno Gran Bretagna e Olanda, gioved�. Venerd� si vota in Irlanda e Repubblica Ceca. Tutti gli altri -Italia inclusa- voteranno invece tra sabato e domenica. Le leggi elettorali restano su base nazionale, frammentando cos� in 27 sistemi diversi le regole di votazione: l'unico minimo comun denominatore appare quello dell'elezione a suffragio universale su base proporzionale. Il sistema delle preferenze � in vigore -oltre che in Italia- anche in Belgio e in Austria. In Francia, Spagna e Gran Bretagna le liste sono invece bloccate. Anche le soglie sono un optional: in Italia vale quella del 4%, ma in Francia e Germania � il 5% il traguardo minimo. Mentre a Cipro vige un bizzarro 1,8%. La maggior parte dei Paesi membri non presenta circoscrizioni, mentre varia anche l'et� minima di voto: in Austria � 16 anni. L'Italia � invece il Paese con l'et� minima pi� alta per potersi candidare: 25 anni. E in Belgio, Cipro, Grecia e Lussemburgo andare alle urne � obbligatorio. Tra le incompatibilit� pi� bizzarre, quelle in vigore in Austria (non si pu� essere eurodeputato e direttore di banca), in Ungheria (divieto per i poliziotti) e Spagna (per i direttori di tv). Storicamente bassa l'affluenza alle urne per l'Europarlamento: nel 2004 solo il 45% degli aventi diritto ha votato. Tra le curiosit� di questa tornata, la candidatura dell'italiano Giulietto Chiesa in un partito della minoranza russa lettone; oltre al lancio di un partito della "democrazia su internet" in Ungheria, che promette di far ruotare il suo eventuale eurodeputato su base mensile. Infine, se ancora non aveste deciso per chi votare, potete collegarvi al sito euprofiler.eu.

SECONDA PUNTATA: I TEMI DELLA CAMPAGNA

Economia e contrasto della crisi economica; cambio climatico, una risposta alla sfida demografica, la sicurezza (su tutti terrorismo e immigrazione); infine il ruolo dell'Europa nel mondo. Sono questi i punti su cui si basa il manifesto programmatico dei Popolari Europei, primo schieramento nell'Europarlamento uscente. Come spiega il presidente Wilfried Martens, Il PPE intende affrontare con questo manifesto le numerose sfide che attendono il Vecchio Continente. Il secondo gruppo all'Europarlamento, il Partito Socialista, ha invece varato un manifesto elettorale in sei punti, dal titolo emblematico, "People First": Per il presidente del Pes, Poul Nyroup Rasmussen, i socialisti puntano a rilanciare l'economia evitando nuove crisi; a rendere i cittadini partecipi di una nuova Europa sociale; a rafforzare la lotta al cambio climatico; a farsi portatori dell'uguaglianza tra i sessi in Europa; a sviluppare una politica migratoria pi� efficace e a rendere il Vecchio Continente un attore globale per la pace, la sicurezza e lo sviluppo. Annemie Neyts, presidente dei Liberali Europei, ha delineato i cinque capisaldi della terza formazione del Parlamento uscente: libert� civili; crescita e occupazione in un mercato integrato; rispetto dell'ambiente e politiche energetiche; allargamento, politica estera e di difesa. I Verdi puntano tutto su un manifesto elettorale paneuropeo, concentrato su un New Deal ambientale, ispirato al modello Obama. Gli altri gruppi politici nella precedente legislatura dell'Europarlamento erano Europa delle Nazioni (di destra), Sinistra Europea e Indipendenza e Democrazia, euroscettica. Novit� assoluta a queste elezioni il movimento paneuropeo Libertas, che si batte contro il Trattato di Lisbona. Infine un occhio ai dossier che attendono il nuovo Parlamento: su tutti cambio climatico, crisi economica, immigrazione e diritto d'asilo, riforma del bilancio europeo. Nello specifico, occorrer� chiudere partite ancora aperte quali quella sulla nuova direttiva sull'orario di lavoro, il pacchetto telecomunicazioni e la normativa sul congedo maternit�.
LEGGI LA TERZA E LA QUARTA PUNTATA DELL'INCHIESTA SULLE ELEZIONI EUROPEE
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