“Quella
raffica, il tango, quella diavoleria,
gli anni
indaffarati sfida:
fatto di
polvere e di tempo, l’uomo dura
meno di quella
melodia
che è solo
tempo”.
Lo
spettacolo, puntando sul connubio tra le “parole” del tango e la
danza stessa, ricerca un avvicinamento a questo “fenomeno” che
permetta, non solo di ammirarne le “forme” del ballo, ma anche di
capirne le origini, la profonda “filosofia di vita” che ne fa da
sfondo. Ne risulta una rappresentazione che miscela perfettamente
l’inquieto “male di vivere”, che trapela dagli scritti di Arlt, al
riscatto della memoria della propria identità di Sabato e di Borges,
alla struggente malinconia dei tanghi di Manzi e Cadicamo… Il tutto
legato dalla danza, dalla musica trascinante, dalla passione che si
sprigiona dai corpi dei ballerini e che non può non coinvolgere
appieno il pubblico, facendolo sentire partecipe, affascinato
avventore di una milonga.