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| Ventottesimo giorno Dodicesimo mese anno duemilaequatto C�� qualcosa di strano appoggiato sul comodino� �ascolto il respiro di questa notte, che pare diversa dalle altre notti che ho vissuto, il respiro si gonfia e sale nell�aria, perdendosi tra le poche nuvole che lasciano spazio ad un sorriso di luna. Mi sono messo qui a contare i giorni trascorsi, le parole dette, ma alla fine mi perdo e cosi sono costretto a ricominciare da capo, sperando che stavolta sia quella buona. Sono sicuro che quando avr� finito, mi render� conto che ho fatto un buon lavoro, d�altronde ci ho messo dell�impegno. Sai non � facile aver da custodire un cuore, si corre il rischio di perdersi, e pure tu, quando avverti quella strana sensazione di freddo ed abbandono, se tu ci facessi caso, vedresti che non sono poi cosi lontano, basterebbe la mia presenza in qualche tuo pensiero per rincuorarti, d�altronde non sono certo io a controllare tutto il resto che ci gira intorno. Certo, di strada ne ho ancora da fare, ci sono degli amici che ne hanno viste tante e tante, che anche se la loro pelle � rosea come quella di un bambino, il loro spirito presenta i tratti di una anziana figura in barba bianca�ma non siamo mica tutti uguali, ognuno ha i suoi tempi e poi, tante volte, guardando quelli dall�altra parte qualche dubbio si crea. Ok adesso la smetto, altrimenti mi becco un espulsione diretta, per negligenza! Posso dire con certezza che le soddisfazioni sono tante, il solo fatto di vederti sorridere, e sapere che a provocare quel sorriso � stato il mio contributo, mi ripaga di ogni cosa. Vorrei poter entrare nei tuoi sogni di tanto in tanto, solo per coccolarti un pochino o farti un po� di dispetti, per raggiungerti anche li, e condividere qualcosa di nuovo insieme, ma in certi posti, sei solo tu che mi ci puoi accompagnare, solo se tu lo vuoi... I tuoi pianti, gli errori e lo sconforto che in certi momenti ti prende, a volte potrebbe sembrarmi stupido al confronto di mali peggiori che il mio sguardo ha catturato in passato, tuttavia un po� ho imparato a capire e capirti, anche le piccole cose a volte possono generare grandi tristezze, perci� provo a non lasciare nulla al caso, tendendo l�orecchio ad ascoltare ogni minima variazione del tuo cuore. Quando sono arrivato qui, sapevo, che non sarebbe stato come sui deplian, ma d�altronde nessuno �nasce imparato� (come diceva un vecchio amico), e perci� un po� alla volta cresco insieme a te, fino a quando non mi diranno che � il momento di lasciarti andare. L�idea un po� mi spaventa, ma il fatto di averti vissuto, e di averti dato un po� di me, mi rester� per sempre�buonanotte� �sono ancora immobile con questa cosa stretta tra il polpastrello del dito pollice e l�indice, la sto osservando ed il suo candore pare quasi irreale, serro le labbra e soffio e cosi, quella piccola piuma vola via, uscendo dalla finestra aperta su una notte d�inverno. Ser Merk La realt� � pi� strana di ogni immaginazione. Edgar Allan Poe |