Capitolo 2
Un nuovo eroe in città?
Quel lunedì, Eric si svegliò come tutti gli inizi-settimana: con pensieri del tipo “È un’altra bella e radiosa giornata e io ho desiderato di essere morto!”. Ma a parte i primi pensieri, quel giorno era diverso: c’era, infatti, aria di sciopero alla “Montessori.
Per capire cosa fosse successo, bisogna fare un passo indietro fino a giugno: dopo la fine della scuola, il preside aveva (finalmente) fatto chiamare una squadra per ristrutturare i bagni che erano veramente pietosi e cadevano a pezzi, ristrutturare il giardino che faceva pietà solamente a vederlo e mettere un ascensore per gli studenti invalidi; solo che, colpevole questa volta la Provincia di Roma, la squadra di lavoro si era presentata quasi all’inizio del successivo anno scolastico. Di conseguenza, la scuola si era dovuta rassegnare nel fare i doppi turni nella sede centrale fino a quando la sede succursale, occupata dagli operai, non si fosse liberata. Ora, gli operai se ne erano andati, ma erano rimasti alcuni che avevano detto che i bagni non sarebbero stati pronti fino alla fine del mese di ottobre: in altre parole, era agibile solamente un piano. Immaginarsi come sarebbe stata con solamente due bagni, la situazione! Risultato? Ancora doppi turni! Allora Eric, che aveva anche l’appoggio di Thor, e altri compagni di scuola proposero uno sciopero che dapprima non venne approvato e fu un clamoroso fallimento, ma dopo un secondo tentativo venne approvato. Così, Eric, Thor e altri ragazzi andarono fino alla giunta provinciale al grido di “Dateci i bagni! Dateci i cessi! I nostri bisogni sono sempre gli stessi!”. Ad accoglierli, c’era il segretario provinciale, un bellimbusto lampadato, tinto e con non so quanto fondotinta. Ciliegina sulla torta, aveva un cellulare che poteva costare quasi più di lui.
Dopo quasi due ore di sosta sui sampietrini della Provincia, la delegazione della scuola uscì trionfante dicendo che quelli avrebbero mandato degli ispettori a controllare e che se la situazione cortile e ascensore non fosse cambiata, avrebbero chiamato una squadra più competente della precedente.
Quindi, Eric e alcuni amici decisero di andarsene. Mentre camminavano per Via del Corso, però, notarono uno scenario insolito: una fila di autobus lunghissima, quasi si trattasse di un gigantesco serpente meccanico rosso, arancione e azzurro, sostava sulla via con le porte aperte e senza passeggeri.
Qualcosa non quadrava: di solito, gli autobus sfrecciavano lungo quella strada!
“Qui qualcuno ha fatto il botto!” pensò Eric, mentre andava a Piazza San Silvestro sperando che, almeno, l’80 passasse.
Quando Eric e gli altri amici stavano per fare il loro ingresso alla Piazza, videro uno scenario insolito davanti al Parlamento: una folla di gente e turisti, volanti della polizia, un’autoambulanza, due auto dei pompieri di cui una con uno speciale telo gonfiato ad aria, simile a quelli che d’estate si mettono su quei giochi dove i bambini si divertono a saltare.
-Ascolta!- fece un agente di polizia, parlando da un megafono. –Non fare sciocchezze e permettici di aiutarti! Siamo qui per questo!-
-NO!- rispose un uomo, dall’alto del tetto della Galleria Colonna. –Io mi butto! Voglio morire!-
Era semplicemente successo che l’uomo in questione era un addetto al restauro che si era lamentato che la busta paga non era sufficiente dato che negli ultimi mesi si era fatto un culo così più degli altri colleghi. In più, la moglie lo aveva lasciato e così anche la sua amante. E la sua “occasione” era giunta buttandosi dalla Galleria Colonna. Almeno, diceva, faceva un favore al mondo.
-Che succede?- chiese Eric, incuriosito.
-Uno che si vuole buttare.- rispose un agente di polizia.
Invero, pensi anche tu quello che penso io? Fece Thor.
Eric capì che era un’occasione per far sgranchire le gambe al Dio, quindi andò verso un vicolo vicino la Galleria e, grazie al fatto che erano tutti impegnati a guardare, fece uscire dalla sua mente Thor.
-Invero, adesso vedranno come il Dio del Tuono salva i mortali che ha giurato di proteggere!- fece il dio, impugnando il suo martello e preparandosi a levarsi in volo quando venne fermato di colpo da Eric.
-Guarda là!- fece il ragazzo, indicando lo scenario e, più precisamente, il cielo. Dal monumento dell’Altare della Patria, si vide comparire una figura che ricordava molto Superman, solo che era vestito di verde. La gente si fermò a guardare quello strano supereroe che andava verso l’uomo.
Ci fu un momento in cui la tensione salì alle stelle; il traffico si fermò letteralmente, come se anche il tempo si fosse fermato: tutti erano intenti a guardare quel superessere che tentava di convincere l’uomo a non fare quel folle gesto. Anche Eric e Thor erano sorpresi da quell’inconveniente.
-Invero, adesso…- fece Thor, impugnando il martello e caricando verso l’essere.
-FERMATI!- fece Eric. –Non abbiamo idea di chi sia…forse è un nuovo membro dei Vendicatori Europei!-
-Quant’è che non metti piede in sede?- chiese Thor, sospettoso.
-E che ne so!- rispose Eric. –Tu comunque non fare nulla…è già stato fatto tutto!-
-Non ancora!- fece il dio, alzando il suo martello e volando verso il luogo del disastro.
Thor, fermati! Gridò telepaticamente Eric. Che vuoi fare!?
Cercare di scoprire chi è quello! Rispose il dio, avvicinandosi alla galleria mentre il supereroe salvatore volava in cielo. Thor voleva prenderlo e chiedergli chi era, ma doveva pensare alla gente che aveva giurato di proteggere.
-Invero, eccomi qui!- fece Thor, planando dal cielo.
-Meno male che sei arrivato, ma adesso non c’è più nulla da fare.- rispose un pompiere. Thor rimase sbalordito quando vide che sia polizia che pompieri che anche gli stessi passanti lo trattavano con aria di sufficienza, quasi volessero ignorarlo.
-Se solo fosse arrivato un minuto prima…- sentì sussurrare un poliziotto.
Thor si chiese chi poteva essere quello strano supereroe che gli aveva levato il protagonismo, mentre come un silenzioso fantasma si allontanava tra la folla in cerca di un luogo dove potesse scaricare tutta la tensione.
“Non può essere, per Odino!” pensava. “Da quanto ricordo, nessun Vendicatore Europeo prima d’ora si è mai vestito così né, oltre a me e all’Aquila, possiede il potere di volare. Hmmmm…e se Capitan Italia avesse deciso di prenderne un altro? Ma no, non è possibile: il capitano tiene sempre delle riunioni con gli altri membri per decidere se prenderne un altro o meno…ma allora chi potrebbe essere? Meglio indagare per evitare che questo essere possa nuocere agli abitanti di questa millenaria città!”
Così facendo, alzò il martello e si levò in volo in cerca di risposte. Ma su Asgard non trovò nessuno che potesse fornirgli indizi validi.
Chi era quello strano eroe?
E avrebbe fatto dimenticare molto presto i Vendicatori Europei?
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