(breve) storia delle Chitarre
La storia della chitarra comincia
in Arabia intorno al IX secolo, con il Liuto nella forma in cui lo conosciamo oggi.
Si sa però che la storia del Liuto è ancora più antica e che
ha le sue radici nell'antico Egitto, con l'arpa, e gli strumenti a corda in generale
nascono nella preistoria: bastava un arco ed una corda (magari anche una noce di
cocco come cassa acustica) e a quel punto la si poteva o pizzicare o strofinare con
un altro arco.
Fra il XII ed il XIII secolo il Liuto viene portato dall'Arabia in Spagna e di lì in Europa dove verranno apportate modifiche sia nella costruzione che nella tecnica di esecuzione in cui invece del plettro si useranno le dita con cui si ottiene maggiore ricchezza ed espressione di suono.
Nel XVI secolo, il suo periodo di massima diffusione, il liuto consisteva
di cinque corde doppie e la più acuta singola (venivano accordate per terze
o per quarte). Si sviluppò anche l'Arciliuto, più grande e con più
corde, per disporre di suoni più bassi nelle esecuzioni a più voci.
Sostituito dalla Vihuela, cadde in disuso prima in Spagna e poi nel resto del contiente
nel XVIII secolo.
Con il Liuto si potevano già suonare accordi con più di tre note, era
adatto per eseguire musiche per danze e accompagnamento di canti grazie al suono
breve e le note spesso erano scritte su fogli che riportavano le corde con su scritto
il tasto (o i tasti) da premere.
Durante il rinascimento si ritiene che sia con la publicazione dei Tres libros de
musica en cifras para vihuela (Siviglia, 1576) di Alonso Mudarra che sia cresciuto
l'interesse per la vihuela, prima considerato uno strumento poco serio.
Si avvicinano nuovi musicisti e si compone sempre più musica finché
durante il barocco venne aggiunta una quinta coppia di corde. Alla fine del periodo
barocco avvennero però i cambiamenti più significativi: le coppie vennero
sostituite da corde singole e da cinque si passò a sei corde.
Nel periodo Classico la chitarra si affermò come e quanto il Violino:
molti erano i compositori per Chitarra tra cui Fernando Sor e Paganini, che scriveva
sia per Violino che per Chitarra, e lo stesso Stradivari costruiva oltre ai Violini
anche Chitarre.
Nel 1817 Sor tenne un concerto alla London Philarmonic come solista stupendo il pubblico
con un'esecuzione incredibile.
Alla fine del XIX secolo la Chitarra era già stata scordata ma
a "resuscitarla" ci pensò Francisco de Assis Tarrega Eixea (1852-1909:
avete presete "Recuerdos de la Alhambra"?) che oltre a comporre si dedicò
anche a trasrivere per Chitarra compositori tra cui Bach, Beethoven, Chopin e Schumann.
Andrés Segovia (21 febbraio 1893 - 3 giugno 1987), detto "il chitarrista"
dopo una tournée in America nel 1928, fu un altro maestro spagnolo della chitarra
classica, generalmente considerato come il più importante sviluppatore della
tecnica e dello studio della chitarra di sempre. A soli sedici anni fece la sua prima
apparizione e qualche anno dopo si esibì a Madrid dove suonò pezzi
di Tarrega e qualche trascrizione sua di Bach. Mise a punto le corde di Nylon lavorando
con i liutai.
Con la nascita di complessi Jazz e Blues si cercò in seguito di risolvere
la limitata amplificazione delle chitarre classiche e acustiche. I costruttori cercarono
di costruire strumenti che permettessero di avere un volume maggiore e tonalità
simili alla classica.
Lloyd Loar, proggettista alla Gibson dal 1920 al1924, svolse i primi esperimenti
posizionando dei rilevatori in prossimità delle corde.
Nel 1931 Adolf Rickenbacker realizzò il primo Pick-Up elettromagnetico. La
prima chitarra su cui li montò fu una hawaiana elettrica chiamata Frying Pan
Guitar, commercializzata in due modelli A22 e A25.
Nel 1935 La Gibson comincia a produrre la Electric Spanish Guitar - ES150: un pick-up
e cassa di risonanza con apertura a f .
Nel 1941 Lester Polfus (in arte Les Paul) crea la The Log, un prototipo per la Epiphone:
era la prima fullbody (niente cassa acustica) e aveva le "ali" staccabili!

Nel 1946 Paul Bigsby, costruttore di moto e di chitarre, crea con il so amico Merle
Travis, cantante country, una fullbody. Il pubblico la vede durante le esibizioni
e Bigsby si fa un negozio sotto casa per stare dietro agli ordini. Le innovazioni
di questo modello sono nel corpo: è più comodo raggiungiere le note
alte, e le chiavi per accordare le corde sono tutte sullo stesso lato della paletta.
Si dice che Leo Fender abbia "copiato" la forma della paletta: in effetti
nel modello Broadcaster, del 1948, è simile, ma è pure "possibile
che i due abbiano semplicemente avuto la stessa idea contemporaneamente" (Dale
Hyatt, in The Fender Book di Tony Bacon e Paul Day).
Le due scuole:
Nel
1952 nasce la Les Paul. Potrei fermarmi quì senza aver bisogno di aggiungere
niente ma è più forte di me: due pick-up tipo Humbucker (i single coil
non reggono il confronto!) e solo i controlli necessari: volumi, toni e selettore
a tre posizioni. È a ponte fisso ma si può sempre modificare e aggiungere
una leva per il vibrato.
In ogni caso nel 1953 nasce l'altra pietra miliare: la Stratocaster. Forma che non
sente il passare del tempo (da allora continuano a produrla, e venderla), tre pick
up singoli ma che con il selettore a cinque posizioni possono anche funzionare a
coppia, tre potenziometri, uno per il volume e due per i toni, e leva del vibrato.
Da allora se ne sono viste di tutti i colori e di tutte le forme, più o meno tecnologiche e fatte nei materiali più vari, ma questa è un'altra storia.
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