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MOVIMENTO FASCISMO E LIBERTA' |
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Egidio Moleti di Sant'Andrea - ROMA NELLA CIVILTÀ MEDITERRANEA - |
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capitolo X IL MEDITERRANEO DOPO LA SCOPERTA DELL'AMERICA
Le nuove vie marittime attraverso le quali, si avventurarono per primi i Portoghesi, con gli ardimentosi viaggi di Vasco de Gama attraverso l'Oceano Atlantico e l'Oceano Pacifico avevano apportato un fiero colpo al commercio ed ai traffici mediterranei di Genova e Venezia, ancor prima della scoperta di Cristoforo Colombo. Il commercio delle spezie. I ricchi prodotti dell'Oriente, le spezierie che venivano acquistate nelle Indie per vilissimo prezzo, venivano importate dai paesi mediterranei e costituivano fino alla metà del secolo decimoquarto monopolio dei Veneziani, che ne rifornivano tutta Europa a prezzi addirittura favolosi. Cosicché, quando i Portoghesi si mossero, riuscendo, malgrado il lunghissimo percorso oceanico, ad importare direttamente le preziose spezierie, constatarono che essi, pur riservandosi uri notevole margine di guadagno, potevano rivenderle ad un prezzo di gran lunga inferiore a quello praticato dalla Repubblica Veneta. Il fatto non dipendeva da esosità di Venezia; anzi per un certo tempo continuò a commerciare senza alcun margine e talvolta anche in perdita, pur di conservare i mercati degli altri paesi mediterranei, di Francia, d'Inghilterra, ecc.; gli era che le spezierie, prima di giungere ai fondaci Levantini, passavano attraverso i territori arabi e turchi, ove erano soggetti ad onerose gabelle, che sotto lo specioso pretesto di diritti doganali, di pedaggio o di scorta gravavano due, tre quattro volte sulla medesima mercanzia. Di conseguenza, quando Genova o Venezia prelevavano i carichi a Costantinopoli o ad Alessandria, il prezzo delle spezierie, era parecchie volte maggiore di quello che era stato pagato sui mercati di origine; all'incontro le spezierie importate direttamente dai bastimenti portoghesi venivano maggiorate solo delle spese di trasporto e potevano essere rivendute a prezzi di assoluta concorrenza su quelle di provenienza mediterranea. Non sembrò vero ai popoli dell'Occidente di potersi mettere in diretta comunicazione con l'Oriente, senza passare attraverso mari e terre intermedie e, sulla scia dei Portoghesi, si posero prima gli Spagnoli, poi i Francesi, gli Olandesi e gli Inglesi attivando sempre più le correnti dei traffici e dei commerci sulle vie dell'Atlantico, dell'Indiano e del Pacifico nel determinato proposito di ridurre il Mediterraneo ad una specie di mare morto. La prodigiosa fortuna, cui rapidamente ascese il Portogallo fu dovuta all'esercizio del monopolio delle spezie conseguito non soltanto attraverso l'operoso fervore della sua marina mercantile, ma in forza dell'energica duplice azione dimostrativa esercitata dalla sua marina da guerra bloccando l'imboccatura del Mar Rosso per impedire ogni contatto fra le navi egiziane e le navi indiane ed ostentando la sua minacciosa presenza nelle acque indiane, per imporre, decisamente, ai più restii la deviazione dei traffici verso le nuove vie oceaniche tenute dai portoghesi. La sopravvenuta scoperta dell'America diede il colpo di grazia alle fortune del Mediterraneo, svalutandone ancora l'importanza per la febbre d'avventura e per l'ansiosa bramosia di ricchezze, da cui furono tutti pervasi verso le nuove terre, spostandosi sempre più nell'Atlantico il fulcro della navigazione mondiale. L'irruzione dei Turchi. L'irruenta calata dei Turchi, che nel 1356, dall'Asia Minore erano dilagati nei Balcani, attestandosi a Gallipoli per prepararsi al successivo sbalzo, fu il principale fattore, determinante del decadimento della potenza e floridezza marinara di Genova e Venezia, grandi sopravvissute al tramonto delle altre città marittime italiane, che ovunque erano state costrette a cedere il passo alle repubbliche di San Marco e di San Giorgio. Con la caduta di Costantinopoli nelle mani dei Turchi, nel 1453 esalò dignitosamente l'ultimo respiro l'ormai decaduto Impero Bizantino, sulle cui spoglie si eresse avido di conquista e di dominio il semibarbaro Impero Osmanico, che nel corso di circa un secolo eliminava con una lotta senza quartiere, in cui rifulse l'epico valore dei Veneziani, Genova e Venezia da tutti i possedimenti territoriali in Oriente. Fu appunto perché il Levante Mediterraneo era funestato da queste burrascose vicende, che riuscì più facile ai Portoghesi di prevalere con le nuove vie di navigazione, presto solcate anche da altri popoli rimasti fino ad allora in condizioni di mediocrissima importanza. La reazione di Venezia. Malgrado tutto, Venezia non si rassegnò affatto alla nuova situazione e tentò fino all'ultimo di recuperare le posizioni perdute. In previsione di quanto sarebbe accaduto nel mondo moderno, Venezia nel 1517 incaricava il Consiglio dei Dieci di predisporre un progetto per l'apertura del canale di Suez, studiando la maniera di congiungere le acque del Mediterraneo con le acque del Mare Rosso, onde scongiurare il pericolo che il Mediterraneo venisse ridotto ad un lago chiuso dopo il disorientamento prodotto con i viaggi di Vasco de Gama, di Colombo e degli altri. Ma difficoltà di vario genere si frapposero e soprattutto l'impossibilità pratica dell'attuazione, dato che il dominio di quella parte del Mediterraneo e delle terre adiacenti era in mano dei Turchi; senza perdersi d'animo Venezia cercò di conservare il suo primato nel Mediterraneo, persistendo nei traffici con i porti levantini, ma la disponibilità delle spezie andava sempre più diminuendo, tanto che le galee non trovavano più di che caricare le capaci stive. Gli era che le spezie non affluivano più ad Alessandria perché gli importatori non avevano più interesse a continuare in tale commercio, visto che sui mercati di Lisbona le spezie si vendevano a prezzi di gran lunga inferiori a quelli cui sarebbero stati venduti ad Alessandria dopo essere passate attraverso tutti i balzelli di terra del Soldano. Più che le nuove vie oceaniche, contribuirono i Turchi a fare distogliere il commercio delle spezie dalle vie del Mediterraneo, perché se avessero aderito alle richieste di Venezia facilitando i trasporti ed evitando il pagamento di tutti i tributi che venivano imposti ad ogni passo, Venezia avrebbe potuto resistere e sostenere la concorrenza della piazza di Lisbona. Tuttavia i veneziani seppero dimostrare il loro indomito valore in tutti gli scontri che ebbero proprio contro i Turchi per conservare le loro colonie ed i loro privilegi in Oriente; lunghe guerre vennero combattute con numerosissimi aspri combattimenti terrestri e navali, in cui rifulse l'eroismo dei Veneziani dalla resistenza prodigiosa di Cipro all'epopea di Lepanto, decisiva per le sorti della cristianità. Una parte importante ebbe anche Venezia nelle competizioni Mediterranee contro la Spagna, ove intervenne l'incipiente potenza inglese; quando Venezia fu minacciata dal viceré di Napoli Duca di Ossuna, Venezia chiese ed ottenne l'intervento inglese e bastò la sola minaccia dell'intervento per scongiurare la minaccia; si manifestava così la funzione equilibratrice che l'Inghilterra nei secoli successivi avrebbe dovuto effettuare nel Mediterraneo di concerto con la decisiva partecipazione italiana, come oggi la situazione va definitivamente orientandosi. Rivalità franco-spagnola nel Mediterraneo. Le due grandi nazioni che si disputano l'egemonia in Europa: la Spagna di Carlo V e la Francia di Francesco I fanno dell'Italia la loro pedana ed ivi combattono la gigantesca lotta per il predominio anche nel Mediterraneo occidentale, onde mettersi le spalle al sicuro nel momento in cui più intensa è la competizione fra i due grandi imperialismi rivali, rivolti alla conquista del nuovo Continente. La Spagna, dopo avere coronato l'unità nazionale con le propizie nozze di Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona, è riuscita a liberare l'ultimo suo territorio dalla presenza dei Musulmani, ponendo alfine in Granata liberata la prima pietra del suo splendido divenire, perché proprio lì Cristoforo Colombo ottenne mercé l'interessamento appassionato della soave Isabella, di potere realizzare la sua stupenda impresa. Pochi lustri dopo la scoperta dell'America, la Spagna assurgeva con Carlo V a potenza e grandezza mai raggiunta, e mentre negli Oceani e nel nuovo Mondo cominciava ad urtare l'ancora adolescente Inghilterra, nel Mediterraneo seriamente preoccupava la Francia che ne temeva l'accerchiamento. Il deviamento dei traffici. Se economicamente, perciò, la scoperta dell'America deviò la corrente dei traffici e del commercio europeo portandola al di fuori del Mediterraneo, ancor più che non l'avessero fatto i grandi navigatori portoghesi, che con Bartolomeo Diaz e Vasco de Gama avevano doppiato prima il Capo delle Tempeste, ribattezzato poi in Capo di Buona Speranza, per l'importazione delle spezierie dall'Oriente, politicamente, invece diventò la mira delle potenze rivali. Fra queste come abbiamo visto, Spagna e Francia, entrambe sospinte dalla necessità di preservare la propria sicurezza per non rendere effimere le conquiste del Nuovo Continente. La Francia, specialmente, più debole e pervenuta in ritardo della Spagna a consolidamento statale, avrebbe voluto alleggerire la pressione degli spagnuoli al suo fianco, espandendosi verso l'Italia e da qui attraverso la penisola le isole conseguire quella posizione strategica mediterranea, che avrebbe potuto renderla invulnerabile rispetto alla Spagna, consentendole così di passare dalla difensiva all'offensiva. La Spagna, mirando a sua volta all'Italia con lo stesso intendimento, ma anche in funzione antimusulmana, si era insediata nelle isole del Mediterraneo occidentale ed aveva il possesso della Sicilia, da dove poteva sorvegliare meglio i Saraceni che erano signori di tutto il litorale d'Africa, attraverso i sultani barbareschi. I corsari barbareschi. La svalutazione del Mediterraneo coincise con l'apogeo dell'Impero Ottomano, perché in quello stesso torno di tempo i Turchi si impadronirono malgrado la tenacissima resistenza di Genova e Venezia delle colonie floridissime che esse possedevano, culminando nel 517 con la conquista dell'Egitto da parte del Sultano Selim I. I Turchi dominavano in tutto il Mediterraneo orientale e centrale dopo l'avvenuta conquista dell'Egitto, benché per secoli tale primato fosse stato loro contrastato palmo a palmo dall'intrepida Venezia; anche nel Mediterraneo occidentale i Turchi spadroneggiavano per interposta persona attraverso i sultani barbareschi installati ad Algeri, a Tunisi, in Berberia veri despoti di quel mare attraverso le impunite scorrerie piratesche che non risparmiavano alcuna nave... Mentre l'Italia fatalmente taceva, l'attenzione delle nuove egemonie europee era rivolta verso la terra fascinosa, la cui grande scoperta era stata iniziata da Colombo, sulla cui scia tutti gli altri navigatori ed esploratori succedutisi si posero; l'asse delle competizioni mondiali si era spostato ormai verso l'Atlantico e le Americhe; il Mediterraneo tuttavia rimase teatro della rivalità fra i vincitori delle competizioni oceaniche, che ad esso ritornarono specialmente quando ricacciati dalle Americhe, dopo l'apertura del Canale di Suez e la spartizione dell'Africa, il Mediterraneo ridiventò il cuore dei traffici e della civiltà mondiale. |