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BELLEZZE DEL TICINO

Il monte Tamaro
Il museo delle Dogane Svizzere

 Il mercato
di Bellinzona
TANTO FOLKLORE AL MERCATO DI BELLINZONA
Non sono tanti i mercati cittadini che fanno storia, che fanno folklore, ma quello di
Bellinzona, il capoluogo del Canton Ticino, in Svizzera, istituito una ventina danni
fa per iniziativa dei commercianti e della pubblica amministrazione, ha fatto presto a
crescere e ad imporsi prepotentemente fra i tanti turisti che frequentano in gran numero
questa bella regione dove comunque ancora si respira aria dItalia. Un mercato
giovane ma gi� tanto adulto che tutti i sabati mattina accoglie un centinaio di
bancarelle e automezzi appositamente attrezzati che affollano via Nosetto, via Camminata
davanti alla scalinata che porta alla artistica Cattedrale detta Collegiata, e la Piazza
Nosetto dove si trova il belledificio del Municipio. E da quelle installazioni che
vivono lo spazio di una mattinata, esalano profumi di polli arrostiti, di pane tipico
della zona e di formaggi di tante variet�, ma lesposizione propone anche ogni
variet� di prodotti dellorto, piccolo artigianato artistico locale, oggetti in
legno per la casa, pomate e unguenti a base di erbe, oltre che abbigliamento. Inizialmente
il mercato accoglieva soltanto contadini ticinesi, ma man mano che si affermava giungevano
anche operatori di altri settori cosicch� si � arrivati al centinaio di espositori che
in inverno diminuiscono un poco per ragioni meteorologiche. Qualcuno rimpiange i tempi in
cui il mercato era qualcosa di unitario della fascia contadina, ma ovviamente il progresso
e la necessit� di soddisfare le nuove esigenze della famiglia, impongono anche queste
trasformazioni che per� nel caso di Bellinzona non hanno tolto al mercato il fascino di
un tempo. Un mercato che visto epidermicamente rientrerebbe nella normalit� mentre invece
occorre considerare il suo fascino folkloristico che richiama ospiti del Ticino dalle
varie citt�, favoriti anche da una rete di comunicazione veramente eccezionale. Anche chi
si trova in luoghi che sembrerebbero lontani, pu� benissimo raggiungere Bellinzona anche
senza lauto se si pensa, ad esempio, che in mezzora si pu� arrivare alla
capitale del Cantone in appena mezzora comodamente seduti in treno. Un fascino
comunque, che deriva anche dalla ubicazione del mercato, proprio nel cuore della citt�,
racchiuso in una interessante cornice di antiche costruzioni dominate dal Municipio e
dalla Collegiata. E tanta gente che si aggira fra i banchi, facendo acquisti ma anche
consumando in quel profumato itinerario panini con pollo cotto al girarrosto o salsicce
arrostite. Gente che viene da ogni angolo della citt� ma anche da altre zone del Cantone
e in quella folla policroma di costumi e parlate si mischiano i numerosi turisti che non
mancano mai di portarsi un ricordo a casa fosse anche costituito soltanto da pane e
formaggio.

DA 120 ANNI A SEMENTINA VIVE LA STORIA GASTRONOMICA DEI CEREDA
Siamo allHotel Unione di Bellinzona,ultima tappa del nostro bellissimo
viaggio in Svizzera, iniziato a Losanna. Qui nella capitale dei Ticino,il dottor
Ruinelli,direttore dellEnte Turistico della citt�, dopo averci fatto visitare i tre
famosi castelli e il rinnovato magnifico Teatro Sociale, ci porta una sera ad una sagra
paesana del vino molto frequentata dai bellinzonesi e molto ben organizzata. Non siamo
molto abituati alle sagre paesane ma questa ci stuzzicava anche se lo stomaco ad un certo
punto conci� a reclamare.
Il dottor Ruinelli lha compreso ed ha pensato bene di farci scoprire un
luogo delizioso propri a due passi dagli stands, ci ha fatto una bella sorpresa portandoci
allAlbergo Ristorante Cereda di Sementica, alla periferia di Bellinzona, dove siamo
andati in solluchero prima per i succulenti piatti che ci sono stati presentati (un
gastronomia veramente eccezionale) poi per la storia del locale,la parte cio� che sempre
nei miei viaggi vado a cerca. "Cerco la storia" come Diogene "Cercava
luomo" e qui ho trovato veramente pane per i miei
denti.
Si era nel 1881 quando Giuseppe Cereda, ventanni, lasciava Sementina per
la California in cerca di fortuna, quando i ticinesi venivano anche in Italia a cercar
lavoro. Andare oltre mare era un sogno e molti ticinesi affrontavano quellavventura
(nel 1869 addirittura 1.425 ticinesi lasciarono la loro terra devastata lanno prima
dalle alluvioni. Dal 1881 al 1930 i ticinesi emigrati furono ben25.300 !) ma Giuseppe
Cereda non rimase molto in California perch� nella testa continuava a frullargli un
progetto che a tutti i costi voleva realizzare e non dimentichiamo anche la nostalgia per
il suo meraviglioso Ticino. Ritorn� ben presto in patria e nel 1884 apr� a Sementina,
lungo la strada cantonale, unosteria e gli affari andarono pi� che bene fin
dallinizio. Giuseppe era felice ma lanno dopo doveva sopportare un grande
dolore : la morte della moglie Franceschina. Lanno dopo ne sposa la sorella Giuseppa
che gli dar� un figlio, Innocente, che sar� poi colui che prende in mano le redini
dellosteria e dellazienda agricola di famiglia. Anche Innocente, che aveva
sposato Luisa Stoppini avendone tre figlio, rimase vedono nel 1918 si rispos� con Laura
Lucchessa, dalla quale ebbe altri tre figli. Nel 1934 Innocente Cereda lascia questa terra
per sempre e il peso della conduzione di osteria (divenuta noto ristorante) e azienda
agricola ricade sulle spalle della vedova che dimostrer� subito una grande forza
danimo e capacit� pur dovendo continuare anche a curare la famiglia. A darle una
mano, una volta in et� adatta, venne la figlia Elsa, che diverr� moglie di Giorgio
Calastri, allora segretario del Dipartimento Cantonale delle Pubbliche Costruzioni. Il
figlio Arno, invece, dopo il diploma, viene assunto alla Suchard di Neuch�tel e quindi
alla Cantina Sociale di Giubiasco, molto pi� vicino a casa e quindi in grado di dare una
mano nel tempo libero nella gestione del ristorante assumendone poi completamente la
gerenza dopo il matrimonio celebrato nel 1956 la verzaschese Domitilla Lucchessa, una
donna che insegn� per undici anni nelle scuole elementari della vicina Monte Carasso e
che fu di insostituibile supporto al marito per trasformare il locale in un vero e proprio
albergo ovviamente con il ristorante. Fra il 1969 e il 1970 lex osteria Cereda avr�
camere, sale, piscina parcheggio proprio. Tanto successo non d� alla testa Domitilla
continua a lavorare in cucina per preparare ricercatissime ricette (quei
"ravioloni" !) mentre il marito ,da buon viticoltore offre ai suoi ospiti un
delizioso Merlot. Ma gli anni trascorrono anche per gli albergatori ed i Ce- reda decidono
di lasciare il testimone a Fabrizio Marcionetti di Monte Carasso che ha lavorato come chef
in prestigiosi alberghi svizzeri, e alla di lui moglie Michela Cattori che da due anni
continuano la tradizione gastronomica ed ospitaliera dei Cereda di cui hanno conservato il
nome per il loro locale.
Manco a dirlo siamo stati benissimo; il signor Ruinelli non poteva trovar di
meglio per farci gustare una cucina raffinata, unaccoglienza squisita e un ambiente
veramente sereno tutto da vivere.

Treno ABe 4/6
Treno Ae 4/6
LA
�CENTOVALLINA� LOCARNO-DOMODOSSOLA
UNO
SPETTACOLARE VIAGGIO NELLA NATURA E NEL FANTASTICO
E� sempre tempo di prepararsi alle vacanze o anche a soli week-end ed
allora vogliamo proporre un viaggio spettacolare che non si dimenticher� facilmente. Prima tappa
Bellinzona, magari in treno, e dopo mezz�ora �sbarchiamo� nel centro di
Locarno, deliziosa cittadina sulle rive del Lago Maggiore, ricca di lussuosi
alberghi, ristoranti di alto livello, di una vita intensa e cosmopolita lungo
le sue strade abbellite da luminose vetrine, e il lungolago che permette allo
sguardo di spaziare lungo le prode dell�altra sponda e lungo le montagne
circostanti.
Pittoresche stradette e vicoli convergono dalla citt� alta verso
Piazza Grande e il lungolago,
dove innumerevoli esercizi pubblici invitano a una sosta per ammirare
tranquillamente il panora ma e il passeggio di tanti turisti sempre alla
ricerca di qualcosa di nuovo e di bello. Poco lontano da Piazza Grande si
trova la romanica chiesa di San Francesco, costruita nel 1230, nelle cui vaste
navate vengono tenuti molti seguitissimi concerti, ma non manchiamo di
visitare il Castello dei Visconti con la sua ricca collezione di antichi vetri
romani che ci riporta ai remotissimi tempi della fondazione di Locarno;
comunque l�avvenimento che maggiormente impone Locarno alla attenzione di
tutto il mondo durante la stagione estiva � il famoso Festival Internazionale
del Cinema, un avvenimento di grande rilevanza artistica e culturale, che si
svolge nel magnifico scenario di Piazza Grande. E se la sera avete desiderio
di trascorrere in un ambiente ideale per il divertimento, entrate al Kursaal
che si pu� proprio definire il tempio, il regno e il centro del
divertimento serale, ma ricordate che verr� ancora giorno e che per godere a
pieno questa regione converr� visitare i luoghi pi� alti e remoti delle
valli, visto che comode strade ed efficienti mezzi pubblici lo permetto- no.
In funicolare, ad esempio, si pu� raggiungere il Santuario di Madonna del
Sasso, luogo di pellegrinaggio che racchiude innumerevoli tesori d�arte e
dalla sua terrazza lo sguardo pu� varcare lo specchio del lago e raggiungere
la catena del Monte Tamaro che declina dolcemente di cresta in cresta verso il
confine con l�Italia. Con la funivia Orselina-Cardada, in pochi minuti si
passa da lussureggianti giardini ricchi di flora subtropicale alle regioni
delle rose alpine, ma se preferite restare in citt� almeno una giornata per
le vostre vacanze estive, non mancano certo i motivi di svago : vita di
spiaggia nello splendido Lido dotato di piscine, possibilit� di praticare
sport dal tennis al golf, al canottaggio, alla navigazione a vela. Magari
anche una bella escursione in battello sul lago per raggiungere anche le Isole
di Brissago dove si trova un giardino botanico straordinariamente ricco di
vegetazione subtropicale e dove si pu� consumare il pranzo in un elegante
ristorante, o raggiungere anche le pi� lontane ma sempre affascinanti Isole
Borromee. Da Locarno per� c��
la possibilit� di compiere un viaggio di incomparabile suggestione : con la
�ferrovia delle Centovalli� che copre la distanza di 52 chilometri
Locarno-Domodossola (20 in territorio svizzero e 32 in territorio italiano)
con i suoi 83 ponti, le sue 31
gallerie, e con una storia che dopo 25 anni nel corso dei quali fu considerata
soltanto una utopia, si pu� far partire dal 1923 quando fu finalmente
realizzata.
Si potrebbe dire anche �un viaggio da brivido�, e davvero non ci
sarebbe nulla di sbagliato se non il fatto che non esiste alcun pericolo
salire su quella nuove lucide carrozze di un treno dal nome che richiama
luoghi di sogno : �Centovallina� o �Vigezzina�, ad esempio. Le
carrozze sono silenziose e comode e si muovono su binari a scartamento ridotto
svicolando fra angoli caratteristici, improvvise curve che scoprono sempre
nuovi quadretti naturali, passando sotto brevi gal- lerie scavate nella roccia
e superando profondi canaloni attraverso decine e decine di manufatti che non
sembrano neppure opera dell�uomo, realizzati con inaudita arditezza
ingegneristica. Si parte da Locarno costeggiando la strada della Ferrovia
delle Centovalli (ma perch� �cento� se le valli sono soltanto alcune
decine ?), poi si comincia la salita sospesi tra cielo e terra in un intrico
di bellezze sconcertanti e lo
spettacolo si fa sempre pi� affascinante. La gentilissima Ingrid Di Giulio,
incaricata dalle FART (Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi) che gestisce la
ferrovia nel territorio svizzero (il segmento italiano � gestito dalla SSIF,
Societ� Subalpina Imprese Ferro- viarie) di farci compagnia e soprattutto da
guida in quel meraviglioso paradiso dove ogni respiro della natura ha un suo
significato particolare, � affascinata come noi nonostante che quel per-
corso lo compia per lavoro molte volte al mese, e ci racconta la storia della
terribile alluvione del 1978 quando quei limpidi ruscelli divennero impetuosi
torrenti che si portarono via strade, ponti e ferrovia, mettendo in ginocchio
l�Azienda e lasciando dietro di s� una vera e propria marea di danni dai
quali in breve l�Azienda stessa si � risollevata restituendo al turismo una
struttura di grande valore e di grande attrattiva. Attraverso quel paesaggio
incantato, lungo quelle prode che salgono fino a
toccare il cielo, e gi� fino ad ascoltare il mormorio musicale di un
tranquillo torrente, e guardando con la fantasia dentro quelle baite nascoste
nei boschi, e lungo quei viadotti che scavalcano precipizi che sembrano insuperabili, viene veramente il
desiderio di rivolgere il proprio pensiero ad una entit� superiore perch�
spettacoli simili sono completamente al di fuori delle capacit� creative dell�uomo.
Ingrid sorride al nostro incantesimo, forse al nostro smarrimento nel cercare
qualcosa che non riusciamo trovare ma che sentiamo nell�aria, che ci scende
nell�anima e nel cuore come una carezza d�amore, il sentimento di affetto
per una natura cos� bella perch� incontaminata nella sua originariet�,
perch� l�uomo non l�ha violentata ma l�ha resa fruibile al meglio
consegnandole una struttura non contrastante ma tale, invece, da rendere
possibile il massimo del piacere e del godimento per un viaggio attraverso un
paesaggio che forse molti non pensavano neppure potesse esistere. Ed infatti,
a Santa Maria Maggiore dopo aver varcato il confine posto a Camedo, ed aver
toccate le localit� di Re e Malesco, dove comincia la Valle Vigezzo, la
cosiddetta �Valle dei Pittori�, quando scendiamo per il pranzo al
ristorante Miramonti, ci sembra di aver vissuto in un altro mondo ed allora
cominciano a scorrere sulla nostra pelle veri e propri brividi di piacere,
pi� che di una paura superata. Perch� � stato uno dei piaceri che nella
vita bisogna cogliere subito, prima che evapori, come un frutto maturo, per
gustarne per sempre le emozioni e non dimenticarsene mai pi�.
Un�ora e mezza appena da Locarno a Domodossola, il collegamento pi�
rapido ed affascinante tra la
Svizzera francese, il Lago Maggiore e Berna, un itinerario fantastico
attraverso le suggestive piccole vallate, in una visione impareggiabile di
torrenti, montagne rocciose, cascate di acqua fresca e spumeggiante in una
lussureggiante vegetazione che incanta per i suoi colori che cambiano ad ogni
stagione, e la strada tortuosa che si insinua a mezzacosta della montagna che
aggredisce piano piano, snodandosi seguendo il nostro percorso, a tratti a
fianco della ferrovia, a tratti al di sotto, poi a tratti scompare
improvvisamente per riapparire come d�incanto quando la nostra luccicante
carrozza esce da una galleria. Pare un simpatico gioco di magia, e ci viene
alla mente il gioco a rimpiattino, o nascondino, che da ragazzi costituiva per
noi uno dei divertimenti pi� appassionanti. Ma questo trenino non � soltanto
per un tragitto con un punto di partenza ed uno di arrivo : lungo il percorso
� possibile fare piacevoli soste e scoprire il fascino delle terre
attraversate, servendosi di altri mezzi come la combinazione chiamata �Lago
Maggio- re Express� che viene
offerta per il proseguimento fino a Stresa con le Ferrovie dello Stato e
ritorno a Locarno col battello sul Lago Maggiore; o scendere a Camedo,
noleggiare una bicicletta presso la stazione, e scendere lungo la sinuosa
strada delle Centovalli, verso Locarno, attraversando deliziosi paesini e
senza trascurare una sosta in uno dei tanti grotti; o ancora una escursione
panoramica a Porera-Rasa che a piedi pu� iniziare dalla riva del Lago
Maggiore, ma nel periodo estivo si pu� anche utilizzare il bus in coincidenza coi treni provenienti dal Sempione o dal San
Gottardo, per arrivare fino ai mille metri con ampia visione sul Lago, fino a
Porera, sopra Ronco, per risparmiare le prime fatiche della salita e da qui si
pu� iniziare la camminata per Ra- sa, poi si raggiunge Verdasio per
riprendere la ferrovia delle Centovalli ; oppure fermarsi a Intragna al Fun
&. Action Center, da consigliare solo ai pi� temerari, per fare bungy,
jumping, canyoning, jumaring, tyrolienne; ed ancora combinazioni treni
nostalgici che si possono noleggiare (sono del 1906 e del 1923), perfettamente
funzionanti, per mezza giornata o giornata intera. Ma se volete fare la
merenda o uno spuntino in treno, o volete fare una meravigliosa scampagnata
con un gruppo di amici, le FART vi risolvono il problema noleggiandovi un
vagone buffet dove vengono servite specialit� ticinesi con affettati misti,
formaggi stagionati, pane, vino. Ma nel �Tramin� del 1906 vi pu� venire
offerto l�aperitivo di nozze.
Ma lungo questo spettacolare percorso, nell�idilliaca musica di una
natura incontaminata, � possibile soddisfare anche altri interessi che non
siano solo quelli del paesaggio :come visitare il
monumentale Santuario di Re dalle pareti ricoperte di ex voto simboli
di una devozione antica di almeno cinque secoli, o il Museo degli Spazzacamini
e l�Accademia di Belle Arti a Santa Maria Maggiore, e tanti altri aspetti
architettonici e di vita sociale che si possono incontrare su queste montagne
come, ad esempio, il Museo regionale di Intragna.


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