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| Venticinquesimo giorno Decimo mese anno duemilaequatto Ad una cara amica� Alle prime luci dell'alba, il rumore degli zoccoli di un cavallo si ode attraverso il sentiero che conduce al villaggio. Una tiepida figura, si scorge in lontananza, accompagnata dai fiochi raggi del sole che si affacciano all'orizzonte, cominciando ad accogliere tra le loro braccia, le prime forme di vita sveglie da non molto, ma che gi� sgomitano come formiche operaie nei campi ad est del villaggio. La figura si fa pi� colorita man mano che avanza, lasciando intravedere un lungo mantello sollevato nella brezza mattutina, che ondeggia accompagnando il cavalcar del destriero. L'umana presenza che monta in sella presenta i segni di una primaverile giovinezza; due grandi occhi sognanti e fieri osservano il cammino che gli si para davanti mentre le labbra conformano un sorriso sereno come fosse l�effige di rappresentanza del cavaliere, che stringendo le briglia frena il rincorrere del nero. Le iridi corvine, scrutano la soglia di una casa ove una donna in lacrime siede singhiozzando stringendo le gambe come farebbe una bambina. Staccando il piede sinistro dalla staffa , scende lentamente da cavallo, avvicinandosi poi verso la doma, si ferma a pochi passi da lei, piegandosi sulle ginocchia: �Milady perch� piangete?� <sussurra con voce profonda e pacata il cavaliere >. La dama asciugandosi appena gli occhi con il lembo della manica del vestito, abbozza timidamente una risposta, incerta e stupita nel vedere un cosi nobil cavaliere che si cura di lei: �Sono stanca di tutto�<alzando leggermente il tono della voce > stanca e non credo che vi interessi altro� <chinando poi il capo tra le ginocchia strette vicino al petto >. <il misterioso straniero, porta una mano dietro la schiena, sfilando d�incanto una rosa e ponendola d�innanzi alla donna > �Milady suvvia guardate il sole, ieri pareva scomparso dietro le nuvole ed era coperto da un alone di tuoni e lampi �ahhhhh che pioggia � scesa ieri�� <nota che la dama alza appena lo sguardo seguendo ogni sua parola > �..invece stamane eccolo di nuovo qui a sorriderci, splendente e solare come non mai� l�avreste mai detto? <la donna si tranquillizza alzando il volto e attendendo che il cavaliere proferisca altro, mentre gli occhi si posano sulla rosa, allungando la mano e prendendola > �Sapete cosa dovete fare? Non pensateci, vi alzate fate una corsa urlando e sfogandovi fino a quell�albero di noci <indicando con il dito un vecchio albero ad un centinaio di passi dalla casa > e quando l�avrete fatto vedrete che vi sentirete meglio � <sorride di un sorriso splendido paragonabile al radiar dei raggi che lentamente sollevano la grossa palla infuocata portando luce in ogni angolo > �Dite?� <mormora la donna accennando un timido sorriso > �Per dinidirindina ne sono certo� lo visto fare anche ad un r� tanto tempo fa, <alzandosi e muovendo le braccia come per arricchire il suo racconto > era iracondo perch� durante una caccia alla volpe, il furbo animale era riuscito a scappargli facendolo oltretutto cader da cavallo� avrebbe voluto far tagliar la testa a tutti coloro che risero di lui, ma il vecchio e saggio mago gli diede questo medesimo consiglio che do io a voi�e�<allargando i palmi delle mani come per compier un incantesimo > Patapuff�tutta la rabbia svanii, lasciando il posto ad una voglia matta di festeggiare�..ohhhh che gran ballo quella notte <alzando lo sguardo al cielo come per rimembrare i tempi andati >. La dama lentamente e con un po� di timidezza, si alz� in piedi , rinfrancata e colpita dal racconto del generoso cavaliere, gli diede la rosa che teneva in mano e guardandolo come per approvazione, volto le spalle osservando il vecchio albero, socchiuse per un istante gli occhi inspirando a pieni polmoni, mentre il cavaliere sussurr� con voce appena percettibile �forza correte e sfogate la vostra rabbia, e mentre correte gridate a squarciagola ci� che desiderate�..� la voce svanii al primo passo della donna, seguito subito dal secondo accelerando sempre pi� �i passi si fecero corsa forsennata fino a quando un urlo usci dalla bocca della dama, sprigionando sentimenti contrastanti come rabbia e gioia�.una parola si udi perfettamente distinguibile risuonando per la strada�.FELICITA�!!! . Il respiro affannato della donna, freno d�innanzi al grande albero, improvvisamente gli pareva di sentirsi pi� leggera, come se un grosso peso fosse scivolato via durante la corsa consentendogli di correre pi� veloce�. La dama dopo un attimo di riflessione si volto cercando il volto amico del cavaliere che gli aveva dato il prodigo consiglio, ma invece di rivedere il viso del uomo, trov� il piccolo figlio che se ne stava sull�entrata di casa, con indosso ancora li pigiama probabilmente sveglio da poco, e tra le dita della piccola mano destra teneva la rosa osservandola con curiosit��. Una sola frase disse la giovane creatura �Mamma perch� gridi cosi?� <sorridendo stupito di aver udito la madre strepitare in quel modo>. La donna sorrise senza dire nulla, e con la gioia nel cuore ritorn� a casa dal suo piccolo�. Ser Merk �A tutti buonanotte dico intanto, finito � lo spettacolo e l'incanto. Signori, addio, batteteci le mani, e Robin v'assicura che domani migliorer� della sua parte il canto�. W. Shakespeare |