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Beethoven, Variazioni WoO 79 su "Rule, Britannia"
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Fra i numerosi cicli di variazioni composti da Beethoven, sono tuttavia non moltissimi quelli che vengono abitualmente proposti nelle sale da concerto. Fra essi ci sono i cicli di variazioni per pianoforte e violoncello sui temi del �Flauto magico� di Mozart; e, sia detto per inciso, ci sembra significativa la scelta beethoveniana di comporre variazioni proprio su quei temi popolari che Mozart aveva inserito nel suo Singspiel. Sono di nuovo la semplicit� armonica e l�equilibrio metrico ad attirare il �variatore� ed a offrirgli le maggiori possibilit� creative.
Tra i cicli per pianoforte solo, godono di maggior successo le variazioni su Nel cor pi� non mi sento, dalla �Molinara� di Paisiello, forse a motivo anche della loro semplicit� tecnica, che le rende adatte anche ai primi anni di studio; le Diabelli, questo gigante della letteratura di tutti i tempi, che tuttavia richiedono un grande sforzo da parte sia dell�esecutore sia del pubblico; le
Variazioni in do minore, che analizzeremo fra breve, e le cosiddette Eroica-Variationen, sul tema di �Prometeo� dalla III Sinfonia.
Molto meno noti sono altri cicli, fra cui i due �inglesi�, cos� chiamati per la scelta del tema. Si tratta di due cicli vicini per spirito e data di composizione, costruiti a partire da due inni nazionali britannici. Il primo � l�inno �God save the King�, ancor oggi inno nazionale del Regno Unito; l�altro � il bellissimo inno �Rule, Britannia�, della Marina reale . Tali cicli furono composti da Beethoven in onore dell�Inghilterra, e per ringraziare spiritualmente il popolo britannico per l�accoglienza che aveva tributato alle sue opere.
Ricordiamo per� anche qualche fatto politico. Beethoven era stato un grande ammiratore di Napoleone, quando questi si presentava come l�uomo nuovo che avrebbe liberato popoli e nazioni dalle schiavit� ereditate dal passato. Era, per tanti suoi contemporanei, il prototipo del pre-romantico, il condottiero che portava una ventata di novit� in mezzo al decadimento ed all�oligarchia della situazione politica dell�epoca. E Napoleone trovo i suoi pi� fieri avversari proprio negli Inglesi; cosa a cui Beethoven non fu insensibile nel comporre un brano come la �Battaglia di Wellington�.
Nello scrivere questi due cicli, Beethoven non pu� non aver associato l�Inghilterra con lo stereotipo del �baluardo della tradizione�: si era appena nel 1802-03, ben 13 anni prima del Congresso di Vienna. Per questo motivo anche lo stile compositivo di Beethoven sembra adattarsi a questo stereotipo, e sembra regredire a stilemi settecenteschi.
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