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È
una lotta che ormai fa storia da anni, ma che cerca sempre speranza di vincita nel futuro. Si parla della lotta per la legalizzazione della canapa indica, la marijuana, una pianta che viene ormai coltivata ed usata da migliaia di anni (potrebbe essere stata la prima pianta coltivata dall'uomo), oppure l'hashish, prodotto dalla resina appiccicosa delle foglie della cannabis indica, della quale esistono diverse varietá.È stato ormai approvato da diversi studi scientifici, che una motivazione razionale per la proibizione dell'uso di queste sostanze non esiste, e con ciò il presunto motivo del Governo "Per la salute del popolo" cade in acqua.
Le menzogne per fare paura alle persone e diminuire il consumo della marijuana erano molte. Nei primi anni '70 fummo informati che la marijuana distruggeva le cellule cerebrali, causava psicosi, abbassava il livello di testosterone e il conto spermatico, portava allo sviluppo delle mammelle nei maschi adolescenti, danneggiava la memoria e le funzione intellettive, comprometteva il sistema immunitario e causava rottura cromosomica, danni genetici e difetti fetali.
Anche Carlton Turner, (consigliere sotto Nixon per la politica contro la droga) aveva "affermato" in diverse occasioni durante i suoi discorsi pubblici che la marijuana provocava l'AIDS e l'omosessualità. Le sue affermazioni erano talmente ridicole che il Washington Post e Newsweek Magazine si presero gioco di lui, ed egli fu costretto a dimettersi. Delle menzogne, che non solo erano state messe in giro da politici, ma anche da dottori.
A
nni fa il dr.Wesley Hall, presidente dell'Americana Medico Associativo (1971-1972), affermò che l'uso cronico di marijuana può condurre all'impotenza sessuale. Naturalmente, quest'affermazione allettò molte persone abitualmente felici. Altri scienziati da ogni parte del mondo chiesero spiegazioni sull'osservazione del dr. Hall e vollero conoscere in base a quali studi egli sosteneva la sua opinione. Dopo alcuni tentennamenti ed esitazioni, finalmente il dr. Hall ammise che non esistevano basi concrete per sostenere la sua tesi, eccetto il fatto che egli sentiva che qualsiasi cosa, fosse reale o inventata, avesse scoraggiato l'uso di marijuana, era giustificata.Questo ragionamento, fatto da parte di un supposto leader della medicina mondiale, fa sorgere seri dubbi. Apparentemente non avrebbe potuto trovare alcuna colpa evidente nella marijuana, oppure lo avrebbe sicuramente riportato mentendo, inventandosi tutto. Poco tempo dopo uno studio rivelò che l'attività sessuale tra i fumatori di erba è dal 60 all'80% maggiore che tra i non fumatori. La Marijuana allo stesso tempo stimola e rilassa corpo e mente, e mette il consumatore in uno stato d'animo adatto ai piaceri edonistici. Rimuove sì le inibizioni, ma mai fino al punto dell'irresponsabilità.
È
ridicolo e vergognoso per lo Stato, vietare una sostanza usata da secoli, usando affermazioni del tutto inventate o frutti da studi condotti malamente, e per la quale, a confronto con l'alcool e il tabacco, non é mai morto nessuno. La dimostrazione per questi fatti, fornisce la seguente statistica della mortalità nel 1987, pubblicata dal Ufficio Governativo USA:|
Tabacco |
367.500 |
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Alcol (esclusi crimini e incidenti) |
125.000 |
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Overdose di droga (legale) |
20.500 |
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Overdose di droga (illegale) |
4 500 |
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Marijuana |
0 |
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A
ltra affermazione da smascherare é, che l'uso di marijuana brucierebbe il cervello, o meglio le cellule cerebrali. Il ricercatore e farmacologo italiano Maurizio Grimaldi, su questo argomento, ha fatto una scoperta incredibile, che smentisce quest'attestazione:"I cannabinoidi (sostanze di base della cannabis) sono dei forti antiossidanti, in grado di neutralizzare le molecole ossidanti potenzialmente pericolose specialmente a livello cerebrale. Quando si è colpiti da un ictus, una parte consistente del danno non avviene subito, in conseguenza della mancanza di ossigeno al cervello.
Per colpa di una serie di reazioni chimiche però, scatena la produzione di agenti ossidanti fortemente distruttivi, i quali disintegrano le cellule un po' come se le bruciassero. Uno di essi è il perossido, che altro non è che la comune acqua ossigenata. Come può costatare chiunque lo applichi ad una ferita aperta per disinfettarla, si tratta di una sostanza molto aggressiva, in grado di uccidere velocemente le cellule nervose. Il perossido appartiene alla categoria dei radicali liberi, di cui si parla molto per il ruolo che giocano nei processi di invecchiamento dell'organismo in generale.
I componenti attivi della cannabis, la cui azione antiossidante sembra superiore persino a quella della vitamine E e C, riescono a bloccare il perossido e gli altri agenti lesivi, che si basano sullo stesso meccanismo ossidante. In più, data la grande diffusibilità cerebrale dei cannabinoidi, è facile farli arrivare direttamente dove ce n'è più bisogno."
Oltre a questo, tanti altri Istituti scientifici hanno dimostrato l'efficacia della marijuana in diversi settori medici. La lista delle malattie per le quali la cannabis può essere usata include: nausea e vomito associati alla chemioterapia; aumento dell'appetito nei malati di AIDS; sclerosi multipla (malattia in cui il sistema immunitario del corpo attacca le cellule dei nervi), nella quale non solo favorisce la cessazione degli spasmi ma può anche impedire alla malattia di peggiorare; il glaucoma, seconda principale causa di cecità, causata da un'incontrollabile pressione dell'occhio, controllabile con l'aiuto di marijuana, in grado di controllare la pressione dell'occhio ed impedire al glaucoma di causare la cecità; depressione; epilessia; emicrania e mal di testa; asma; pruriti (la marijuana dissolta in alcool contro malattie della pelle, herpes ecc.); forte dolore. Chiaramente il catrame, la quale quantitá nella marijuana è maggiore che nel tabacco, è pur sempre cancerogeno, ma evitabili fumandola con pipe ad acqua oppure assumendola per via orale (tè). L'acido cannabidiolico, un altro cannabinoide (sostanza chimica nella cannabis), è un antibiotico molto efficace, come la penicillina.
Nel 1988, infatti, il giudice legale della DEA (Drug Enforcement Administration), Francis J. Young, affermò quanto segue:
"La marijuana, nella sua forma naturale, é una delle più sicure tra le sostanze terapeutiche attive conosciute... Si deve ragionevolmente concludere che vi é un'accettabile sicurezza per l'uso della marijuana sotto controllo medico. Una conclusione diversa, basata sui dati in nostro possesso, costituirebbe un atto irragionevole, arbitrario e frutto di un capriccio".
"Ma anche tante aziende farmaceutiche sono contrarie all'uso terapeutico della canapa, perché la marijuana è in grado di sostituire farmaci estremamente più costosi", spiega Lester Grinspoon, medico, psichiatra e professore dell'Università di Harvard, una della massime autorità in campo scientifico per quanto riguarda l'impiego terapeutico della canapa, di cui si occupa da più di trent'anni attraverso studi, ricerche e pubblicazioni che godono di fama mondiale.
"Inoltre", continua Grinspoon, "esiste la possibilità di sviluppare antagonisti dei cannabinoidi in grado, ad esempio, di ridurre l'appetito senza effetti collaterali tossici e quindi dal potenziale profitto elevatissimo. Sembra però poco probabile che i singoli componenti sintetici risultino più utili e lucrativi della cannabis naturale, dato che questa già contiene i composti e le loro combinazioni da cui vengono ricavate le sostanze sintetiche. Il THC (sostanza psicoattiva della cannavis) sintetico commerciale in compresse, Marinol, è disponibile sul mercato dal 1985, ma i pazienti preferiscono la sostanza naturale, perché si é verificata più benefica e per ragioni di prezzo ed efficacia, nonostante la legge e i rischi legati al mercato nero. In definitiva il successo commerciale di qualsiasi prodotto cannabinoide dipende fortemente dall'applicazione più o meno rigida dell'attuale regime di proibizione".
Solo pochi motivi per la legalizzazione di questa sostanza, che, come dimostrato, fa più bene che male. E comunque lo Stato ha fatto il "capriccio" di non legalizzarla, anche se i costi della proibizione sono notevoli ed in continuo aumento. Attualmente negli Stati Uniti, più di 400.000 persone vengono arrestate ogni anno per reati legati alla marijuana, contribuendo così all'intasamento delle corti giudiziarie e al sovraffollamento delle carceri. Oltre alle centinaia di miliardi sprecati per la proibizione, vi sono costi più difficili da quantificare. Uno di questi é la perdita di credibilità del governo. I giovani che scoprono che le autorità mentono a proposito della canapa, accolgono con scetticismo le posizioni ufficiali a proposito delle altre droghe e tendono a disprezzare le dichiarazioni di impegno in difesa della giustizia da parte del Governo.
La voglia di porre una fine a tutte queste irrazionalità c'era, nel 1998, con uno stralcio che riguardava la depenalizzazione dello "spinello di gruppo" e la coltivazione di marijuana per uso personale. Nel corso dell'apertura dell'anno giudiziario 1998, il procuratore della Corte di Cassazione, Ferdinando Galli Fonseca, invitò ad una riflessione sulla necessità di non criminalizzare i consumatori di droga e di valutare con attenzione le esperienze di conferenza nazionale sulla droga di Napoli, del marzo '97.
Non é soltanto l'efficacia come rilassante e sostanza utile in capo medico a far valere la pianta di cannabis. Con essa si possono produrre altri prodotti molto importanti. Le proteine dei semi assomigliano molto a quelle che si trovano nel sangue umano, sono semplici da digerire e contengono oli con quasi solo grassi insaturi. L'olio ottenuto dai semi di canapa è una fonte di proteine e acidi grassi essenziali altamente nutrienti, i quali, per esempio, come supplemento ad una dieta possono ridurre il rischio di malattie di cuore.
Anche i costi per la coltivazioni della pianta sono molto ridotti, considerando che é resistente alle malattie e ha bisogno di pochissimi pesticidi, costituendo giá un erbicida naturale per il modo in cui cresce. Le fibre della pianta possono essere tessute per fare quasi ogni tipo di vestiti, é più resistente e duratura e non si allunga (i primi blue jeans Levìs erano fatti di canapa). Ma non solo! La fibra e il legno della canapa possono essere usati per fabbricare carta di gran robustezza ed ogni tipo, senza sostanze chimiche e durevole per dei secoli! Non solo l'assenza di chimicali é favorevole per l'ambiente. In più la canapa é minimamente dannosa per il terreno dov'è cresciuta, perché lascia sul terreno i minerali di esso.
Può essere usata come combustibile, bruciando semplicemente il legno della canapa così com'é, oppure trasformato in carbonella, metanolo, metano, benzina (la quale, un giorno, potrebbe sostituire) o per produrre etanolo. Il governo degli Stati Uniti ha sviluppato un modo per fabbricare questo tipo di carburante per automobili da biomasse di cellulosa e la canapa costituisce un'eccellente fonte di biomassa di cellulosa di alta qualità. Anche l'olio contenuto nei semi può essere usato come carburante - alcuni motori Diesel possono funzionare con puro olio di semi di canapa ottenuto per pressione. C'é da aggiungere che i carburanti da biomassa sono puliti, privi di metalli e solfuri, non causano nemmeno lontanamente l'inquinamento dell'aria come i combustibili fossili e non aumentano la somma totale dell'anidride carbonica nell'atmosfera.
Quanto si può credere, dopo tutti questi fatti scientifici approvati, al "Per la salute del popolo" del Governo? Quanti anni di cecità verso studi accertati con risultati scontati seguiranno ancora? Quanti danni subirà ancora il pianeta per via dell'inquinamento e la continua perdita di intere foreste? Quante saranno ancora le persone che per uno spinello veranno criminalizzati e trattati da delinquenti, mentre in TV si fa pubblicitá per alcool? Tante, visto che c'é lei, la legge, che dovrebbe parlare chiaro, ma non sembra affatto.
Il D.P.R. n.309/90, anche se sostiene la non penalitá dell'uso personale di una piccola e modica quantità di marijuana, non dicendo peró quanto sia questa quantità, (viene valutata da chi si viene "scoperti"), ha come svantaggio il sequestro di qualsiasi quantitá trovata, il ritiro della patente, l'obbligo di fare le analisi dell'urina, fino a quando non viene più trovata sostanza attiva nell'urina e la segnalazione come consumatori di droghe leggere. Che ambiguitá...
Perché non fare come con il tabacco? Su ogni singolo pacchetto di sigarette c'è scritto, che l'uso di tabacco nuoce gravemente alla salute, questo non solo per il catrame, ma per tutte le sostanze chimiche e la nicotina, che causano la dipendenza fisica, lasciando peró al consumatore stesso la responsabilitá sulla sua salute. Qui di seguito una serie di fatti sul fumo di tabacco e quello della marijuana:
I
n conclusione c'è da aggiungere, che l'affermazione "Marijuana: droga di passaggio" è la più preocupante delle menzogne in circolazione. La marijuana é una sostanza, che non porta alla dipendenza (ne fisica, ne psicologica) e non necessita l'aumento della dose. Infatti é stato dimostrato, in confronto con altre droghe legali (nicotina, caffeina, alcool, valium, morfina) che la dose, nell'arco degli anni diminuisce. Non é perciò il consumo della canapa che porta all'uso di droghe piú pesanti, ma il trattare con il mercato nero, venendo in contatto con altre sostanze, e persone piú deboli e/o curiosi, si lasciano convincere facilmente dagli spacciatori. Ciò sarebbe evitabile con la legalizzazione, che comporterebbe una purezza maggiore della sostanza (= maggiore sicurezza per il consumatore), un controllo più facile e l'efficace combattimento del mercato nero.Sembra buffo, ma più la marijuana è legale, più è sicura.
Alla fine vorrei concludere, chiedendo il vostro sostegno in questa lotta contro "l'ignoranza" di tanti giornali e le menzogne raccontate ai genitori, spaventati se un giorno vedono uno spinello nella stanza del figlio, ma tranquilli se vi sono bottiglie di Whisky.
Se avete informazioni utili da aggiungere, commenti, proposte da fare, mandate un'e-m@il al
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E
qui di seguito le rubriche, che spero vengano riempite anche dalle vostre mail! Vi prego di specificare nella mail per quale rubbrica l'avete scritto, grazie.