mvs museo virtuale di scenografia, rivista on-line, servizi per lo spettacolo

 

torna alla home page

PROFILI BIOGRAFICI 
DELLA SCENOGRAFIA ITALIANA
DEL NOVECENTO

autori che hanno fatto scuola al Piccolo Teatro di Milano, schede tratte da:
Fabio Battistini e Caterina Pirina, Carlo Maria Pensa, Giancarlo Vigorelli
Gli spazi dell'Incanto. Bozzetti e figurini del Piccolo Teatro 1947-1987

 Edizioni della Provincia di Milano, 1987

Renè Allio
Nato a Marsiglia nel 1921, collaboratore di Roger Planchon al Thèàtre de la Cité di Villeurbanne, si affermo ben presto per le sue scenografie che seguivano il teatro epico-didascalico di Brecht. Passato alla regia cinematografica, ha diretto numerosi film (La viellie dame indigene, 1965; Les camisards, 1971).

Paolo Bregni
Milanese, nato nel 1937, ha studiato pittura e scenografia all'Accademia di Brera con Tito Varisco, suo insegnante di scenogecnica. Ha debuttato nel teatro lirico con La traviata di Verdi alla FEnice di Venezia. Sue sono le scenografie di quasi tutte le opere messe in scena da Lamberto Puggelli e quelle della Condanna di Lucullo di Brecth-Dessau allestita da Strehler alla Scala nel 1973.

Felice Casorati

Pittore, nato a Novara nel 1886 e morto a Torino nel 1963, esponente torinese della corrente "Novecento", si dedicò dapprima a studi di musica, poi si laureò in legge, per dedicarsi definitivamente alla pittura. Nel 1924 la sua personale alla Biennale di Venezia ebbe la presentazione di Lionello Venturi. Ottenuta la cattedra di pittura all'Albertina, vide la sua opera premiata con una serie di riconoscimento: premio Biennale di Venezia (1938), Internazionale di Parigi (1949), Premio Saint- Vincent (1949). Imponente la sua attività grafica, con xilografie, litografie, acqueforti. Si é dedicato anche alla scenografia, eseguendo molti bozzetti per il Maggio Musicale fiorentino. Vanno segnalate in questo ambito opere come La Vestale di Spontini (1933), Didone ed Enea di Purcel (1940), Idomeneo di Mozart (1947) e Le Baccanti di Ghedini per la Scala.

Mario Chiari

Scenografo e costumista, nato a Firenze nel 1909, ha conseguito la laurea in Architettura all'università di Firenze nel 1932, esordendo come scenografo con La Tancia di Michelangelo Buonarroti il giovane per il Maggio Musicale (1936). Molto importante è stato il suo apporto al rinnovamento della scenografia italiana di questo dopoguerra, a partire dalla famosa scena di Zoo di vetro per la regia di Visconti (1947), in linea con la nuova scenografia americana, sempre accompagnata da un forte cromatismo. Passato al cinema, ha lavorato fra l'altro a Carosello napoletanto di Ettore Giannini (1954), Le notti bianche di Visconti (1957), La Bibbia di John Huston (1966) e Ludwing, di nuovo con Luchino Visconti (1973).

Fabrizio Clerici

Nato a Milano nel 1913, laureato alla Scuola Superiore di Architettura, si avvia alla pittura a fianco di Alberto Savinio. Il suo debutto in teatro come scenografo avviene con La professione della Signora Warren di G.B. Shaw, regia di Tatjana Pavlova. Più che nel teatro di prosa, la sua vena artistica ha avuto modo di esprimersi meglio nella lirica e nel balletto.

Ebe Colciaghi

Costumista, nata a Monza nel 1921. La sua attività è strettamente connessa con le vicende del Piccolo Teatro, dove ha firmato i costumi per quasi un ventennio, a partire dallo spettacolo inaugurale, L'albergo dei poveri (1947). E' stata la fedele collaboratrice di Strehler non solo per l'attività teatrale del Piccolo, ma pure nel campo operistico. Ha lavorato tuttavia anche per il Teatro Stabile di Genova e per importati compagnie private.

Giulio Coltellacci

Nato a Roma nel 1916, ha iniziato come pittore, specializzandosi in scenografia all'Accademia di Belle Arti seguendo i corsi di Vincenzo Grassi. Aiuto dello scenografo Aldo Calvo negli anni 1942-43, debutta con Rebecca di D. Du Maurier, regia di G. Salvini (1945), firmandone scene e costumi. Disegnando per "Vogue", ha alternato l'attività di pittore e arredatore con quella di scenografo e costumista. Notevole è stato il suo contributo al rinnovamento dei modi scenografici sia in ambito teatrale (Gli straccioni, Riccardo III, La famiglia Antropus) che in quello operistico (Amahl e gli ospiti notturni di G. Menotti per il Maggio Musicale fiorentino) e cinematografico (Ulisse). Il suo notevole estro inventivo ha dato un considerevole apporto anche alla commedia musicale, collaborando per un trentennio con la famosa ditta Garnieri e Giovannini. E' morto nel 1983.

Orazio Costa

Nato a Roma nel 1911, diplomato all'Accademia d'Arte Drammatica diretta da Silvio D'Amico nel 1937, ha approfondito i suoi studi a Parigi come allievo di Jacques Coupeau. Il rispetto per il testo e la parola, unito alla sua concezione morale e religiosa, favoriscono l'incontro con la sacra rappresentazione e il dramma liturgico. Oltre al Poverello di Copeau, ai Dialoghi delle Carmelitane di Bernanos e a Processo a Gesù di Diego Fabbri, al Piccolo Teatro ha firmato spettacoli memorabili, come Sei personaggi in cerca d'autore e testi di Ibsen e Ugo Betti. Per anni insegnante all'Accademia d'Arte Drammatica di Roma, ha formato generazioni di attori e registi.

Tullio Costa

Nato a Roma nel 1916, fratello di Valeria e Orazio, ha studiato pittura all'Accademia di Belle Arti di Roma, per poi stabilirsi a San Paolo del Brasile, dove lavora come pittore e scenografo. Collabora con il fratello nei suoi rari rientri in Italia.

Valeria Costa

Scenografa e costumista, nata a Roma nel 1917, ha studiato pittura all'Accademia di Belle Arti, iniziando la sua attività nel 1937, con le scene e i costumi per una riduzione del Faust allestita da W. Fabro. Ha collaborato ai più significativi spettacoli messi in scena dal fratello Orazio (Ippolito di Euripide al Teatro Greco di Siracusa, 1954; I dialoghi delle Carmelitane di Bernanos, al Teatro delle Arti di Roma, 1955; I giganti della montagna di Pirandello al Teatro Nazionale di Bruxelles, 1963). Per il Piccolo Reatro ha firmato scene e costumi della Favola del figlio cambiato di Pirandello, La famiglia dell'antiquario di Goldoni, L'anitra selvatica di Ibsen. Negli ultimi anni si è dedicata in prevalenza alla pittura.

Luciano Damiani

Bolognese, nato nel 1923, ha lavorato alla Soffitta di Bologna con Memo Benassi e quindi al Piccolo Teatro di Milano, inizialmente come scenografo. La sua ricerca analitica, la scansione orizzontale dello spazio e il nitore luministico hanno raggiunto risultati eccezionali (El nost Milan, L'opera da tre soldi, Vita di Galileo, L'anima buona di Sezuan, Il giardino dei ciliegi). Negli ultimi anni, oltre a firmare anche i costumi, si è dedicato al cinema e, più di recente, alla regia lirica.

Gianfranco De Bosio

Nato a Verona nel 1924; a venticinque anni fonda il Teatro Universitario di Padova in cui - a fianco di Amleto Sartori - rivolge la sua attenzione  al teatro del Ruzante, mettendo tuttavia in scena (1953) anche un'interessante edizione dei Sei personaggi in cerca d'autore di Pirandello. Per un decennio alla guida del Teatro Stabile di Torino, senza tuttavia trascurare la televisione e il teatro lirico. E' autore anche di film come Il terrorista (1963) e La Bestia (1971).

Maria De Matteis

Nata a Firenze nel 1913, ha collaborato assiduamente in qualità di costumista con Mario Chiari, sia in teatro che in cinema, in opere di grande successo (come Ossessione di Visconti, 1943; La carrozza d'oro di Jean Renoir, 1953; Troilo e Cressida, regia di Visconti, per il Maggio Musicale fiorentino). Al Piccolo Teatro ha firmato un'indimenticabile edizione della Trilogia della villeggiatura di Goldoni.

Leonor Fini

Pittrice e scenografa, nata a Buenos Aires nel 1906 da padre argentino e madre italiana. Trasferitasi assai giovane a Trieste, si recò poi a Milano, dove avvertì l'influsso di Funi e della tonalità cromatica di Tosi e Carrà. Decisivo fu però il suo stabilirsi a Parigi (1933), dove frequentò fruttuosamente l'ambiente culturale di Breton e dei simbolisti francesi che la portarono alle sue prime esperienze di "disegni automatici". Ben presto maturò una simbologia onirica, ravvisabile nelle illustrazioni per testi di Sade, Poe, A. P. de Mandiargues. Ha realizzato numerosi décor e costumi teatrali, dal debutto con All'uscita di Pirandello per la Compagnia di Giovanni  Grasso ir (1944), ai balletti Opéra de Paris di Balanchine (1943), La Dame aux camélias di Milloss e Le spectre de la rose di Fokine, al Ratto del serraglio alla Scala (1951) e La vedova scaltra per il Piccolo Teatro, in felice collaborazione con F. Clerici. Ha lavorato anche in cinema, disegnando (su dipinti d'epoca) i costumi di Giulietta e Romeo di L. Castellani (1954), sempre unendo alla fantasia surrealista la sensibilità e la raffinatezza della sua gamma cromatica, con particolare attenzione ai materiali.

Ezio Frigerio

Nato a Erba nel 1930, ha studiato architettura al Politecnico di Milano ed iniziato assai presto la sua attività di costumista a fianco di Damiani al Piccolo Teatro, finendo poi anche le scene. La sua ricerca sullo spazio teatrale prevalentemente sintetica tende a sfondare lo spazio scenico, rinnovandolo di volta in volta.

Renato Guttuso

Nato a Bagheria nel 1912, caposcuola del Realismo italiano, studiò all'Accademia di Palermo con Pippo Rizzo. Nel 1931 espose alla Quadriennale di Roma, dove frequentò artisti come Mafai e Cagli, e nel 1932 partecipò alla mostra alla Galleria Il Milione di Milano che lo impose all'attenzione della critica. Si avvicinò poi al movimento di Corrente, con Birolli, Sassu, Manzù. Entrato nella Resistenza, dipinse opere di denuncia quali la Crocefissione (1942) e i disegni colorati della serie Gott mitt uns (1943). Fu attivo anche come scenografo, iniziando nel 1940 con scene e costumi per l'Histoire du soldat di Strawinsky, e lavorando in seguito per il Maggio Musicale fiorentino. L'Antiparnaso di Roma, La Scala di Milano, a fianco di registi famosi come Visconti, Strehler, Pasolini. E' stato sensibile interprete dei testi pirandelliani, fra i quali vanno almeno ricordati Enrico IV (al Teatro Pirandello di Roma) e La giara (all'Opera di Roma). E' morto a Roma nel 1986.

Emanuele Luzzati

Nato a Genova nel 1921, ha studiato a Losanna ed ha sperimentato le sue tecniche miste attraverso l'utilizzo di materiali poveri, approdando ad una personale visione favolistica e ricca d'invenzione. La sua esperienza nel campo del cinema d'animazione e la ricchezza del colore sperimentato nel lavoro di ceramista lo portarono ad effetti di grande suggestione. Ha lavorato per anni a fianco di Alessandro Fersen e dei maggiori registi.

Per una scheda più approfondita, clicca qui 

Teo Otto

Scenografo e costumista tedesco, nato a Remscheid nel 1904, studiò all'Accademia di Belel Arti di Kassel e al Bauhaus di Weimar. Dopo un intenso lavoro con registi d'avanguardia, all'avvento del nazismo si trasferì a Zurigo allo Schauspielhaus. Con Brecht firmò gli allestimenti del Berliner Ensemble, dove allo studio dei materiali poveri (tela, legno, iuta e stracci) fondeva una personalissima concezione dello spazio. E' morto nel 1965.

Gianni Polidori

Nato a Roma nel 1923, allievo di Renato Guttuso e Corrado Cagli, debutta nel 1946 con le scene del Woyzeck di Buchner (regia di Ettore Gaipa) all'Accademia d'Arte Drammatica. Da ricordare la stretta collaborazione con Luigi Squarzina e le sue scenografie per Morte di un commesso viaggiatore di A. Miller, regia di L. Visconti, e Il diario di Anna Frank per la regia di Giorgio De Lullo (Compagnia dei Giovani).

Virginio Puecher

Nato nel 1927 a Milano e formatosi al Piccolo Teatro, debutta nella regia nel 1957, con Lungo viaggio verso la notte di O'Neill. Fra i suoi allestimenti al Piccolo sono da ricordare Mercadet, L'affarista di Balzac (1959). Come nasce un soggetto cinematografico di Zavattini (1959) e L'istruttoria di Peter Weiss (1967). Ha lavorato in seguito per i Teatri Stabili di Genova e Torino, riprendendo anche, con la Compagnia degli Associati, La nuova colonia di Pirandello (1974).

Gianni Ratto

Nato a Milano nel 1916, ha frequentato la facoltà di Architettura e il Centro sperimentale di Cinematografia di Roma. Ha debuttato con Il lutto si addice ad Elettra di O'Neill (Compagnia Benassi-Torrieri, 1946) con la regia di Strehler, a fianco del quale ha proseguito la sua attività al Piccolo Teatro fino al 1954. Attualmente risiede in Brasile, dove svolge attività di regista e scenografo.

Guido Salvini

Nato a Firenze nel 1893, figlio d'arte, fu a fianco di Pirandello al Teatro d'Arte di Roma dal 1925 al 1928, in qualità di scenotecnico e regista assistente. Alla morte di Pirandello, Silvio D'Amico lo chiamò come insegnante di regia all'Accademia d'Arte Drammatica di Roma. il suo nome è legato alla messinscena di Questa sera si recita a soggetto e Sei personaggi in cerca d'autore di Pirandello e dell'Edipo re di Sofocle. E' morto nel 1964.

Amleto Sartori

Insegnante di scultura alla Scuola d'arte di Pietro Selvatico a Padova, inizia a modellare maschere per una lettura di poesie negre ideata da Agostino Contarello, ispirandosi al primitivismo dell'arte del Novecento. Insieme a De Bosio, regista dei Pettegolezzi delle donne, La cameriera brillante e La famiglia dell'antiquario, crea le prime maschere goldoniane per Arlecchino e Pantalone. L'attività al Piccolo Teatro ha inizio con le maschere neutre per la scuola di recitazione e poi per i vari allestimento dell'Arlecchino servitore di due padroni e dell'Amante militare. Con Sartori la maschera "trascende il limite della forma caricaturale per diventare strumento d'indagine, mezzo di individuazione della personalità recondita, veicolo capace di rievocare la più intima assenza" (Lanata).

Mischa Scandella

Scenografo, nato a Venezia nel 1921, ha svolto inizialmente la sua attività nell'ambito del Teatro Universitario di Padova con Giovanni Poli e Gianfranco De Bosio. Con quest'ultimo è stato anche alla guida del Teatro Ruzante, impegnato nella riscoperta del grande autore cinquecentesco, per il quale la sua vena coloristica ricca e corposa ha trovato - come per Goldoni - le realizzazioni migliori. E' morto nel 1983.

Luisa Spinatelli

Scenografa e costimista, nata a Milano enl 1941, ha frequentato l'Accademia di Brera, iniziando prestissimo come assistente alla Scala, dove ha debuttato con Francesca da Rimini di Zandonai. Si dedica indifferentemente al teatro di prosa e al balletto. Per anni assistente di Frigerio, ha svolto una lunga attività a fianco di Lamberto Pugelli, firmando i costumi di quasi tutti i suoi spettacoli.

Franca Squarciapino

Nata a Roma nel 1940, laureata in legge, inizia la sua attività di costumista a fianco di Ezio Frigerio per la televisione, e nel 1972 è al Piccolo sempre come assistente di Frigerio in Re Lear di Shakespeare. Da allora alterna il lavoro per il teatro di prosa con l'attività nel campo della lirica.

torna su

 

Hosted by www.Geocities.ws

1