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MOVIMENTO FASCISMO E LIBERTA' |
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Egidio Moleti di Sant'Andrea - ROMA NELLA CIVILTÀ MEDITERRANEA - |
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capitolo XI LE NUOVE ROTTE DEL COLONIALISMO EUROPEO
La scoperta di Colombo. Il 12 Ottobre 1492 Cristoforo Colombo dopo 36 giorni di drammatica navigazione nella sconfinata ed ignota immensità dell'Oceano prendeva terra nell'isola di Guanahani nell'arcipelago delle Bahama, da lui ribattezzata S. Salvador; da qui il grande Genovese proseguì nella scoperta delle altre isole dell'Arcipelago, scoprì anche l'isola di Cuba che egli suppose la Cina, si fermò ad Haiti, ove lasciò un nucleo del suo equipaggio, prendendone possesso in nome di Dio e, dei Sovrani di Spagna. Nasceva così il primo dominio europeo d'oltre Atlantico e veniva regalato proprio da un genovese alla Spagna, nell'inconsapevolezza che la nuova scoperta avrebbe segnato la svalutazione del Mediterraneo e di conseguenza, il decadimento di quella stessa gloriosa repubblica, che nel 1451 aveva dato i natali a Colombo. Nei successivi viaggi, il grande navigatore scopriva ancora le Piccole, Antille e la Giamaica, l'isola di Trinidad e la penisola di Paria completando il rilievo litoraneo di tutte le terre dell'America Meridionale fino all'America Centrale, senza rendersi tuttavia conto delle prodigiose scoperte che andava effettuando, nell'erroneo presupposto di delineare i contorni dell'Asia Orientale, e, di identificare mari e terre dell'opposto versante delle spezie. Soltanto dopo la morte di Colombo, avvenuta nella generale indifferenza il 20 Maggio 1506 a Valladolid, l'umanità si rese conto del valore straordinario della scoperta effettuata dal grande italiano, al punto che la data di essa si prende come punto di partenza per identificare l'inizio di una nuova era: l'Era Moderna. Altri navigatori si posero sulle orme di Colombo e comprendendosi che le nuove terre costituivano addirittura un Nuovo Mondo, si rese giustizia alla memoria del grande Scomparso, che negli ultimi tempi della sua vita era stato tanto avversato ed amareggiato, ridotto in disgrazia ed in miseria perché non sarebbe stato capace di portare dalle Indie quella ricchezza di spezierie, tanto copiosamente attinta dai Portoghesi alle vere Indie con grande disappunto degli Spagnuoli. Pigafetta. Ma, quando più tardi l'italiano Antonio Pigafetta, che aveva diviso con Magellano le ansie ed il martirio dei suoi ardimentosi viaggi, pubblicò un'importantissima relazione di essi, documentando che le terre ed il mare toccati da Colombo costituivano nientemeno che un nuovo Continente ed un nuovo Oceano, la Spagna rivendicò la priorità delle sue scoperte ed ebbe inizio la lotta ad oltranza fra essa ed il Portogallo per la conquista del Nuovo Mondo, le cui ricchezze venivano sempre più conosciute ed apprezzate. I Pisarro e Cortes. I fratelli Fernando, Francesco e Gonzalo Pizarro, intrepidi avventurieri spagnuoli organizzarono, al servizio di Carlo V, coraggiose spedizioni nell'America del Sud e procedettero alla conquista del Perù (1531-1533), inviando in Spagna favolose ricchezze, appartenute al grande impero degli Incas; mentre qualche anno prima, nel 1523 Balboa aveva scoperto l'Oceano Pacifico, ponendolo sotto la sovranità del Re di Spagna, e Fernando Cortes aveva distrutto l'Impero degli Aztechi, conquistando altresì (1519-1535) alla Spagna il Messico ed altre terre dell'America centrale ed in California. Fu così possibile a Carlo V, assommando nelle sue mani il dominio di mezza Europa e delle vastissime colonie americane, potere orgogliosamente vantarsi che, nel suo Impero, il sole non tramontava mai. Vespucci. Nello stesso tempo, il Portogallo assumeva al suo servizio il fiorentino Amerigo Vespucci (1454-1512), grande navigatore della tempra di Colombo e cosmografo di fama, commettendogli di rilevare le nuove terre e di darne una esatta descrizione; il Vespucci adempì così bene alla missione, tanto che il nuovo continente rimase battezzato con il suo nome. Egli toccò per primo il Brasile, (1499) di cui, il portoghese Cabrai, sbarcando l'anno successivo su un punto da lui chiamato Vera Cruz, prese definitivo possesso in nome di Re Manuel di Portogallo, ponendo la prima pietra del potente impero coloniale portoghese. I Caboto. Frattanto un altro Genovese, Giovanni Caboto, nel 1496 organizzava al servizio di Enrico VII° Re d'Inghilterra un viaggio di esplorazione marittima sulle rotte tracciate da Colombo e scopriva il Labrador e l'isola di Terranova, su cui inalberava la bandiera britannica in segno di legittima presa di possesso; in successivi viaggi, effettuati sempre al servizio dell'Inghilterra e coadiuvato dai suoi valorosi figli Sebastiano, Luigi e Sanzio, estese la sovranità britannica anche sulle coste orientali dell'America del Nord, gettando le basi del grande impero inglese, ricevendone in compenso ingratitudine e persecuzione. Successivamente, anche il di lui figlio Sebastiano insegnava agli Inglesi l'arte del navigare e le regole della marineria, che da secoli, erano in uso dai legni italiani nelle acque del Mediterraneo; scopriva anche passandovi senza prenderne possesso la Florida; più tardi organizzava la prima Compagnia commerciale di esplorazione britannica ed effettuava i primi tentativi di colonizzazione in America. Navigava in lungo ed in largo per tutti i mari portando la bandiera inglese dal Catai all'Oceano Glaciale Artico fino ad Arcangelo e iniziando ovunque rapporti commerciali, gettava 'il seme fecondo dello splendido avvenire, cui si avviò poi l'Inghilterra. Giovanni da Verrazzano. A completare il quadro della colonizzazione transoceanica, con la presa di possesso dei navigatori ed esploratori, che, al servizio delle quattro grandi potenze marittime del tempo, ne determinarono gli orientamenti e gli sviluppi futuri, non omettiamo certamente il fiorentino Giovanni da Verrazzano, altra gloria italiana, che fatalmente era destinato a porre le solide fondamenta del primo floridissimo impero coloniale francese. Fu infatti Verrazzano a scoprire le coste atlantiche degli Stati Uniti e del Canada viaggiando al servizio della Francia, la quale poi con Giacomo Cartier ne prendeva definitivo possesso in successive spedizioni fra il 1533 e il 1541. Abbiamo visto così che in meno di un cinquantennio dall'inizio dell'Età Moderna. (1492) Spagna, Portogallo, Inghilterra e Francia fanno a gara nell'accaparramento delle nuove terre, la cui scoperta e la cui presa di possesso vengono dappertutto fatte dai migliori campioni della splendida razza Mediterranea, da italiani intrepidi e ardimentosi, che magnificamente crearono ricchissimi imperi per le egemonie altrui, mentre la loro Patria purtroppo era scissa, decadente ed oppressa, ma non doma! Lo spostamento dell'asse dei traffici mondiali verso l'Oceano Atlantico, determinò anche uno spostamento di posizione fra le potenze europee ed una gara egemonica per il predominio delle nuove terre. Alba del divenire britannico. Fatto nuovo ed interessantissimo fu l'entrata in scena dell'Inghilterra, che fino ad allora era rimasta dedita quasi del tutto alla pastorizia ed all'agricoltura nel suo appartato isolamento, quasi al di fuori ed estranea all'Europa. Fino ad allora, l'Inghilterra per la sua naturale ubicazione di isola nord-occidentale, ben lontana del Mediterraneo, non aveva partecipato alla vita pulsante che, in questo bacino, si era svolta ininterrottamente, come unico fulcro della civiltà dalle origini storiche alla scoperta dell'America. Le vie dell'Atlantico non avevano mai attratto i popoli mediterranei, nessuna necessità li stimolava ad uscire dallo stretto di Gibilterra; forse, all'infuori del periplo attorno all'Africa e degli altri viaggi compiuti dai Fenici, prima della spedizione di Cesare alle Isole Britanniche, nessun'altra occasione ebbero gli antichi di uscire dal Mediterraneo; per questo le genti nordiche, erano rimaste in uno stato ancora semibarbaro, ed, in ogni caso, assai meno evoluto del tenore di vita raggiunto dai mediterranei. Ultima ad inserirsi nella vita civile dei popoli d'Europa, l'Inghilterra rimontò ad uno ad uno tutti gli altri posti, piazzandosi in testa alle competizioni mondiali per la fortuita e fortunata coincidenza di trovarsi a metà strada sulle nuove vie oceaniche, in prossimità del continente americano, e perciò in condizioni di netto vantaggio su ogni altro concorrente. Senza la scoperta di Colombo, il campo dell'attività economica e delle lotte per l'egemonia mondiale non si sarebbe spostato, così presto e tanto facilmente, al di fuori del Mediterraneo e sulla strada dell'Inghilterra, essendo ben noto come il Grande Genovese, che si era riproposto un itinerario opposto, toccando la nuova terra, avesse erroneamente supposto d'essere giunto alle Indie orientali, non pensando nemmeno alla scoperta di un nuovo continente, tanto è vero che per l'errore, che nulla toglie alla sua gloria, gli indigeni dell'America sono ancora comunemente chiamati indiani. Sia detto però che, se con lo spostamento dell'asse della civiltà verso le nuove terre, ne soffrirono i traffici mediterranei e le città marittime italiane, rapidamente avviatesi verso la decadenza, l'Era che incominciò fu gloria italiana, perché italiani furono lo scopritore dell'America Cristoforo Colombo e tutti gli altri, che le scoperte geografiche perfezionarono ed ampliarono, insegnando agli altri popoli l'arte del navigare e gettando, per gli altri domini, le basi di fiorentissimi imperi coloniali. Gli Imperi di Portogallo e di Spagna. Sorsero così, prima un impero portoghese ed uno spagnuolo, che, in omaggio alle concessioni papali, sollecitate alternativamente ora dall'uno ora dall'altro, si erano andati spartendo tutto il Nuovo Mondo, quello scoperto ed anche... quello da scoprire, prendendo possesso delle nuove terre nell'apparente superiore scopo di convenirle alla religione cattolica per legittimare la loro sovranità con una divina investitura che l'avrebbe resa per sempre sacra ed intangibile. I primi ad intaccare la rispettiva sovranità furono proprio gli Spagnuoli ed i Portoghesi, che in luogo di solidarizzare per premunirsi contro gli appetiti altrui, si dilaniarono atrocemente in una secolare lotta antagonistica conclusasi con la disfatta del Portogallo. Infatti, il Portogallo che fino all'XI secolo d. Cristo aveva fatto parte della Spagna, costituitesi poi in stato indipendente, era stato riconosciuto come regno dai Re di Castiglia con il Trattato di Alcanises nel 1297 e si era avviato rapidamente a progresso notevole attraverso una magnifica attività marinara. Fin dal XV secolo i Portoghesi diedero l'impulso allo spostamento dei traffici verso gli Oceani, arrecando un fiero colpo al commercio mediterraneo delle spezie. Vasco de Gama nel 1498 toccò le coste del Malabar in India, portandosi al ritorno un primo prezioso carico di spezie. Già prima di lui Bartolomeo Diaz nel 1488 aveva doppiato il Capo delle Tempeste da lui ribattezzato Capo di Buona Speranza; ma prima ancora i Portoghesi avevano occupato le Azzorre, Madera e le isole del Capo Verde, e sotto Alfonso V l'Africano erano giunti al di là dell'Equatore, esplorando poi con Giovanni II le inviolate regioni del Congo. A questa attività marinara, che aveva per posta le mete dell'Oriente, il Portogallo fu spinto dalla sua situazione geografica; adagiato sull'Atlantico a ridosso del bastione occidentale del Mediterraneo, il Portogallo, pur subendo l'influsso della sua civiltà, non era riuscito a prendervi parte attiva per la presenza dei musulmani nell'Africa del Nord e nella stessa Spagna inferiore, che aliene impedivano l'ingresso. D'altro canto i traffici del Mediterraneo erano tutti in mano a Genova ed a Venezia, che possedevano scali, colonie, porti franchi e particolari privilegi nel Levante; sarebbe stato quindi assurdo per i Portoghesi pensare di potere vincere la concorrenza delle potenze italiane rimuovendo tutte queste posizioni precostituite e perciò si volsero alla ricerca tenace di raggiungere alle origini le fonti da dove il vicino oriente attingeva le ricchezza, che alimentavano il più intenso movimento commerciale italiano. L'espansione in Oriente. Il veneziano Marco Polo, che nel 1171 assieme al padre e allo zio si era recato dal Gran Kahan dei tartari trattenendosi ben 1.7 anni in Cina, aveva lasciato con "Il Milione" 1'itinerario che da lui era stato percorso, per giungere al Gran Katai (Cina) attraverso le sconosciute e misteriose regioni dell'Asia, dell'Armenia, alla Persia, all'India, alla Mongolia e altrove; i suoi racconti meravigliosi erano stati letti anche in Portogallo, inducendo gli audaci navigatori di cui questo paese fu prodigo, ad avventurarsi al di fuori del Mediterraneo verso quelle terre d'Oriente piene di fascino e di ricchezza. Nello stesso anno in cui Amerigo Vespucci scopriva per il Portogallo, il Brasile, Cabrai approdava a Calcutta in India, stabilendovi una stazione commerciale, base delle ulteriori conquiste che Alfonso de Albunquerque effettuò organizzando l'impero d'oriente colla presa di Ormuy, Goa e Malacca, esteso successivamente alle Isole della Sonda, alla Nuova Guinea e perfino al lontanissimo Giappone. Il Portogallo giunse così all'apogeo dell'espansione imperiale, ma l'immenso dominio era sproporzionato alle sue forze e le sue possibilità colonizzatrici presto si esaurirono, anche per le lotte ad oltranza che dovette sostenere con le potenze rivali e principalmente con la Spagna, della quale finì col diventare un Vice Reame, perdendo quasi tutte le colonie, perché mentre quelle americane passarono agli spagnuoli, quelle asiatiche caddero in possesso della "Compagnia delle Indie", che gli Olandesi avevano fondata nel 1602, dopo che sette anni prima le loro navi si erano spinte alla ricerca delle famose isole delle Spezie, raggiungendo e occupando Giava. Le Colonie Olandesi e l'Inghilterra. L'Olanda, che fino al 1582 aveva costituito assieme al Belgio i così detti Paesi Bassi, dopo la guerra con gli spagnuoli si era costituita in stato indipendente con l'unione delle sette provincie nordiche e, non più ostacolata dalla Spagna, eliminata dall'Inghilterra dono il disastro della "Invincibile Armada", aveva conseguito magnifico sviluppo, superando in breve tutti gli altri paesi nel campo dei traffici e dei commerci. Gli Olandesi avevano acquistato dagli indigeni l'isola di Manhattan (l'odierna New York) in scambio di qualche decina di dollari di mercanzie, costruendovi una fortezza per tutelarne il possesso e proteggervi gl'interessi della " Compagnia Olandese per il commercio delle pellicce " che s'era stanziata nell'isola, battezzandola la " Nuova Amsterdam ". Il possesso di questa isola era venuta agli Olandesi nel settembre del 1609 dall'inglese Hudson, che, viaggiando a loro servizio, aveva dato il proprio nome al fiume scoperto da Verrazzano nel 1523; ma fu un guaio per gli olandesi che il possesso di questa isola fosse loro venuto per mezzo di un inglese, perché più tardi gli inglesi, gelosi della potenza imperiale altrui, trassero pretesto; dalla insoddisfatta rivendicazione dell'isola di Manhattan, per aggredire l'Olanda. |