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Egidio Moleti di Sant'Andrea

MARE NOSTRUM

- ROMA NELLA CIVILTÀ MEDITERRANEA -

capitolo XII

URTO DI TALASSOCRAZIE E RITORNO AL MEDITERRANEO

Urto di talassocrazie e ritorno al Mediterraneo: L'imperialismo britannico — Le origini del dominio navale britannico — La Regina Elisabetta e la pirateria — L'eliminazione della Spagna — Il colpo di grazia all'Olanda — Il secolare duello con la Francia — La guerra di secessione americana.

L'imperialismo britannico.

Secondo la morale britannica, per eliminare ad uno ad uno i competitori che l'avevano preceduta nelle nuove vie oceaniche e nei nuovi continenti, qualunque metodo appariva idoneo, purché servisse all'intento; così anche la pretesa di un diritto preesistente a quello dell'Olanda sul territorio da questa occupato nell'America Settentrionale, veniva sostenuta da un'assurda tesi di diritto, secondo la quale la Nuova Amsterdam apparteneva all'Inghilterra per la nazionalità inglese del suo scopritore; non importava se 60 anni prima Hudson fosse stato al servizio dell'Olanda, pervenendo a Manhattan con navi e marinai olandesi. All'improvviso gl'inglesi assalirono le colonie olandesi d'America e se ne impadronirono, auto-investendosene di tutto il dominio, dichiarandolo un bene della Corona e come tale, affidato al Duca di York, per governarlo in nome del Re d'Inghilterra.

Con lo stesso criterio, gli inglesi consideravano tutta l'America del Nord, terra di loro legittima pertinenza, sulla quale anche i Francesi si sarebbero assisi arbitrariamente. Un secolo prima non erano forse stati i Caboto a riconoscere gran parte di quelle terre in nome del Re d'Inghilterra? Procedendo per gradi e senza scrupoli, l'Inghilterra nel corso del secolo decimosettimo andò strappando alla Spagna, all'Olanda ed alla Francia i rispettivi domini, realizzando il più vasto e potente impero del mondo.

Si fece innanzi così la nuova Inghilterra che tutti conosciamo, mescolata alle cose d'Europa per quel tanto che era necessario a trovarvi al momento opportuno chi combattesse le sue guerre, impegnando i suoi avversari e consentirle frattanto di avere mano libera per tutti i mari e negli altri continenti, a ghermire all'improvviso qualunque preda, approfittando di situazioni incerte e di avversari deboli ed indifesi, portando così a compimento le sue prime imprese coloniali tutt'altro che brillanti e pulite.

Le origini del dominio navale britannico.

Vi era la Spagna impegnata nel continente nella guerra con i Paesi Bassi e con la Francia? Buon partito per aggredirla sul mare e nel Nuovo Mondo, dopo averla duramente provata con le efferatezze della sua pirateria, elevata a sistema brigantesco di sopraffazione e di rapina. Fu Elisabetta d'Inghilterra ad iniziare tale politica, che in lei fu determinata, oltre che da ragioni di astiosità personale per l'odio ereditato da Anna Bolena contro Caterina d'Aragona, da motivi settari quale regina di un paese protestante contro un regno rigidamente cattolico. Le condizioni dell'Inghilterra non erano tali da consentirle di potere affrontrare a viso aperto la potente rivale: mancavano i mezzi adeguati, ed il paese era di scarsissime risorse; la prima preoccupazione fu quindi quella di ostacolare il traffico fra le colonie americane e la Spagna ed impadronirsi delle ricchezze, che, questa andava a sua volta predando nel Nuovo Mondo. Alla bisogna l'Inghilterra provvide, incoraggiando la formazione di una marina corsara, primo embrione della sua potenza navale, che aveva il compito di attendere al varco le navi spagnuole, per depredarle dei loro preziosi carichi o assaltare città costiere indifese per saccheggiarle ed incendiarle; tutta la schiuma degli avventurieri senza scrupoli prese il mare ed ebbe fortuna, da Hatkins a Drake. Specialmente Drake si può dire che abbia deciso il destino talassocratico britannico, perché secondando rigidamente gli ambiziosi disegni della Regina Elisabetta, portò l'offesa lungo tutto il litorale del Pacifico annientando i presidi spagnoli e mettendo a sacco ed a fuoco tutte le colonie iberiche, dall'estrema punta della Patagonia alla California.

La regina Elisabetta e la pirateria.

Dopo le terribili e travolgenti scorrerie di Drake, elevato da filibustiere comune al grado di ammiraglio della prima flotta che con lui si andava costituendo, la regina Elisabetta non ebbe più timore di palesarsi nemica dichiarata della Spagna e la lotta continuò più feroce e accanita di prima.

Walter Raleigh, altro avventuriero navigatore, nel 1585 prese possesso di una terra della Florida che chiamò Virginia in onore della Regina d'Inghilterra, mentre Drake al comando di una vera e propria flotta ritornò a spargere il terrore nelle Colonie spagnuole e fu un vero flagello, perché tutto devastò al suo passare, senza che gli spagnuoli, presi di sorpresa, osassero attaccarlo sul mare.

Il ritorno di Drake, trionfante da tanta gesta epica benché spietata, galvanizzò gli inglesi verso il loro nuovo destino; ansia di dominio ed avidità di ricchezze sospinsero l'Inghilterra a realizzare il suo avvenire nel mare, ormai che la fortuna l'aveva assistita contro la potenza talassocratica più forte di quell'epoca.

L'eliminazione della Spagna.

Nel supremo tentativo di reagire alle prepotenze britanniche, per stroncare ogni velleità offensiva, Filippo II stava allestendo una grande armata ("La Grande Armada") per uno sbarco in Inghilterra a distruggervi il nido della pirateria e imporre sul trono dei Tudor, Maria Stuarda; informati a tempo, gli Inglesi prevennero il pericolo della imminente spedizione sulla loro isola e Drake ripartì fulmineo, per assalire a sua volta la Spagna nella penisola iberica, attuando con folle temerarietà, ed in senso inverso, il progetto di Filippo II. Così andava decidendosi a chi sarebbe spettato il predominio del mare e del mondo; Drake affrontò la flotta spagnuola cogliendola di sorpresa nel porto di Cadice, bruciando e catturando centinaia di navi da guerra e di commercio; nello stesso momento, la Grande Armata, che era già partita per la sua spedizione in Inghilterra, soggiacendo al tragico destino che ormai incombeva sulla Spagna veniva decimata e dispersa da una terribile tempesta.

L'ardimento di Drake e il favore della fortuna conquistavano così all'Inghilterra la supremazia dei mari, perché la Spagna rinunciò a favore dell'Inghilterra, ad ogni velleità nell'America del Nord, ove del resto i Caboto navigando al servizio dell'Inghilterra avevano inalberato la bandiera britannica fin dal principio del 1500.

Il colpo di grazia all'Olanda.

Eliminata la Spagna, erano rimasti Francesi ed Olandesi a dare ombra all'Inghilterra nel Nuovo Continente e, come abbiamo visto, anche l'Olanda ebbe il fatto suo, scacciata dall'isola di Manhattan e da tutti i possessi dell'America del Nord. Sino a questo momento, Francia ed Inghilterra avevano avuto interesse comune ad eliminare gli altri ; ora però si trovavano gomito a gomito nell'America del Nord, al Canada, ove entrambe, nell'estendere i rispettivi possedimenti, fingevano di ignorarsi l'un l'altra; tuttavia l'Inghilterra non credeva ancora giunto il momento di saltare addosso alla Francia; la Spagna, bene o male, era ancora in piedi e bisognava evitare che i rivali si coalizzassero. Nella politica del divide et impera è risieduto da vecchia data il segreto della egemonia britannica.

Il duello con la Francia.

Contemporaneamente, nelle Indie avvenivano fatti analoghi, provocati dall'invidia sopraffattrice dell'Inghilterra, che, impegnata però a fondo in America, qui si limitò a lasciar fare ai suoi armatori ed ai suoi mercanti; fin dal 1583 Stevens sbarcato a Surate vi aveva costituito la base della prima "Compagnia delle Indie". Gli inglesi per scalzare portoghesi prima e olandesi dopo si ingraziarono capi indiani, al cui servizio si misero per secondarli nel soddisfacimento delle loro rivalità, ricevendone in compenso tesori, privilegi, concessioni, terre, da cui sistematicamente scacciarono i predecessori. Nelle Indie, Francia ed Inghilterra si trovarono ancora alleate contro portoghesi e olandesi, ma nel dividere la pelle dell'orso, — come sempre accade, — litigarono ed i primi, ad averne la peggio furono gli inglesi, che rimasero scacciati dalle Indie e sostituiti ovunque dai Francesi.

La pace di Aquisgrana (1749) lasciò le Indie in possesso della Francia, ma era evidente che l'Inghilterra non si sarebbe rassegnata ad una tale gravissima perdita e nel 1756, malgrado le amichevoli disposizioni di Re Luigi, intraprese quella guerra famosa, detta dei Sette anni, che divampò tremenda come un incendio nel Continente, nelle Colonie, nelle Indie, in America.

La guerra doveva decidere il predominio del mondo a favore della vincitrice, ormai che ad una ad una tutte le altre contendenti erano state eliminate, ed alla fine, dopo numerose battaglie combattute con vicendevole alternativa, la Francia, vincitrice nelle Indie per terra e per mare, dovette capitolare, battuta sul terreno diplomatico ed in Europa e subire le durissime condizioni di pace del Trattato di Versailles del 1763, in forza del quale trasferì all'avida Inghilterra tutto il suo impero coloniale di tre continenti: il Canada, il Senegal e le Indie.

La Francia però rimaneva ancora, saldamente in piedi ed il secolare antagonismo, fra essa e l'Inghilterra, doveva ricominciare più tardi nel Mediterraneo.

La guerra di secessione americana.

La guerra terribile, combattuta in America anche dalle Colonie inglesi contro la Francia, se aveva ampliato la troppo facile conquista britannica dell'America, si era risolta in sostanza in una vittoria delle colonie, che avevano saggiato le loro possibilità e la loro forza. Adesso gli americani non avevano da scegliere più fra gli inglesi od i francesi; i valori si erano spostati; ora i coloni si domandavano se non fosse assai più conveniente per loro reggersi da sé e farne a meno degli stessi inglesi; l'esperienza subita dagli altri, li ammoniva a guardarsi in tempo dal pericolo maggiore che si addensava sulla loro libertà e sul loro benessere, la comune grave preoccupazione cementò per la prima volta la formazione del loro spirito unitario. Per lunghi anni, l'Inghilterra contrariata dalle delusioni, che le riserbavano i suoi figli, non degeneri, ma giustamente sdegnati verso una madre patria che prima li aveva ripudiati ed ora li reclamava per sfruttarli, cercò tenacemente, con feroce opera di repressione, di stroncare ogni tentativo di indipendenza, revocando nello stesso tempo tutti i privilegi e le concessioni, di cui fino ad allora i coloni avevano goduto.

Otto anni durò la guerra di secessione, asprissimamente combattuta fra i figli d'una stessa razza; l'Inghilterra, ferocemente cieca e rabbiosa, tentò fino all'ultimo di domare la ribellione in maniera spietata e vana; infine, gli eroici coloni ebbero la vittoria decisiva con la sconfitta totale ed irreparabile degli inglesi, che dovettero rinunciare a tutta l'America, all'infuori del Canada, dimenticato nella resa dei conti. Il 4 luglio 1783 si costituivano gli Stati Uniti d'America evacuati dall’Inghilterra, che intanto aveva ripreso la lotta nel Mediterraneo, per dare il colpo di grazia alla potenza francese, ivi, coalizzata contro di essa, assieme ai Borboni di Spagna, di Napoli e di Parma.

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