Dell'inaugurazione di Littoria (oggi: Latina) (II)
Riassunto della precedente puntata.

Giunto il Duce all�inauguranda citt� di Littoria (da Egli voluta e partorita con fede incrollabile), svoltasi l�inaugurazione, festeggiatasi la fausta giornata con un frugale banchetto, sulla via del ritorno messosi il Duce in persona a� comandi della Littorina, d�improvviso se ne ebbe l�incendio del motore, non estraneo l�artifizio applicato dall�ing. Bianchi pell�aumento della potenza e della celerit�.

- S�� incendiato il motore, boja d�un mond leder!   Perdiana, fa� qualcosa, Pavanati! �

Brand� il Pavanati fulmineamente un estintore, ma il fuoco, dopo aver vacillato, riprese con immutata vigoria.
La situazione apparse ben presto assai grave.  Le fiamme oramai avviluppavano completamente il propulsore, col rischio perigliosissimo ch�una favilla appiccase l�incendio al serbatorio del combustibile, la qual cosa ne avrebbe provocato la conflagrazione, colla morte sicura de� passeggieri.
I Gerarchi a bordo della Littorina osservavano muti ed atterriti l�accadimento degli eventi.  Le signorine, che il Pavanati aveva pel diletto de� Gerarchi stessi reclutato al �Paradiso delle Volutt��, terrorizzate, lanciavano alte strida.

Che fare?
Poteva il Duce lasciare la vita stessa dei suoi fedelissimi in balia degli eventi?
No!

Italiani, mi per di vederlo. 

� Pavanati, apri st�accidente di portello, perdiana! -

Egli si strappa dal petto la camicia nera.  Della camicia ne fa due pezze, e protette con esse le mani, ecco che con piglio volitivo afferra il motore ardente, con un colpo di reni lo strappa da� suoi supporti, con forza erculea lo scaglia dal finestrino!
Priva del propulsore via via rallenta la Littorina la sua folle corsa, impegna gl�iscambi della stazione Termini.  Infine s�arresta, mentre la folla in delirio, che da ore aspettava il suo Duce, spontaneamente l�acclama:
- Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! �

E l�altra Littorina, quella che, col Farinacci ai comandi, avrebbe dovuto cimentarsi col Dux?
Eccola che giunge, inosservata (sfido, gli occhi della folla eran tutti per Lui!), alla banchina accanto.  Ne scende l�ing. Bianchi, compiaciuto ed ignaro della tragedia sfiorata:

- Eccellenza, siete trionfatore nella gara di celerit�!  Dite: il mio artifizio, Vi ha soddisfatto? �
- Pavanati!   Il manganello n. 4 !!!!! �

Il resto ve lo potete immaginare.  Nella mano del Duce, il manganello n. 4 (quello col manico intarsiato d�avorio) mulinava come l�elica d�un caccia della Regia Aeronautica, abbattendosi sul cranio ignudo del Bianchi con un ritmo che pareva quello d�un percussionista negro.  Ed a quel ritmo travolgente ecco le signorine, discese ancor pavide e sconvolte dalla Littorina, alzarsi le gonne e danzare intonando:
- Quanto sono belli questi tuli-tuli-tulipan, quanto sono belli questi tuli-tuli-tulipan! �

Basta cos�. Alla prossima: ho il groppo alla gola dalla commozione. 

Vincere!
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