| Copyright Testo Natalie Paav 2004 |
| C o s i m o Tremavo e temevo il percorso della tua mano. Lentamente mi era arrivata al ginocchio, quando l'ho fermata con la mia. Le dita delle nostre mani si sono poi incrociate. Siamo rimasti cos� a lungo, mentre ero scossa da brividi di piacere e paura. I nostri occhi si fissavano in silenzio. Il tuo sguardo non era pi� quello baldanzoso delle tre volte precedenti. Sembrava quello di un bambino che ha paura di essere sgridato. Ti sentivo implorante quella fisicit� che m'ero illusa non ti servisse. Una parola di troppo avrebbe guastato tutto. Sentivo il calore del tuo respiro misto a fumo. Le nostre labbra si sono poi avvicinate e accostate. Ora respiravamo insieme, tutte le altre parti dei nostri corpi immobili. La mia mano destra ha poi lasciato la tua e s' � messa ad accarezzarti la testa. La tua mano libera � sparita ma non si � diretta verso di me. Tu, Cosimo, ansimavi mentre ti coprivo di carezze senza scendere sotto il collo. Passata per la cintola, la tua mano ti soddisfaceva all'interno dei tuoi pantaloni chiusi. Io ero contenta di cavarmela con cos� poco, almeno quella prima volta di contatto fisico. Mentre ti baciavo i lobi delle orecchie, il tuo respiro diventava sempre pi� affannoso. Poi un tuo sussulto, un tuo S� prolungato e i tuoi occhi beati e appagati. Siamo rimasti a lungo guardandoci e poi abbiamo ripreso a parlare dei cellulari. Allora tu, di nuovo spavaldo, ti sei messo a insegnarmi gli SMS... |
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| Le confessioni di Natalie Pagina 9 |
| C o s i m o Tremavo e temevo il percorso della tua mano. Lentamente mi era arrivata al ginocchio, quando l'ho fermata con la mia. Le dita delle nostre mani si sono poi incrociate. Siamo rimasti cos� a lungo, mentre ero scossa da brividi di piacere e paura. I nostri occhi si fissavano in silenzio. Il tuo sguardo non era pi� quello baldanzoso delle tre volte precedenti. Sembrava quello di un bambino che ha paura di essere sgridato. Ti sentivo implorante quella fisicit� che m'ero illusa non ti servisse. Una parola di troppo avrebbe guastato tutto. Sentivo il calore del tuo respiro misto a fumo. Le nostre labbra si sono poi avvicinate e accostate. Ora respiravamo insieme, tutte le altre parti dei nostri corpi immobili. La mia mano destra ha poi lasciato la tua e s' � messa ad accarezzarti la testa. La tua mano libera � sparita ma non si � diretta verso di me. Tu, Cosimo, ansimavi mentre ti coprivo di carezze senza scendere sotto il collo. Passata per la cintola, la tua mano ti soddisfaceva all'interno dei tuoi pantaloni chiusi. Io ero contenta di cavarmela con cos� poco, almeno quella prima volta di contatto fisico. Mentre ti baciavo i lobi delle orecchie, il tuo respiro diventava sempre pi� affannoso. Poi un tuo sussulto, un tuo S� prolungato e i tuoi occhi beati e appagati. Siamo rimasti a lungo guardandoci e poi abbiamo ripreso a parlare dei cellulari. Allora tu, di nuovo spavaldo, ti sei messo a insegnarmi gli SMS... [continua] |
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