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Sono selve di bandiere, di stendardi, di gonfaloni, di orifiamme che pendono dagli alti pennoni, dai tetti, dalle finestre; striscioni policromi che fasciano le pareti delle case o s'incurvano sulle strade, in un'orgia di colori, in una polifonia di tinte.
Sulla vetta del monte di Superga si aderge un colossale triplice fascio tricolore, campeggia in un'imponenza ciclopica una testa del Duce, mentre tre aquile d'oro sembrano impennarsi in largo volo augurale.
La mole dell'opifizio della Fiat, con la duplice policroma teoria di orifiamme scendenti dall'altissima ciminiera, d� l'immagine di un naviglio che ha alzato il gran pavese in segno di festa. Dalle pendici della montagna rombano ad intervalli spari di giubilo.
L'ora grande, l'ora storica, l'ora lungamente accarezzata nei sogni da una moltitudine di bimbi, di adolescenti, di giovani, di anziani, si approssima: ed anche il cielo, accogliendo i voti espressi al cuore, di tutti si fa clemente.
Eccellenza - pronunzia con deferenza il Podest� locale - La provinzia, che gi� chiamaste 'eroica e fedelissima', ha mandato i suoi legionari in Affrica ed in Ispagna alla conquista, nel Vostro Nome e ai Vostri ordini, delle pi� belle vittorie che la storia ricordi; ed i giovani che dal Partito ricevono l'impulso al combattimento non aspettano che un vostro cenno per affermare la grandezza sempre maggiore della vostra Rivoluzione. In nome loro io vi prego, Duce, di gradire questo rude ferro sul quale � inciso lo stesso motto che � nei nostri cuori: 'Passeremo!' -
La folla strabocchevole acclama, acclama senza posa, inesauribilmente, il Fondatore dell'Impero. Il grido � cos� alto e cos� ardente che il Duce rimane lungamente con il braccio romanamente proteso all'ininterrotta intensit� delle ovazioni. Allora la dimostrazione diventa d'una imponenza senza pari e l'amore che sale verso di Lui cos� profondo e cos� cocente da fargli dischiudere le labbra alla parola. Ringrazia, Egli, con ampi sorrisi; ha il volto irradiato di quella soddisfazione che tutta intera Gli si vede ogni volta si trova fra il popolo lavoratore, fra coloro che sono la vera forza della nazione e la sua garanzia per l'avvenire.
Ma nonostante le ardenti e calorose manifestazioni delle Camicie Nere e del popolo tutto la locomotiva, proditoriamente lanciata sulle rotaje del tram, non rallenta, n� tantomeno arresta la sua folle corsa! E man mano ch�essa celermente s�avvicina alla tribuna, sempre pi� distintamente si manifesta il ghigno beffardo dell�anarchico ceffo che la conduce!
Tace la folla, allibita. Ma ecco il Duce strapparsi dal petto la camicia nera. Fiero, impettito, le nocche assestate sull�anche, tremendo il cipiglio, a gambe large Egli indomabile si pone al centro del binario, pronto a fermare col petto l�incedere del fatale convoglio.
- Ancora tu, Mengozzi, boia d�un mond leder! Ebbene travolgimi, se ne hai il fegato! �
Nulla sembra poter evitare la pi� grande sciagura che possa affliggere l�orbe terracqueo nella sua storia millenaria. Ma, quand�ormai pochi centimetri separan il petto del Duce dal volantino della camera a fumo, ecco che l�impossibile s�avvera!
S�arresta la macchina tra l�acutissimo stridere de� cerchioni sulle rotaje. Disperato il Mengozzi spalanca il regolatore, ma niente! Il mostro d�acciaio non avanza d�un solo millimetro!
Ma chi ha tirato quel freno? Di chi � la mano che la Provvidenza ha ispirato?
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