ELEZIONI EUROPEE
2009
TERZA PUNTATA: L'EUROPA NELLE CAMPAGNE NAZIONALI

"C'� un tema che domina in Europa ed � comune a tutte le latitudini continentali: la campagna elettorale su base nazionale": scherza cos� Piotr Kaczinsky, ricercatore del Centro per gli Studi Politici Europei, intervistato da Sergio Nava. Anche questa volta -infatti- � finita cos�: 27 campagne nazionali contribuiranno ad eleggere s� un unico Europarlamento, prodotto per� di tanti dibattiti differenti, senza una vera ottica sopranazionale. Basta considerare il tema che pi� di tutti domina l'agenda continentale. La crisi economica. Anche qui la prospettiva � tutt'altro che univoca, come spiega Kaczinsky: "Il tema della crisi economica subisce in ogni Paese una declinazione diversa. In Spagna si parla molto di disoccupazione, in Irlanda si discute maggiormente del crollo dei prezzi immobiliari, in Ungheria o Lettonia la crisi ruota tutta intorno all'accesso alle banche, mentre in Polonia ci si preoccupa dell'impossibilit� di onorare i mutui. Infine in Germania il tema dominante � stato il destino di Opel". Dopotutto queste elezioni europee cadono in un momento particolare, con diversi importanti Governi in affanno nei sondaggi: i Labour britannici di Gordon Brown rischiano di scivolare dietro persino ai liberaldemocratici; in Spagna i socialisti di Zapatero rischiano di finire dopo i Popolari; in Germania � testa a testa tra i Cristiano Democratici della cancelliera Angela Merkel e i socialdemocratici di Steinmeier, in quella che � considerata la prova generale delle elezioni parlamentari di settembre. In Austria � in spettacolare ascesa l'Oevp, partito dagli accenti sempre pi� marcatamente xenofobi. Pi� tranquillo appare il presidente francese Nicolas Sarkozy, la cui Ump sembra avere un margine di sicurezza sufficiente sui socialisti. Kaczinski ci regala per concludere qualche nota di colore: "Ci sono molti temi peculiari: in Italia per esempio mi ha colpito l'attenzione rivolta al look del candidato, pi� che al programma. In Repubblica Ceca, invece, uno dei partiti � apertamente razzista, e chiede una soluzione finale per i rom. In altre campagne emergono immagini protezioniste, come in Gran Bretagna (lavori britannici per i britannici), oppure ancora -In Polonia- c'� un candidato di colore in corsa per l'Europarlamento, con ottime possibilit� di farcela".

QUARTA PUNTATA: IL LATO OSCURO DI STRASBURGO

Esiste anche un lato oscuro a Strasburgo: un lato che dimostra quanto ancora sia imperfetta la democrazia europea. Partiamo da una vecchia questione, che si trascina da anni senza soluzione. La sede dell'Europarlamento � divisa tra Bruxelles, la capitale alsaziana e il Lussemburgo. Il trasferimento mensile tra il Belgio e la Francia costa ogni anno ai contribuenti 200 milioni di euro. Una petizione online per chiudere questo circo viaggiante ha raccolto oltre un milione di firme. Invano. E non finisce qui: ancora non si � fatta vera luce sul caso delle indennit� -fino a 15.500 euro forfettari- concesse agli eurodeputati per pagare i propri assistenti. Un nuovo statuto cambier� da luglio le regole. Ma intanto un rapporto interno, lo scorso anno, � giunto a conclusioni imbarazzanti. Il deputato inglese Chris Davies � uno dei pochi ad averlo visto: "Almeno un conservatore britannico, Den Dover, ha pagato un milione di euro, prelevatI dal fondo per il rimborso degli assistenti, a un'impresa di propriet� dalla moglie e della figlia. Gli � stato imposto di restituirli, ma finora -dopo sei mesi- non si � visto un euro. Il politico � stato espulso dal partito, ma temo si tratti della punta dell'iceberg. Semplicemente non so quanti altri colleghi siano sotto indagine. Spero che il nuovo statuto degli assistenti, che impone che vengano pagati dall'istituzione stessa, rappresenti un passo nella giusta direzione. Ma temo che i deputati possano continuare ad abusare il sistema. Davies � un osservatore delle irregolarit� commesse a Strasburgo. In vista della nuova legislatura afferma che.:"Sono stati fatti due passi avanti e un gran passo indietro: l'abuso delle spese di viaggio, con la pratica di ottenere rimborsi superiori di quattro o cinque volte il biglietto, sar� evitato. Sar� pure impossibile assumere un membro della propria famiglia. Ma, ancora una volta, il gettone di presenza continuer� ad essere di 300 euro giornalieri, senza alcun controllo indipendente sulla presenza nell'emiciclo. E restano i 40mila euro di rimborso forfettario per l'ufficio, esenti da rimborsi giustificativi". Infine, il capitolo relativo alle presenze in aula. Diversi studi e ricerche hanno classificato i deputati italiani sia tra i pi� assenteisti in aula, sia tra quelli soggetti al maggior ricambio, incapaci di presidiare per davvero Strasburgo.
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