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L�estetica trascendentale Il suo scopo � di studiare le forme a priori della sensibilit�: alla base della sensibilit� ci sono strutture uguali per tutti all�interno delle quali collochiamo l�oggetto percepito, che sono spazio e tempo. Lo spazio � la forma del senso esterno, il tempo � la forma del senso interno, in cui collochiamo il flusso delle nostre esperienze interne. Lo spazio e il tempo sono le strutture grazie alle quali sono possibili la matematica e la fisica. La matematica lavora sulla pura forma dello spazio, estrae dalla realt�; a questo si collega la questione dei giudizi: conoscere vuol dire anche giudicare. I giudizi possno essere: Analitici: il predicato � gi� contenuto nel soggetto Sintetici: c�� stata una sintesi: il predicato non � contenuto nel soggetto Si possono conciliare giudizi analitici e sintetici in giudizi che si chiamano sintetici a priori universali e necessari che ampliano la conoscenza: 7 + 5 = 12 � uguale per tutti (analitico), ma ci si pu� arrivare in altri modi: il 12 non � insito n� nel 7 n� nel 5, � nuovo (sintetico). La scienza � fatta da giudizi sintetici a priori. Spazio e tempo hanno due caratteristiche che sono ideali e reali : l�idealit� trascendentale. Ideali perch� sono funzioni logiche della mente, reali perch� sono universali e necessari dato che valgono per tutti. L�analitica trascendentale � quella dottrina che studia le forme a priori dell�intelletto: studia il modo in cui l�intelletto unifica le sensazioni arrivate dall�esperienza, il cui prodotto � un concetto. C�� bisogno di strutture categoriche per classificare le singole sensazioni: le categorie derivano da Aristotele, per il quale sono i sommi generi dell�essere: ci� che si pu� predicare dell�essere. Le categorie per Kant sono divise in quattro tipi: quantit� (unit� pluralit�, totalit�), relazione (causa effetto, accidente), qualit� (forma, colore, odore) e modalit� (inerenza e sussistenza). Queste categorie devono essere universali e necessarie e derivano tutte dall�autocoscienza dell�individuo che Kant chiama l�io penso: il sentire di sentire o sintesi originaria dell�appercezione . Per Cartesio il cogito implicava la res cogitans, la sostanza; per Kant resta una funzione logica, un�ipotesi perch� tutti coloro che hanno l�io penso, possiedono le categorie e le possiedono allo stesso modo: �deduzione trascendentale�: dimostrazione della validit� delle categorie. Dialettica trascendentale La dialettica � logica dell�apparenza, un modo di ragionare vizioso che produce parvenza e non conoscenza. La dialettica studia il modo in cui la ragione unifica i concetti dell�intelletto: mentre l�intelletto procede con i giudizi e con le sentenze, la ragione procede con i sillogismi. Il problema della dialettica e della ragione � il fatto che non ha direttamente a che fare con l�esperienza: arriva a delle conclusioni che escono dall�ambito fenomenico. La ragione nel suo processo di unificazione dei concetti approda a tre totalit� incondizionate (tre assoluti): l�idea di Anima, l�idea di Mondo, l�idea di Dio. La ricerca dell�incondizionato da parte della ragione � la prosecuzione inevitabile del nostro processo conoscitivo verso un�unit� ultima che continuamente sfugge alla nostra conoscenza. L�unit� suprema cui la ragione aspira pu� solo essere pensata ma non pu� essere conosciuta. Studio dell�anima: psicologia razionale; Studio del mondo: cosmologia razionale Studio di Dio: teologia razionale. La ragione, nella sua ricerca dell�incondizionato, cade in contraddizione di aporie , di antinomie . Si rientra nella metafisica che esula dell�ambito dell�esperienza. |
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