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Ventesimo giorno,
Decimo mese dell�anno Duemilaequattrocento


"Certe mattine ti svegli e fai fatica a scendere dal letto. La giornata che ti aspetta assume le sembianze di un mostro tentacolare, con le fauci spalancate e pronte a ghermirti. Pensi che non ce la farai. Non questa volta. Poi le ore trascorrono, e tu fai tutto quello che c'� da fare. E lo fai piuttosto bene. Cos�, a sera, ti chiedi come sia stato possibile, dove tu abbia trovato il coraggio necessario per affrontare il mostro. Qualche volta pensi, con un mezzo sorriso, che si sia trattato di una specie di magia, altre volte semplicemente dici, con tutte quelle che ha passato il Barone di Reddausen, le mie al confronto non sono nulla.
Vi narrer� quindi di colui che visse oltre il tempo ed oltre i confini, vi riporter� con le medesime parole le avventure che diventarono leggenda".
                                                                  /\/\erk

PROLOGO:

Nella terra di Mellourg, dove realmente esistono cose come stivali delle sette leghe e mantelli che rendono invisibili, essere il primogenito della blasonata casata dei Reddausen � considerato una sfortuna piuttosto grossa. Colui che nasce sotto questo stemma infatti, sar� costretto a lasciar casa in cerca di fortuna�gi� perch� al Castello dei Reddausen, la fortuna va cercata e va vissuta.
Il giovane Barone aveva avuto una infanzia tranquilla, curato dalle amorevoli dame che ne attorniavano la coorte, aveva appreso fondamenti di Caccia e di combattimento dal vecchio padre, che l�aveva cresciuto raccontandogli le avventure a sua volta vissute da giovane. Cosi quando il ragazzo compii i suoi sedici anni, come tradizione del casato che rappresentava, venne messo alla porta ed affidato all�unica vera maestra di vita� la vita stessa!

�il Barone Racconta��

Erano giorni che camminavo verso Est, esattamente 4 giorni e 4 notti senza mai fermarmi e senza mangiare, dormivo mentre camminavo, facendo ricorso al mio senso di orientamento finemente sviluppato, che mi permetteva di sapere benissimo dove stessi andando, se non che, per chiss� quale magia, mi ritrovai immerso in una selva oscura, mi voltai e dietro di me, il retto sentiero era smarrito.
Non fateci caso se qualche volta bestemmier�, ma, per tutte le streghe della terra di Atnelop, uomini, un solo consiglio: se per qualche oscuro motivo dovesse capitarvi d'attraversare di notte il bosco della Grande Quercia, quello presso le terre del Conte Malossando, e di vedere una soave fanciulla sola, nel buio... NON FERMATEVI. Accadde infatti che mentre cercavo nella boscaglia di recuperare il cammino, udii un canto soave che risuonava da una radura ove scorsi una figura dalla bionda capigliatura che intonava parole senza senso qualcosa tipo �Sciao bellooo scinquanta fascio tutto�. Mi avvicinai prontamente onde prestar eventuale soccorso alla fanciulla, ma non feci tempo a fare una parola, che la dama estrasse da chiss� dove, una clava e mi minaccio di usarla nel caso non avessi adempito ad un suo volere. Ora mettetevi nelle mie condizioni, avevo sedici anni da poco e da ancor meno avevo lasciato la mia casa per compier il mio errare in giro per il mondo, immaginatevi il terrore, nel trovarmi di fronte ad una dama che in realt� era una creatura maligna che mi minacciava.
La bestia �Anscelica� cosi disse di chiamarsi l�arpia, confess� d'aver soltanto una gran fame e di poter mangiare esclusivamente vergini. Cos� chiese per cibo sette vergini. Una volta sazia, si sarebbe rintanata per altri mille anni nel folto del bosco, senza recar danno ad alcuno.
S�... non lo dite... non mi rovinate la storiella.
E va bene, lo sanno tutti, che la bestia sarebbe morta di fame, ma astuto come una faina maculata delle steppe, feci finta di accondiscendere al suo volere, perch� anche se giovane, il Barone di Reddausen �le minga stupid�, e quando vidi che il mostro abbass� la clava, presi il mio pugnale e la colpi per tentare di disarmarla�Ricordo ancora le urla ed il sangue che chiss� da dove cominci� a sgorgare, nonostante io avessi mirato alla clava. La bestia scomparve nel buio della notte, ed io potei riprendere il mio cammino, ancor pi� sicuro di prima, avevo affrontato la mia prima avventura con coraggio, niente poteva farmi paura..almeno questo era ci� credevo allora, prima di incontrare il famoso Gattodinosauro a tre teste..ma questa � un'altra storia.
C�eravate voi? No? E allora�

                                                    Il barone di Reddausen al suo amico Ser /\/\erk


La sogliola prima che i palombari cominciassero a camminare sul fondo non era un pesce cos� piatto.

Gino Patroni

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