| Mozart, Variazioni Kv Anh. 137 | |||||||||||||||||
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| Ascolta le Variazioni KV Anh. 137 di Mozart | |||||||||||||||||
| Questo ciclo, eseguito nella sua forma pianistica estremamente di rado, � tuttavia uno dei pi� belli ed interessanti della produzione mozartiana. Bench� si chiamino �Variazioni su un tema dal quintetto per clarinetto�, in fondo si tratta semplicemente della trascrizione dell�ultimo movimento in toto del quintetto stesso. Tale quintetto, come � noto, fu composto �su misura� per la personalit� e per le risorse, anche strumentali, di cui disponeva Anton Stadler, clarinettista e costruttore di clarinetti contemporaneo ed amico di Mozart. Questi, che sar� anche il dedicatario del Concerto per clarinetto, aveva operato alcune importanti modifiche al suo strumento, che veniva ad avere un�estensione ed un�agilit� molto maggiori di quelle dei suoi contemporanei. E Mozart, che era sempre interessato ed attratto dalle novit� �tecnologiche� nell�organologia del suo tempo, compose questi brani sfruttando appieno le nuove risorse che gli venivano offerte. L�ultimo movimento, in particolare, utilizza la forma del tema con variazioni proprio per dimostrare tutte le possibilit� dello strumento. Abbiamo variazioni in cui la bravura dello strumentista veniva richiesta da passaggi di agilit� di livello pre-jazzistico; altre in cui la dolcezza del timbro del clarinetto trova la piena possibilit� di espressione; altre in cui il quartetto d�archi (tra cui la viola) pu� a sua volta sfoderare le proprie risorse espressive. Dal punto di vista formale, questo ciclo, pur appartenendo alla maturit� di Mozart, non si discosta affatto dallo schema �classico� di variazioni: abbiamo variazioni tutte con lo stesso numero di battute del tema, salvo l�ultima; abbiamo il nostro bravo �minore�, e l�adagio, che, sia detto per inciso, � di una bellezza estrema; infine la coda, pi� uno sviluppo del tema che una variazione vera e propria. La sua inusitata lunghezza pu� essere motivata ricordando che in origine serviva da conclusione dell�intero Quintetto, non solo del breve ciclo di variazioni. Come nell�ultimo ciclo di variazioni per pianoforte, Mozart comincia tuttavia ad inserire qui dei traits d�union tra le variazioni, che vengono a formare un grande unicum non interrotto. Addirittura, prima dell�Adagio, abbiamo una piccolissima cadenza del clarinetto, a condurre verso il cuore espressivo del brano. |
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