Dell'inaugurazione di Littoria (oggi: Latina) (I)
�Oggi � una grande giornata per la rivoluzione delle camicie nere, � una giornata fausta per l'Agro Pontino, � una giornata gloriosa nella storia della nazione. Quello che fu invano tentato durante il passato di 25 secoli oggi noi stiamo traducendo in una realt� vivente. Sarebbe questo il momento per essere orgogliosi; no, noi siamo soltanto un poco commossi.
Coloro che hanno vissuto le grandi e tragiche giornate della guerra vittoriosa, passando davanti ai nomi che ricordano il Grappa, il Carso, l'Isonzo, il Piave, sentivano nel loro cuore tumultuare i vecchi ricordi e le grandi nostalgie. Noi oggi con l'inaugurazione ufficiale del nuovo comune di Littoria, consideriamo compiuta la prima tappa del nostro cammino, abbiamo cio� vinto la nostra prima battaglia. Ma noi, pi� che guardare al passato, siamo sempre intenti verso il futuro. Finch� tutte le battaglie non siano vinte non si pu� dire che tutta la guerra sia vittoriosa.�

Proferendo questo nobilissimo verbo aveva il Dux solennemente inaugurato la citt� di Littoria il 18 ottobre dell�XI.
Era pervenuto il Duce nella novella citt� accompagnato dalle pi� alte cariche del PNF, della Commissione Suprema Di Difesa, del Consiglio Nazionale delle Corporazioni, del Comitato Corporativo Centrale e del Consiglio Nazionale dell'Educazione delle Scienze e delle Arti, del GUF, della GIL, dell'Opera Nazionale Balilla, dell'Associazione Famiglie Caduti Mutilati e Feriti per la Rivoluzione,  dei Fasci Femminili con le dipendenti Sezioni Massaie Rurali, Operaie e Lavoranti a Domicilio, delle Associazioni dei PNF, dell'Opera Nazionale Dopolavoro, dell'unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia, del Comitato Olimpionico Nazionale Italiano, della Lega Navale Italiana, dell�Unione Nazionale del Senato, dell'istituto Nazionale di Cultura, dell'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, dell'Associazione Nazionale Combattenti, dell'Associazione Nazionale Famiglie Caduti in Guerra, del Gruppo delle Medaglie d'Oro Al Valor Militare d'Italia, dell'Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare, della Legione Volontari d'Italia, della Legione Garibaldina, dei Reparti Arditi d'Italia, dei Reparti d'Arma, del Comitato Nazionale Forestale.

Grandioso, ma frugale, fu quindi il banchetto che ne consegu�, come al solito imbandito con i consueti tortellini di Modena, seguiti d�una raffinata pietanza di fagioli colle cotiche, cotechino e ciccioli fritti, il tutto parcamente ma al tempo stesso generosamente annaffiato dal vermiglio Lambrusco di Romagna.

Terminata quella fatidica e festosa giornata, ricevuto il fervido e commosso saluto degli Squadristi, de� Gerarchi e delle Camicie Nere, risposto sorridente alle altissime e spontanee invocazioni della folla festante, ricevuto il saluto delle autorit� ecclesiastiche, sazio ma inestenuato, stanco ma indomabile, era il Duce ormai voglioso d�affrontare l�ultimo cimento: quello della gara!
Era infatti giunto il Duce nella mattinata ai comandi d�una fiammante automotrice del modello Alb48 (rotabile d�inconfondibile stampo Italiano che da quella gloriosa giornata fu chimato, e per sempre si chiamer�, Littorina) che sul fil di lana del segnale d�ingresso della stazione aveva sconfitto d�un soffio un�altra Littorina, di essa gemella, condotta quest�ultima dal Farinacci.  E non vedeva l�ora, il Duce, di battere novamente il Farinacci sulla via del ritorno, godendo, nella marcia parallela sulla doppia rotaja, del giuocoso e virile scambio di manganellate tra i due opposti equipaggi.

Gi� fremevano i motori delle due Littorine!  Balz� agilmente il Duce in gabina, ma mentre innestava la marcia un pensiero gli aggrott� le ciglia.

- Pavanati, e se non ce la si facesse? �

- State tranquillo, Eccellenza!  A maggior conforto pella vittoria, ordinai al Bianchi di rinunziare al banchetto e d�apporre al motore uno di que� suoi artifizi pell�aumento della potenza. Vincerete, Duce! �
- Sperem, boja d�un mond leder!  Mi fido assai poco di quel ciarlatano! �

Spinse in avanti il Duce la manetta del gaz, e la Littorina s�avvent� con tal veemenza da far slittare le ruote sulle rotaje. L�artifizio del Bianchi pareva funzionar mirabilmente, tanto che la lancetta del contachilometri s�arrotol� due volte su se stessa!

- Rallentate, Duce.  Godremo di pi� lasciando affiancare l�altra Littorina: brandiremo i manganelli, e gliele daremo di santa ragione, al Farinacci e camerati!  E poi, Eccellenza, ha detto il Bianchi che troppo gaz al motore potrebbe � -

Ma non riusc� il Pavanati a terminare il discorso.  S�ud� un tremendo rumor di ferraglia, s�odor� un nefasto odor di bruciato, mentre dal cofano fuoriuscirono ardentissime lingue di fuoco!
- S�� incendiato il motore, boja d�un mond ledere!   Perdiana, fa� qualcosa, Pavanati! �

E mentre la Littorina prosegue avvolta in una nube di fumo e di fiamme, noi ci s�accommiata da� nostri lettori.

Italiani, a presto colla seconda puntata!  A noi!
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