Estavayer-Le-Lac
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ESTAVAYER-LE-LAC

ESTAVAYER-LE-LAC

Ti ho appena lasciata

nel tuo sonno gioioso

di un’altra estate

nel riflesso del lago

sotto la mia finestra

nella pena di un saluto

pieno di speranze

per tornare ad abbracciare le tue mura

e inebriarmi del tuo cielo

nel verde delle tue foreste.

Sei nata per me

per farmi dimenticare

per farmi dono di una nuova stagione

d’affetto e d’amore.

Ed io son qui

lontano da tutto e da tutti

sotto una cappa di stelle sbiadite

ad attendere

il tuo meraviglioso sorriso.

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Il museo delle rane

Estavayer-Le Lac,una graziosa ed entusiasmante cittadina ad una trentina di chilometri da Losanna,nella regione che va da Yverdon Morat,incastonata nelle bellezze naturali di tre laghi, quelli di Neuch�tel ,di Morat e di Bienne, comunicanti tra loro attraverso canali. Posta sulla riva sud del lago di Neuch�tel,nel distretto della Broye del Cantone di Friburgo, comprende le localit� di Estavayer, Font, Ch�tillon, Lully, Ch�bles, Cheyres, Portalban, Delley e Gletterens.

Isabella Droz,direttrice del locale Ufficio del Turismo,cos� mi ha scritto prima della partenza :

"Lei fa parte dei beati che non conoscono ancora questa regione ? La invidiamo perch� ha ancora qualcosa di bello da scoprire !". Un centro, Estavayer-Le-Lac,dalle "mille meraviglie" e tanti uomini illustri se ne sono innamorati arrivando a dire "… qui si sente in fondo all’anima l’allegria come quando si � ricevuto una buona notizia… ".

Cominciamo a vedere un Museo veramente eccezionale per una collezione unica al mondo che � una vera curiosit� : Il Museo delle Rane. Le rane. S� proprio le rane sono la parte pi� importante,e come abbiamo detto unica al mondo di questo Museo Comunale che non trascura ovviamente di presentare anche oggetti che documentano efficacemente la vita della gente della zona nel tempo. Di questi batraci erano ricchi gli stagni del territorio ed ora 108 di loro sono presenti nelle apposite vetrinette,le pi� ammirate per la loro singolarit�. Ben108 rane naturalizzate che non sono dei semplici animali isolati,ma costituiscono,con opportuni abbinamenti e raggruppamenti scene di vita locale del secolo passato. Cos� si possono ammirare una scolaresca con l’insegnante,una riunione elettorale,una bevuta al bistrot,il pranzo di famiglia,un piccolo esercito armato.una partita a carte,l’innamorato sorpreso. Semplicissima e curiosa la nascita di questa singolare collezione che rappresenta la maggiore attrazione del Museo,una carta d’identit� intestata al luogotenente Fran�ois Perrier.di Estavayer-Le-Lac,ufficiale al servizio di Napoli, che pens� alle rane prima durante i congedi e poi alla fine dell’attivit� lavorativa.mettendo sempre nelle sue composizioni un grande umorismo come il visitatore pu� benissimo notare. Fra il 1853 e il 1860,con un procedimento segreto che ancor oggi non si � lasciato scoprire,il signor Perrier dopo aver raccolto le rane nei numerosi stagni del luogo,e dopo che erano morte,le "naturalizzava" riempiendole di sabbia.

Un lavoro lungo,impegnativo,tanto che in quel periodo riusc� a "naturalizzare" soltanto duecento rane alle quali diede sempre espressioni caricaturali e umane. Un numero che pu� sembrare tanto elevato ma che si riduce se pensiamo all’estensione del tempo. Oggi nel Museo ce ne sono ancora soltanto 108come abbiamo detto,in ottimo stato essendo state opportunamente restaurate e costituiscono la maggiore attrattiva del Museo per l’originalit� delle loro funzioni che,assieme ai tanti oggetti esposti,propongono gli aspetti pi� salienti della vita locale di un tempo.

Estavayer � imperniata su due assi : uno che va dalla strada di Payerne,e l’altro dalla porta di Chenaux alla strada di Cheyres e Yverdon,e all’incrocio di queste due strade di fortificazione si trova il Motte-Ch�tel che controllava il passaggio e assicurava il pedaggio e le gabelle amministrative dovute alla Signoria e serviva anche da rifugio in caso di attacco.

Fra i monumenti che ancora sostengono l’interesse culturale della citt�,non si dimentichi la Cappella delle Domenicane con la bella navata del 1700 e il coro del 1500 oltre ad altri elementi di alto valore artistico, non si trascuri la Collegiale di San Lorenzo i cui lavori furono iniziati nel 1379 e magnificamente restaurata quindici anni fa. Ed ancora il castello di Chenaux del 1392, ricostruito nel 1503 dopo che era stato distrutto da un incendio durante le guerre di Borgogna, le mura di cinta,il porto che � il pi� grande porto interno d’Europa considerando la somma dei vari tronconi esistenti lungo la riva del lago,ma per gli amanti della storia e dell’arte non si di- mentichi il Museo Romano e dell’Aviazione ad Avenches,il luogo archeologico di Gletterens do- ve si sta procedendo alla ricostruzione di un villaggio neolitico su palafitte,o quello dell’antica Moudon o quello di Corcelles. Ma non si dimentichi neppure la gastronomia locale che viene offerta dai numerosi ristoranti e l’ospitalit� tipicamente svizzera di alcuni alberghi e non dimenticare che per gli sportivi esistono ampie possibilit� in tutti i campi specie negli sports acquatici che offrono ogni possibilit� di divertimento anche per la presenza e l’impegno del Centro di Sports Nautici pi� attrezzato della Svizzera.

Per gli amanti della bicicletta sono a disposizione ben 18 itinerari che si sviluppano fra vallate e colline e graziosi villaggi,lontano dal traffico automobilistico,fra Friburgo e Vaud. Per chi ama il "Cavallo di San Francesco" magnifiche sono le gite

Insomma,una cittadina tipicamente medioevale che ha un suo fascino tutto speciale,dove "sembra di rivivere la storia e si odono ancora gli echi di antiche battaglie",con quelle sue viuzze dove sembra udire il rotolio delle carrozze che ricordano un passato che ci sembra di rivivere specialmente a sera quando le prime ombre si insinuano fra le case seminando un immaginario aroma di secolari tradizioni. E all’alba,quando il sole immerge i suoi colori nell’acqua del lago,si vitalizza un vero sogno che nella memoria si stampa indelebilmente assieme agli armoniosi tin- tinnii delle corde metalliche delle imbarcazioni all’ormeggio,musica che sembra uscita dallo spirito geniale di un fantasioso artista. Sicuramente un soggiorno ad Estavayer-Le-Lac non si vorrebbe finisse mai.

 

 

ANCHE OROLOGI EROTICI NEL PICCOLO MUSEO DI PUIDOUX LO SAPEVATE CHE ESISTE UN FIORENTE MERCATO DELL�OROLOGIO  DA COLLEZIONE ?

    Molti credono che l�orologio sia soltanto uno strumento per la misurazione del tempo, un oggetto che ha valore a seconda ella ditta fabbricante, della perfezione dei meccanismi, della precisione nelle sue funzioni. Pochi, invece, sanno che esiste in tutto il mondo un vero e proprio mercato per il collezionismo con costosissime riviste che orientano gli appassionati. Molti maga- ri credono di avere al polso un catorcio qualsiasi, vecchio, dei tempi del nonno, mentre invece si corre il rischio di andare in giro con un �pezzo� che vale quanto un moderno Rolex. Ed ecco che allora non � fuori luogo una visita ad uno dei vari musei dell�orologio, ad esempio a quello che abbiamo potuto ammirare, pur se di ridotte dimensione, in una piccola localit� svizzera del Cantone di Vaud.

Abbandonato il delizioso ambiente di Estavayer-Le-Lac, sulla sponda sud del lago di Neuch�tel, nel Cantone svizzero di Friburgo, dove siamo in piacevole soggiorno, ci spostiamo nel confinante Cantone di Vaud percorrendo una strada panoramica ben tenuta che si snoda fra boschi e curatissimi  vigneti, verso il villaggio di Puidoux, a due passi da Vevey.

A lato della strada, in una sorta di magico isolamento, una piccola costruzione ed � qui che la nostra guida, Isabella Droz, direttrice dell�Ente Turistico di Estavayer, accosta sulla destra e ferma l�auto. Non ci rendiamo conto del perch� ci fermiamo in un luogo che non ha  nulla di artistico, almeno a prima a vista, che non lascia trasparire simboli di qualcosa di originale, di eccezionale, per una sosta. Per� ci dobbiamo ricredere quasi subito. Sulla porta ci accolgono i coniugi Roger e Antonietta Donz�, lui ex rappresentante che poi si dedicher� all�antiquariato, figlio di un orologiaio al quale non mancava di sottrarre qualche orologio per giocarvi, lei casalinga, due figure simpaticissime che trasudano cortesia e gentilezza, ed una sbirciatina dietro le loro spalle dopo i convenevoli d�uso e prima di entrare, ci fa comprendere che siamo finiti in un luogo incredibilmente interessante : siamo in uno dei circa 800 musei svizzeri dedicati agli orologi, il pi� piccolo, forse, e l�unico al mondo ad essere privato, aperto al pubblico il 26 maggio 1993 perch� prima la straordinaria collezione, frutto di una quarantina d�anni di pazienti ricerche, costituiva soltanto un hobby personale dei due coniugi. Circa tremila pezzi, il pi� antico � del 1606,sono custoditi in apposite vetrine al primo piano della casetta, di cui molte pendole di varie epoche e quindi con caratteristiche diverse e molto  pregiate, e tutti funzionanti. Il primo orologio Roger e Antonietta lo acquistarono a Zurigo nel 1945 poi l�acquisto migliore nel 1973 quando riuscirono ad avere in blocco il piccolo museo �Montre Tramelan� che contava 1500 pezzi, ed ora in quel breve spazio troviamo numerose pendole di cui due uniche al mondo risalenti al 1800, uguali, provenienti una da Marsiglia e l�altra da Genova, poi altre dell�epoca napoleonica di cui una appartenuta proprio a Napoleone I, per arrivare ai primi orologi da polso risalenti al 1900, poi orologi francesi, inglesi, persino  cinesi, anche svizzeri, ovviamente, e di tutte le fogge : da tasca, da polso, da collo con catenella, sportivi, orologi per ciechi, ed accanto a tanti �pezzi� perfettamente realizzati e funzionanti, anche una serie di piccole attrezzature che sono servite per la loro fabbricazione. Orologi dai pi� semplici ai pi� complicati, ma quelli che attirano grande curiosit� sono quelli �erotici�, e come si divertono uomini e donne, ad ammirare quelle miniaturizzate scene hard che vivono sotto il coperchio della cassa dove continuano indisturbate i loro movimenti, orologi che comunque segnano anche � le ore 8non, certamente, la durata di un  amplesso !).

Come abbiamo detto si tratta di un museo molto piccolo, ma sono tante le curiosit�, sono tanti i motivi di interesse anche per coloro che per la prima volta si avvicinano al mondo degli orologi,

che la visita non pu� essere molto breve. Descrivere tutte le curiosit� che possiamo incontrare in questo breve itinerario, sarebbe impossibile per la pochezza di spazio, ma almeno una citazione bisogna farla, lasciando poi al visitatore scoprire l�entusiasmante panorama della collezione : la ricostruzione in miniatura  della �Frauenm�nsterkapelle� di Monaco, datata 1630,un esempio preziosissimo di abilit� e di intelligente fantasia, ma meritano un particolare riguardo anche un bellissimo orologio da tavolo �Foresta Nera� del XVIII� secolo e una delle prime pendole realizzate nella zona di Neuch�tel, oltre a quella, gi� citata, appartenuta a Napoleone I. E quando si esce

da quelle stanzette si pu� stare certi che verrebbe la voglia di rientrare per il timore di aver �perduto� qualcosa, e il pensiero corre subito alla storia di oggetti che fin dalla loro comparsa hanno destato non solo curiosit� ma soprattutto stupore, e questo ancor oggi che la tecnica ha portato la misurazione del tempo ad avere a disposizione sofisticatissimi strumenti.

  Il �Museo delle curiosit� orologiere�, cos� come si chiama, � aperto al pubblico il sabato e la domenica dal 15 marzo al 30 settembre dalle 9,30 alle 11,30. Durante il resto dell�anno � aperto il secondo e terzo sabato e domenica del mese eccezion fatta per il mese di dicembre, ma per i gruppi di almeno dieci persone Roger e Signora sono disponibili tutti i giorni.

 

 

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