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| Quindicesimo giorno Anno Duemilaecinque Primo mese anno duemilaecinque Come tutte le mattine il mercante si diresse alla sua bottega per l�apertura. Procedeva con fare guardingo, scrutando tra le ombre che si stavano appena dipanando: a quell�ora erano ben pochi coloro che si avventuravano per le strade, ma in una citt� ancora profondamente addormentata tutto poteva accadere. Mentre camminava, incontr� la ronda della guardia civica e si rilass� leggermente, anche se, osservando il loro equipaggiamento, quei soldati gli parvero poco disciplinati. Nulla a che vedere con le truppe reali, pens� lievemente contrariato. Il comandante di quella milizia gli rivolse un cenno di saluto, che lui ricambi�: i due si conoscevano ormai da molti anni e una piccola integrazione al magro stipendio dell�ufficiale garantiva che quella ronda sarebbe passata molte volte a poca distanza dalla sua bottega. Entr� finalmente nella piccola piazzetta dove si trovava la sua attivit�. Tutto era ancora immerso nel silenzio e solo un lieve scalpiccio di una scopa testimoniava che non era da solo: un uomo stava armeggiando con un robusto attrezzo fatto di frasche, e scandiva le ampie e metodiche arcate con le quali puliva la superficie pavimentata con una allegra filastrocca: �Cadono le foglie, lo spazzino le raccoglie�� �Stai zitto, imbecille, che voglio dormire!� grid� qualcuno da una delle finestre che costellavano quello spiazzo. Il mercante rise di gusto, ma il sorriso gli mor� sulle labbra quando scorse un fagotto informe ai piedi del portone d�ingresso della sua bottega. Quello era senz�altro un uomo. Era forse morto, si chiese con timore. �Ehi tu!� chiam� quando si trov� a pochi metri da lui. Nessuna risposta� �Ehi dico a te!�url� ancora. Un lieve movimento segu� a quel richiamo e il mercante, lievemente rinfrancato, gli si avvicin� e vedendo che l�uomo riverso non accennava a muoversi, gli inferse alcuni piccoli calcetti sulla schiena. Lo sconosciuto, un vecchio dalle vesti lacere e sporche che evidentemente dormiva della grossa, si svegli� di soprassalto e con fare indignato afferm�: �Dico io, � questo il modo di svegliare un povero disgraziato?� �Appurato che non sei morto� rispose atono il mercante �Sei forse ubriaco? Che ci fai davanti alla mia bottega?� �Che domanda stupida, stavo dormendo, forse non si vedeva?� rispose lo sconosciuto �Senti, vai un po� a dormire da un�altra parte: io devo lavorare�. Detto questo si disinteress� di lui, dandogli le spalle e apprest� ogni cosa per l�apertura. Mentre attendeva che la citt� si risvegliasse, not� distrattamente che lo sconosciuto si era effettivamente spostato dal suo originario giaciglio, per sedersi dall�altra parte della strada, proprio di fronte alla sua bottega. Sorrideva e diceva qualcosa hai vari garzoni che iniziavano ad affaccendarsi agli ordini dei loro rispettivi datori di lavoro. Ne aveva per tutti, quel vecchio burlone, anche per questi ultimi: allo speziere diceva che il lavoro toglie il sale della vita, al ciabattino, che era intento a risuolare scarpe e stivali, ricordava che i suoi piedi callosi non avrebbero mai avuto bisogno delle sue cure. A carpentieri e falegnami, ricoperti di sudore e segatura, faceva notare con fatalismo che le loro fatiche sarebbero state prima o poi preda di tarme e intemperie. All�inizio coloro che avevano a che fare con lui gli rispondevano seccati, ma ben presto anche tra i pi� ottusi fra loro si fece largo un sorriso divertito e il vecchio venne tollerato, come se facesse parte integrante della piazza stessa. Il mercante di gioielli osserv� quello sconosciuto con crescente meraviglia: quando aveva stabilito l� la sua attivit� aveva faticato anni per farsi accettare dai suoi vicini. Quel vecchio, pur mantenendo un atteggiamento sfrontato e strafottente, si era fatto ben volere da tutti in breve tempo e anche l�austero capitano della guardia civica, solitamente inflessibile con i vagabondi, sorrise divertito leggendo il cartello che quel mendicante aveva collocato davanti a s�: �Accetto anche lettere di credito� Il vecchio, sadicamente, non aveva dimenticato il brusco risveglio di quel mattino, e concentr� le sue canzonature sulla clientela del mercante, scoraggiando gli uomini nell�imbarcarsi in una spesa che sarebbe alla lunga risultata vana: quegli inutili ninnoli, diceva, non avrebbero infatti trasformato in sirene le loro compagne. La giusta ira delle donne veniva, infine, placata dalle indicazioni del vecchio, la cui natura girovaga gli permetteva di conoscere altri mercanti con prezzi notevolmente inferiori. La cosa si ripet� il giorno seguente, quello ancora dopo e quello ancora seguente, per molte settimane, riducendo in maniera consistente gli introiti del mercante. A tal punto che quando un nobile gli si rivolse per fargli confezionare una spilla in oro e diamanti, si rese conto di non disporre nemmeno del capitale necessario per acquistare la materia prima. Pens� di chiedere un prestito, ma mettersi nelle mani di uno strozzino lo spaventava: quella era gente priva di scrupoli e pronta a rinegoziare indiscriminatamente il tasso di interesse pattuito. Decise, dunque, di agire in altro modo, fornendo al suo artigiano di fiducia pietre adulterate ad arte. Quest�atto sarebbe risultato certamente sconosciuto, se la nobile dama in questione non avesse anteposto la passione del gioco alla sua vanit� femminile: mancandole, infatti, moneta sonante con cui incedere in quel vizio, si era rivolta a un banco di pegni ricevendo una valutazione notevolmente inferiore alle sue aspettative. La donna aveva, dunque, denunciato la truffa alle autorit� e il mercante coinvolto in quell�imbarazzante scandalo era stato costretto a chiudere bottega. Ridotto sul lastrico e ormai rovinato aveva preso ad aggirarsi come un vagabondo per le strade della citt�. Non sapendo cosa mangiare, per sopravvivere frugava tra i cumuli di spazzatura che intasavano i bordi delle strade, contendendo il cibo ai cani randagi. La notte era qualcosa di infernale: pi� volte venne derubato da altri diseredati come lui e una volta, incrociando la ronda della guardia civica, era stato riconosciuto e violentemente malmenato dal capitano di quella milizia, che non gli perdonava il mancato pagamento della tangente di cui godeva. Una mattina, quando il sole aveva appena iniziato a rischiarare la linea dell�orizzonte, vinto dalla nostalgia, volle tornare nella piazza in cui per anni aveva vissuto e lavorato. Vedendo il consueto andirivieni mattutino quasi gli vennero le lacrime agli occhi; il suo sguardo, per�, si aggrond� alla vista del vecchio mendicante. Egli era seduto come al solito davanti a quella che ora era la sua ex bottega, intento agli scherzi come sua abitudine. Quando da lontano vide e riconobbe il mercante ridotto in rovina, il suo sorriso sarcastico si spense: si alz� e gli si avvicin� parlandogli gentilmente. Lo accompagn� da un fornaio che conosceva e lo fece rifocillare con alcune pagnotte appena sfornate. Il sapore e il profumo di quel pane ancora caldo furono per lui una vera delizia: il rancore che provava verso il vecchio scomparve all�improvviso sostituito da una genuina riconoscenza. Ma quando l�ex mercante accenn� a ringraziarlo, il mendicante tese una mano per bloccare quello sfogo verbale. �Siamo compagni, ora� disse infine �Che credevi? Anche il non far niente � un�arte: io per apprenderla ci ho impiegato tutta la vita�. Ser Merk �Non fare agli altri quello che vorresti che loro facessero a te. I loro gusti potrebbero essere diversi�. B. Shaw |