ITL 312L
Second-Year Italian Language and Culture II

Capitolo 4

 

Luigi Pirandello nacque nell'antica città di Agrigento (Girgenti) in un tempo in cui la maestà dei templi greci in Sicilia contrastava con lo squallore della campagna e la miseria della popolazione. Suo padre, proprietario di una solfatara (1), amava la sua famiglia, ma aveva un temperamento irruente (2) capace a volte di terrorizzare parenti, amici e vicini. Luigi Pirandello descrisse se stesso come un "figlio del caos".

Ciò che Einstein fu per la fisica, Pirandello lo fu per la letteratura. Introdusse nei suoi romanzi e nel suo teatro la filosofia della relatività, dimostrando che l'assoluto non esiste, che la verità è relativa. Quello che oggi riteniamo vero, giusto, morale, bello, può sembrarci domani falso, ingiusto, immorale e brutto.

Pirandello ridefinì la personalità umana: siamo non solo quello che crediamo di essere, ma siamo anche quello che gli altri pensano che siamo. Quindi ogni individuo ha non una personalità, ma tante personalità quante sono le persone che lo osservano e lo giudicano. Tuttavia ognuno sente la necessità di essere "uno" per poter conoscere se stesso e distinguersi dagli altri. Così ognuno si crea una maschera che indossa (3) sperando di comunicare al mondo l'immagine che ha di se stesso. Ma siccome la vita è soggetta a cambiamenti continui, anche noi siamo costretti (4) a cambiare continuamente per reagire alle infinite possibilità dell'esistenza. Qui sorge il tragico conflitto tra l'espressione naturale che cambia sempre e la maschera che cerchiamo di tenere fissa.

Pirandello trattò questi temi e altri in due volumi di poesie, parecchi saggi (5), sette romanzi, 246 racconti e novelle e quarantacinque commedie, di cui le più famose sono Sei personaggi in cerca di autore e Enrico IV.

 

 

Le sue innovazioni filosofiche e teatrali ebbero una grandissima influenza in tutto il mondo, e negli Stati Uniti, commediografi come Thornton Wilder, Maxwell Anderson e Eugene O'Neill le adoperarono nel loro teatro. Nel 1934, due anni prima della sua morte, Pirandello ricevette il Premio Nobel.

I critici hanno caratterizzato la filosofia pirandelliana come decadente, pessimista e perfino nichilista (6) in quanto distrugge i valori e gli ideali a cui l'uomo tiene. Ma Pirandello sembra dirci non che i valori e gli ideali non esistono più, ma invece che dobbiamo sempre cercare di rispettare i valori e gli ideali altrui, che dobbiamo nutrire la comprensione e la tolleranza per poter vivere con il minimo possibile di angoscia in un universo pieno di dubbi ed incertezze.

Il personaggio di Laudisi, nella commedia Così è (se vi pare), esprime questo concetto a due signore che temono di non trovare mai "la verità":

Signora Sirelli: Ma secondo Lei allora non si potrà mai sapere la verità?
Signora Cini: Se non dobbiamo più credere neppure a ciò che si vede e si tocca!
Laudisi: Ma sì, ci creda, signora! Però Le dico: rispetti ciò che vedono e toccano gli altri, anche se sia il contrario di ciò che vede e tocca Lei!

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