Settimo giorno,
settimo mese dell�anno Duemilaequattrocento.

Giocattoli di una volta, bambole di porcellana, trenini arrugginiti, fumetti ingialliti dal tempo, libri dalle copertine rigide un poco sgualcite, cartoline oramai illeggibili�
Quante cose si possono trovare frugando in solaio o in cantina tra gli scatoloni e i bauli delle cose vecchie, quelle riposte e dimenticate per sempre, giocattoli e ninnoli appartenuti al nonno o alla nonna, alla mamma e al pap� bambini. E quanti giochi si possono inventare, quante storie immaginare, quante avventure sognare proprio attraverso questi oggetti scomparsi, testimonianza di un tempo che non c'� pi��.?
Ecco, dunque come � possibile trasformare un pomeriggio qualunque, noioso e anonimo trascorso in casa, in un viaggio senza fine nel tempo e nello spazio.
Mi ricordo quando da piccolo giocavo con i mattoncini... si passavano ore a costruire improbabili scenari, fantastiche astronavi, enormi vascelli, in vista di un gioco che, alla fine era molto meno bello della costruzione stessa.
A me piaceva distendermi sul pavimento di legno di casa mia e mettermi al livello degli ometti dei Lego, per capire se sarebbero stati comodi nel castello che gli avevo costruito... oppure per vedere nella mia fantasia le onde provocate dal galeone pirata (si, quello con le vele ROSSE.) poi avevo anche quello pi� piccolo con le vele BLU che era della marina.. o alzarmi in piedi dominando lo spazioporto con in alto, nella mano sinistra l`astronave della polizia spaziale.
E gi� tutti gli ometti a guardare in alto questa astronave... ancora una volta il pianeta si sarebbe salvato, grazie ai nostri eroi dalla faccia gialla.
Ma i lego li hanno inventati i cinesi? (Questo dubbio mi sa che prima o poi dovro risolverlo).
Finiti tutti i minimi dettagli, messe le foglie delle palme in posizione di modo da far capire che il vento di libeccio soffiava ruvido, posizionato l`immancabile pappagallo rosso nella mano del Capitano pirata, ovviamente la mano quella con l`uncino.
Da dietro il vetro verde smeraldo del caccia interstellare il pilota sorride sereno, in un`espressione immutabile; la testa leggermente ruotata di lato per dare l`impressione del movimento.
Tutto � pronto per partire, manca solo che il regista dia un "ciak" alla scena che si profila interessantissima... per le strade della citt� uno scontro � imminente, l`ambulanza � pronta a partire dentro il suo ospedale con autorimessa in mattoncini bianchi e rossi... ma rimani fermo l� a guardare, inebetito.
Troppe mani servirebbero per muovere la miriade di movimenti che ti sei prefigurato in ore e ore di progettazione cittadina, spaziale, navale o medioevale. La sensazione dura solo pochi secondi perch� da chissa quale altro luogo spaziotemporale odi una voce�E� pronto! Tuona rimbombando �� gi� pronto in tavola, bisogna lavarsi le mani e correre in cucina, l�imput automatico che parte dal cervello e ti reca gli ordini da eseguire. Ti alzi ancora , ed osservi per l�ultima volta il tuo piccolo mondo�.quindi ancora quella voce, fino a che sospirando rispondi�

Arrivo, mamma, solo un secondo!

Quando si � piccoli si sa apprezzare, il gesto pi� che l'oggetto, cercando la magia pi� dell'utilit� (pensate al film "Goonies",ve lo ricordate? Una delle pi� belle pellicole per under 12 che siano mai state girate. La storia di un gruppo di ragazzini che parte alla conquista del tesoro dei pirati dopo aver trovato in soffitta una vecchia mappa abbandonata �). Se in casa non possedete un "baule dei nonni", provate a tirare fuori i vecchi giocattoli dei piccini. Raccontate la loro personale storia non attraverso le parole, ma passando per gli oggetti ("questo eri tu a 2 anni quando volevi dormire solo con il tuo orsacchiotto"; "eccoti a 5, quando ti piaceva smontare tutto quello che trovavi in giro"). Insegnate ai bambini cosa significhi memoria storica, fate loro capire come la vita di ognuno sia contrassegnata da una "storia".
Trasformateli, insomma, in archeologi delle loro (e delle vostre) esistenze: non solo vi sar� utile per impegnarli in un gioco diverso dal solito, ma li aiuter� a comprendere molte cose sul passato, le persone che li circondano e le loro vite�
BUON LAVORO

�Ad alcuni per essere felici manca davvero soltanto la felicit�.�   Lec, Stanislaw J.
                       
Ser Merk
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