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Luigi Pirandello nacque nell'antica
città di Agrigento (Girgenti) in un tempo in cui la maestà
dei templi greci in Sicilia contrastava con lo squallore della
campagna e la miseria della popolazione. Suo padre, proprietario
di una solfatara (1), amava la sua famiglia, ma aveva un temperamento
irruente (2) capace a volte di terrorizzare parenti, amici e
vicini. Luigi Pirandello descrisse se stesso come un "figlio
del caos".
Ciò che Einstein fu per la fisica, Pirandello lo fu
per la letteratura. Introdusse nei suoi romanzi e nel suo teatro
la filosofia della relatività, dimostrando che l'assoluto
non esiste, che la verità è relativa. Quello che
oggi riteniamo vero, giusto, morale, bello, può sembrarci
domani falso, ingiusto, immorale e brutto.
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Pirandello ridefinì la personalità umana: siamo
non solo quello che crediamo di essere, ma siamo anche quello
che gli altri pensano che siamo. Quindi ogni individuo ha non
una personalità, ma tante personalità quante sono
le persone che lo osservano e lo giudicano. Tuttavia ognuno sente
la necessità di essere "uno" per poter conoscere
se stesso e distinguersi dagli altri. Così ognuno si crea
una maschera che indossa (3) sperando di comunicare al mondo
l'immagine che ha di se stesso. Ma siccome la vita è soggetta
a cambiamenti continui, anche noi siamo costretti (4) a cambiare
continuamente per reagire alle infinite possibilità dell'esistenza.
Qui sorge il tragico conflitto tra l'espressione naturale che
cambia sempre e la maschera che cerchiamo di tenere fissa.
Pirandello trattò questi temi e altri in due volumi
di poesie, parecchi saggi (5), sette romanzi, 246 racconti e
novelle e quarantacinque commedie, di cui le più famose
sono Sei personaggi in cerca di autore e Enrico IV.
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Le sue innovazioni filosofiche e teatrali ebbero una grandissima
influenza in tutto il mondo, e negli Stati Uniti, commediografi
come Thornton Wilder, Maxwell Anderson e Eugene O'Neill le adoperarono
nel loro teatro. Nel 1934, due anni prima della sua morte, Pirandello
ricevette il Premio Nobel.
I critici hanno caratterizzato la filosofia pirandelliana
come decadente, pessimista e perfino nichilista (6) in quanto
distrugge i valori e gli ideali a cui l'uomo tiene. Ma Pirandello
sembra dirci non che i valori e gli ideali non esistono più,
ma invece che dobbiamo sempre cercare di rispettare i valori
e gli ideali altrui, che dobbiamo nutrire la comprensione e la
tolleranza per poter vivere con il minimo possibile di angoscia
in un universo pieno di dubbi ed incertezze.
Il personaggio di Laudisi, nella commedia Così è
(se vi pare), esprime questo concetto a due signore che temono
di non trovare mai "la verità":
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Signora Sirelli: Ma secondo Lei
allora non si potrà mai sapere la verità?
Signora Cini: Se non dobbiamo più credere
neppure a ciò che si vede e si tocca!
Laudisi: Ma sì, ci creda, signora! Però
Le dico: rispetti ciò che vedono e toccano gli altri,
anche se sia il contrario di ciò che vede e tocca Lei! |
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